Un programma di approfondimento è stato annunciato dall’Istituto italiano di Cultura di Dakar in occasione della mostra ‘Souvenir d’Italie‘.

Presentata in occasione della quindicesima edizione della Biennale dell’arte africana contemporanea Dak’Art e di Partcours, a cura di Eugenio Viola.
Il programma
Il programma, curato e realizzato grazie al sostegno della Direzione generale creatività contemporanea del ministero italiano della Cultura, come spiega una nota dell’Istituto italiano di Cultura di Dakar, ha l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra il sistema dell’arte contemporanea italiano e quello senegalese e di offrire una piattaforma di scambio tra istituzioni pubbliche e private per lo sviluppo di nuove collaborazioni internazionali a favore di artisti e curatori. Il programma prevede tre tavole rotonde che si svolgeranno presso la sede dell’Istituto nelle giornate dell’11 e 12 febbraio 2025, con la partecipazione di ospiti di istituzioni italiane e senegalesi, proponendo dei momenti di approfondimento e di dialogo sul ruolo della cultura come leva di trasformazione sociale, artistica e ambientale. Le discussioni si terranno in lingua italiana e francese con traduzione simultanea. L’ingresso è libero e gratuito.

Dialogo
Il dialogo tra la cultura italiana e quella senegalese è un’opportunità preziosa per costruire ponti, favorire la comprensione reciproca e sviluppare nuove prospettive di cooperazione. Italia e Senegal condividono una lunga storia di scambi culturali, caratterizzati da influenze artistiche, linguistiche e sociali che hanno arricchito entrambe le società. Le tavole rotonde offrono uno spazio di confronto per esplorare il ruolo della cultura come leva di trasformazione sociale, artistica e ambientale. La presenza di ospiti provenienti da istituzioni italiane e senegalesi permetterà di analizzare le sfide comuni e le possibili sinergie tra i due Paesi. Uno degli aspetti più rilevanti di questo dialogo è il contributo della cultura alla coesione sociale. La valorizzazione delle tradizioni e delle espressioni artistiche di entrambe le nazioni può facilitare l’inclusione e rafforzare il senso di appartenenza. In un mondo sempre più interconnesso, iniziative come questa dimostrano come la cultura possa essere un elemento chiave per costruire relazioni solide e durature tra Paesi, promuovendo un futuro di collaborazione basato sul rispetto reciproco e sulla valorizzazione delle differenze.

Colonialismo
I rapporti tra Italia e Senegal, pur non essendo stati centrali nella storia coloniale italiana, si inseriscono in un più ampio contesto di interazioni tra l’Italia e l’Africa occidentale, spesso mediate da potenze coloniali come la Francia. Il Senegal, infatti, è stato una colonia francese dal XVII secolo fino alla sua indipendenza nel 1960, e l’influenza italiana nella regione è stata piuttosto limitata rispetto ad altre potenze europee. Tuttavia, esistono alcune connessioni storiche. L’Italia, arrivata tardi alla corsa coloniale rispetto a Francia e Gran Bretagna, si concentrò principalmente nel Corno d’Africa (Eritrea, Somalia, Etiopia) e nel Nord Africa (Libia). Nonostante ciò, vi furono relazioni tra l’Italia e le colonie francesi dell’Africa occidentale, tra cui il Senegal, in particolare attraverso scambi commerciali, missioni cattoliche e la diaspora africana in Italia. Nel periodo coloniale, alcuni lavoratori e intellettuali senegalesi ebbero contatti con l’Italia, soprattutto attraverso il commercio e la cultura. Il porto di Dakar, una delle principali basi della Francia in Africa, fu un punto di passaggio per marinai italiani e commercianti che operavano nell’Atlantico.