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Il corpo di Amenhotep I finalmente svelato: la bellezza della tomba affascina il Cairo

Il corpo di Amenhotep I finalmente svelato: la bellezza della tomba affascina il Cairo

Si era deciso di non aprirla, al fine di non violare il riposo del faraone. La tecnologia tuttavia ha permesso l’impossibile: guardare il contenuto senza dover aprire il sarcofago.

Rivelato digitalmente il volto del faraone Amenhotep I
Figura 2: volto di Amenhotep I rivelato digitalmente.

Le spoglie, dissotterrate nel 1881, sono state sottoposte a una tac da parte dei ricercatori dell’Università del Cairo. Lo scanner attuato ha dato origine ad un’autopsia digitale: questa ha consentito di rivelare maggiori informazioni sul defunto faraone.

La tomografia assiale computerizzata

Questa nuova tecnica era già stata utilizzata a partire dagli anni 2000: negli ultimi anni è tuttavia divenuta maggiormente precisa, consentendo di identificare nuove informazioni. Obiettivo principale è quello di comprendere lo stato delle ossa. Ferite contundenti sono molto utili al fine di comprendere le cause della morte del faraone: se fossero presenti, infatti, starebbero a significare che il sovrano è stato ucciso. Un dato di notevole importanza al fine della ricostruzione storica degli eventi. Non solo: lo stato dei denti è utile per comprendere l’età e le condizioni di salute dell’individuo (se, al momento della morte cioè, egli fosse malato).

Oltre quindi a importanti dettagli sull’aspetto fisico e sullo stato di salute e di età al momento della morte, questa pratica consente anche di individuare i gioielli, immancabili accessori della tomba di un faraone. Elementi, anche questi, estremamente importanti da un punto di vista archeologico. Il materiale e le decorazioni sono importanti per comprendere il quadro storico in cui localizzarli e l’area geografica in cui operava il faraone. Questo è stato utile specie nel caso di Amenhotep I, il quale ha riconquistato grandi zone di territorio.

Rivelato digitalmente il volto del faraone Amenhotep I
Figura 3: immagine ricostruita digitalmente del faraone Amenhotep I all’interno del sarcofago.

Le nuove scoperte

Grazie quindi all’autopsia digitale, i ricercatori dell’Università del Cairo sono riusciti a svelare elementi inediti riguardanti Amenhotep I. Si tratta di un uomo di 35 anni, alto 1 metro e 69, circonciso e senza segni di lesione sul corpo. Ha i capelli ricci, il naso sottile e una dentatura sporgente. La buona condizione delle sue ossa ha fatto propendere gli studiosi per una morte non violenta, probabilmente da collegare a un virus o a un’influenza dal momento che non si notano segni evidenti lasciati da una malattia.

Assieme al corpo sono inoltre stati ritrovati più di 30 amuleti e manufatti preziosi. Il corpo si è rivelato infatti splendidamente acconciato: oltre ai gioielli sono presenti anche una ghirlanda di fiori e una maschera funeraria intarsiata di gioielli e pietre preziose che copriva il viso e il collo.

Il grande faraone della diciottesima dinastia

Le informazioni ritrovate hanno consentito di conoscere in maniera più dettagliata Amenhotep I, di cui già si sapeva grazie ai geroglifici presenti all’interno della sua tomba e da altri ritrovamenti archeologici, dal momento che in vita egli fu un grande costruttore.

Figlio di Ahmose I, divenne faraone in giovane età. Egli svolse un’importante attività edilizia in tutto l’Egitto, specie nelle città distrutte dalle invasioni degli Hyksos, stranieri asiatici che avevano provocato una profonda crisi in Egitto: questa grande restaurazione portò alla riapertura di numerose cave in tutto il territorio. Fu lui a gettare le basi dell’importante città di operai nota col nome di Deir el-Medina. Accanto a ciò portò anche avanti importanti campagne militari in Nubia, arrivando a conquistare fino alla quarta cateratta, importante posizione di controllo delle piste che attraversavano il deserto provenendo da sud. In seguito ad una campagna militare le oasi del deserto libici sono state inoltre pacificate e reinserite all’interno dello stato.

In seguito alla sua morte Amenhotep I fu divinizzato e il suo culto durò per molto tempo. Questo fenomeno ci consente di capire come il popolo prosperasse sotto il suo regno.

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