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“Il curioso caso di Benjamin Button” ribalta il tempo. Chissà cosa ne penserebbe S. Agostino

Le elaborazioni sul concetto di tempo sono innumerevoli e attraversano insieme a questo la storia. Ecco cosa collega S. Agostino a “Il curioso caso di Benjamin Button”.

Tempo relogio | Retro alarm clock on a table. Photo in retro… | Flickr

 

Una vita al contrario. Così ha vissuto Benjamin Button la sua esistenza, un caso più unico che raro che potrebbe essere collegato con il pensiero di molteplici autori, ma che trova una forte risonanza anche nelle Confessiones di S. Agostino.

 

 

Dalla novella al film

Siamo oggettivamente abituati a collegare questo famoso titolo al film, quando invece il film stesso viene tratto da una novella di Francis Scott Fitzgerald, tanto rinomato per essere l’autore del Grande Gatsby. La novella fu scritta per una rivista nel primo ventennio del Novecento e venne poi successivamente pubblicata in una serie di racconti. La trama è ben nota: paradossalmente il protagonista è un neonato nato vecchio, condizione poco spiegabile e che lo porterà a vivere una vita rovesciata. L’autore stesso dichiarerà però che l’idea non fu sua, ma venne da un’affermazione di Mark Twain, che ammise che a parer suo fosse un peccato vivere la parte migliore della nostra vita all’inizio, senza l’esatta consapevolezza che occorrerebbe.

The Curious Case of Benjamin Button (2008) | Brad Pitt y Cat… | Flickr

 

Teorie scientifiche e filosofiche

E’ la complessità del concetto che ha portato alla formulazione di diverse teorie sia di stampo filosofico che di stampo scientifico. Queste cercano di spiegare il suo “trascorrere”, la successione degli eventi, delle giornate, delle cose; almeno nell’esperienza umana. A proposito delle diverse teorie viste sopra vediamo nell’epoca classica i famosi paradossi di Zenone fra cui quello più celebre di Achille e la tartaruga. Il paradosso prevede delle nozioni e delle applicazioni che saranno spiegate con calcoli ben precisi. Avrà una sua idea di tempo anche Aristotele, la cui concezione si basa sul “prima” e sul “poi”, semplificando dunque fra passato e futuro. Scientificamente parlando invece possiamo citare il paradosso dei gemelli. La lista sarebbe in verità molto più lunga contando il fatto che in molte interpretazioni sussiste anche la variabile della soggettività dell’interpretazione stessa, che apporta inevitabilmente cambiamenti e idee diverse in merito.

 

Le Confessiones di S. Agostino

 

E’ proprio in virtù della soggettività dell’interpretazione sopracitata che ci colleghiamo a S. Agostino. Egli è l’autore delle Confessiones, un testo latino che può senza riserve essere considerato uno dei capisaldi della letteratura latina. Composta da tredici libri, ha un’impostazione molto particolare, ed è per questo che la critica odierna e non, ha faticato nell’assegnarle un posto ben preciso. Il titolo potrebbe di fatto far pensare ad un ottica puramente autobiografica in quanto si tratta, appunto, di “confessioni”. D’altro canto però considerata la struttura e la suddivisione dell’opera in sé notiamo come l’opera vada oltre i canoni dell’autobiografia, motivo che porterà i critici ad affermare che dipende dal lettore -anzi- che dipende strettamente dal tempo di lettura del lettore: un lettore antico l’avrebbe percepita in un modo, uno moderno avrà un ottica diversa.

 

Il tempo secondo S. Agostino

La concezione di tempo è ampiamente approfondita da S. Agostino, il quale crede che il tempo sia una creazione di Dio. Considerato questo aspetto mette avanti però anche un assetto puramente soggettivo, perché il tempo è anche distensione dell’animo. Se il tempo è distensione dell’animo e ogni essere umano ne è dotato, si arriva linearmente alla conclusione che il tempo ha una connotazione soggettiva e che quindi dipende dall’individuo che lo vive. Vengono riconosciute distinzioni come passato e futuro, ma con una certa raffinatezza: passato è il tempo della memoria, futuro invece il tempo dell’attesa. Da entrambe la considerazioni poi possono essere estratte delle considerazioni di tipo morale. Se il primo è tempo della memoria, possiamo allora anche parlare di una coscienza, che indubbiamente aiuta a vivere e ad affrontare quello che sarà il tempo dell’attesa. Per quanto riguarda il presente invece, è il tempo in cui l’uomo vive e in cui sviluppa la percezione passato/futuro.

Queste sono considerazioni del tutto soggettive, ma ciò non significa che Agostino non ne abbia elaborate di oggettive. In conclusione possiamo affermare che nel soggettivo il tempo è ciò che ciascuno vive e nel modo che preferisce. Ecco perché le considerazioni di S. Agostino possono sposarsi con la bizzarria del film e della novella presi in considerazione: Benjamin pur trovandosi in una situazione particolare e singolare vive e gestisce il suo tempo autonomamente dando grande importanza alla memoria alla coscienza e allo svolgersi degli eventi. 

 

 

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