Il Superuovo

Il documentario girato da Zac Efron riapre il dibattito sul concetto di scuola

Il documentario girato da Zac Efron riapre il dibattito sul concetto di scuola

Più educazione e più scuola o più educazione e meno scuola? Parliamo di uno dei temi più discussi del Novecento

Con i piedi per terra” è una docuserie che vede come protagonista Zac Efron che, insieme all’imprenditore del benessere Darin Olien, gira il mondo cercando di affrontare tematiche importanti come sostenibilità, educazione, metodi di vita alternativi, povertà, ecc.

Costa Rica

In un interessantissimo documentario, “Con i piedi per terra”, l’attore americano Zac Efron gira il mondo per mostrare quello che di speciale caratterizza diversi paesi del globo, portando alla luce tematiche e discussioni che forse potrebbero rendere migliore la vita di tutti noi. In particolare, in questo articolo parleremo dell’esperienza che l’attore americano e il suo braccio destro Darin Olien hanno riportato in Costa Rica. Nel paese sudamericano infatti i due protagonisti fanno visita ad un villaggio molto particolare in quanto completamente auto sostenibile dal nome “La Ecovilla”, che rispecchia perfettamente il locale slogan “pura vida”. In questo villaggio si vive coltivando il proprio cibo e cercando di tornare ad una realtà che la società moderna ha completamente mascherato.

Casa Sula school

La scuola della Ecovilla è completamente diversa da quella che abbiamo in Italia o in altre parti del mondo e riaccende un dibattito che nel Novecento è stato molto attivo: esperienza vs. nozionismo. I bambini, come si nota nella docuserie, non passano ore e ore sui libri ad imparare concetti e avvenimenti ma cercano di apprendere da ciò che li circonda, divertendosi, e stando a stretto contatto con il reale, facendo ESPERIENZA. La scuola in questione infatti non è separata dalla realtà e dalla vita di tutti i giorni. Come dice uno dei bambini intervistati, con quel tipo di scuola “puoi scegliere il tuo destino” perché l’alunno può decidere quali passioni coltivare e può lavorare su chi si vuole diventare con il sostegno degli insegnanti. Come credeva Maria Montessori, questa scuola è costruita attorno agli educandi.  Ah, dimenticavo, bambini e ragazzi non svolgono né verifiche né compiti a casa.

 

Più scuola o meno scuola?

Il tipo di pedagogia utilizzata in questo villaggio del Costa Rica riaccende un vecchio dibattito. Nel Novecento, infatti, si sviluppò un dibattito che vedeva contrapposte due idee su quale fosse il miglior modo di educare i giovani: da un lato si voleva una scuola ben strutturata e controllata dalle istituzioni, dall’altro una scuola più libera e meno standardizzata. I maggiori esponenti del secondo pensiero citato sono Paul Goodman, Ewerwit Reimer e Ivan Illich, i quali credevano che la scuola pubblica fosse realizzata in modo da standardizzare il pensiero, la conoscenza e le menti, definendola autoritaria. Per loro, questa scuola sostanzialmente non permette ai bambini o alle famiglie di decidere chi essere.

In Italia

In Italia la scuola si è sviluppata invece sulle idee del ministro dell’istruzione Giovanni Gentile che elaborò con la sua riforma, poi fascistizzata, una scuola che non metteva al centro l’educando ma bensì il maestro, un maestro che era tale solo perché conosce determinati argomenti, anche se completamente ignorante in ambito socio-pedagogico. Come afferma Gentile stesso, il suo scopo è quello di creare una nuova classe dirigente e una classe operaia tramite appunto la standardizzazione della scuola, in completa opposizione a quello che la Casa Sula School rappresenta.

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