Il 10 Ottobre 2018, si annoverano i 40 anni dalla chiusura dei manicomi, con la promulgazione della legge 180/1978, chiamata “Legge Basaglia“.
Questa norma, porta il nome dello psichiatra Franco Basaglia.
Egli volle superare l’ottica manicomiale delle malattie mentali,stabilendo una regolamentazione riguardo i soggetti affetti da patologie del genere.
La suddetta legge tutelava e tutt’ora tutela tutte quelle persone che, pur soffrendo di disturbi mentali molto gravi, hanno dei diritti inviolabili.
I manicomi, in passato, erano nella maggior parte dei casi, delle strutture contenitive, che rinchiudevano i “pazzi”.
Questi erano forzati a trattamenti per nulla ortodossi e contro ogni dignità umana.
Venivano sottoposti a lobotomie, cure sperimentali molto invasive, che rendevano quelle persone dei veri e propri vegetali, addirittura portandoli, nei casi più estremi alla morte.
Ad oggi, le spese in Italia per le malattie psichiatriche, sono secondo l’ ANSA, del 3,5% delle spese sanitarie totali, fatte dallo Stato.
C’è ancora da crescere in questo ambito, ma, grazie a questa legge, abbiamo ridati dignità a quelle persone che sono morte e ai nostri poveri malati psichiatrici, che, ad oggi, possono godere di diritti umani.
La società odierna, ha uno strumento che riesce a salvaguardare molte vite umane: il Trattamento Sanitario Obbligatorio, regolamentato e promulgato dalla stessa legge Basaglia.
Attraverso la segnalazione fatta agli organi competenti, è possibile assegnare degli specialisti al soggetto in questione, i quali non sperimentano o attuano trattamenti osceni, bensì si occupano della salute mentale e dell’ ascolto del paziente, assegnandogli la migliore prognosi, per poi ricondurlo alla società, della quale egli è un membro da non sminuire od emarginare.

Col passare degli anni, c’è stata un’ altra rivoluzione: i criminali giudicati “incapaci di intendere e volere”, erano rinchiusi in strutture dette OPG (Ospedali Psichiatrici Giudiziari), che erano delle vere e proprie carceri per criminali malati, i quali avevano un destino rassegnato all’emarginazione dalla società.
Ebbene, nel 2014, con la legge 81, vennero chiusi anche questi e furono istituite le REMS: delle residenze,assolutamente non carcerarie, in cui omicidi patologici soggiornano.
Questi sono sottoposti a cure mediche e sono reindirizzati alla società da psicologi e sociologi.
La vittoria dei diritti!
Il viaggio per l’ Italia, in quest’ ambito non è ancora concluso; è appena iniziato! Si dovrà investire, quando possibile, per questa gente che non desidera altro che essere accettata da tutti noi.
Ricordiamoci: siamo tutti esseri umani!
Mattia Mancini