Le opere del filosofo francese cercano di ricostruire la storia della sessualità, indagando il motivo dell’attuale repressione sociale-religiosa sul sesso.

Papa Francesco in questi giorni ha dichiarato guerra alla lussuria, con l’intento di proporre un amore di castità. Per il Santo Padre infatti la rinuncia agli istinti sessuali permetterebbe di evitare relazioni tossiche, ormai numerose nella contemporaneità.
Il controllo sulla sessualità
Il tema della sessualità coinvolge ogni soggetto in tutto il corso della sua vita. L’attenzione dedicata dagli uomini al sesso si è continuamente distinta ed è stata segnata da grandi cambiamenti, che hanno deciso quanto si potesse dire a riguardo. Michel Foucault, filosofo e pensatore contemporaneo, analizza, all’interno di un ciclo di volumi, la storia della sessualità. In particolare, nella “Volontà di sapere” ( “La volonté de savoir”, 1976) Foucault racconta che prima del diciottesimo secolo la sessualità era vissuta liberamente, potendo parlare senza vergogna di sesso. Non esistevano restrizioni nell’abbigliamento o nel linguaggio.
Con il passare del tempo, però, l’attenzione per la sessualità iniziò a cambiare, concentrandosi solo tra le mura domestiche e, in particolare, nella camera dei genitori, luogo destinato alla sola procreazione.
Il motivo che Foucault trova alla base di questo cambiamento risiede nel Capitalismo. Infatti la nuova società sempre più investita dal peso del lavoro, richiesto dal nuovo sistema economico di serie, si riscopre alienata e sempre più distante dall’argomento sessuale. Il rapporto tra sesso e potere diviene repressivo. L’attività sessuale viene dunque bandita all’interno della comunità, attraverso dispositivi di controllo, abili ad estraniare tutti i soggetti interessati alla libido.
La Chiesa e il rapporto con la sessualità
In questa nuova prospettiva sociale, legata al controllo, anche la Chiesa, attraverso la fede religiosa, inizia a creare dei meccanismi per gestire e regolare la sessualità. Nel Concilio di Trento si stabilisce che è necessario parlare di sessualità nel rito della confessione. Nasce l’idea che sia possibile solo l’accettazione della coppia eterosessuale sposata, assoggettata a regole ben precise, imposte da tre grandi istituzioni: il diritto canonico, la legge civile e il culto cristiano cattolico, alimentato dalla pastorale del sacerdote.
Foucault precisa dunque che la storia della sessualità, nel mondo religioso, sia stata una storia “d’involuzione” per il soggetto, rispetto all’antichità. Contrariamente alla celebrazione dell’erotismo, sostenuta dall’antica filosofia greca e dai primi padri ecclesiastici, la nuova Chiesa impone un divieto al piacere e a qualsiasi tipo di pratica sessuale.
Il filosofo nelle “Confessioni della carne” (“Les Aveux de la chair”, pubblicata all’inizio del 2018 e incompiuta) indaga il rapporto della religione cristiana con la sessualità e, in particolare, coglie come vi sia una trasformazione evidente delle teorie ecclesiastiche. Dall’accettazione del piacere sessuale in sé, si passa ad un autocontrollo sempre più deciso delle pratiche libidiche. Tutto ciò trova seguito poi nella visione contemporanea della Chiesa, che ne impone un vero e proprio divieto.
La repressione di Papa Francesco ai piaceri della carne
Questa repressione, dunque, trova pieno sostegno nelle parole di Papa Francesco, che condannando il sesso e l’attività lussuriosa rimane, per Foucault, ancorato ai meccanismi capitalistici di potere e di controllo. Francesco infatti rinnega i piaceri sessuali, elevando la superiorità dell’io attraverso il cammino della castità.
Foucault, nelle sue opere, evidenzia come la borghesia nel XIX secolo utilizzava i meccanismi di sapere-potere per garantirsi una discendenza sana e forte, rivendicando un ruolo nobiliare rispetto a tutti gli altri. Allo stesso modo oggi, Papa Francesco rivendica una posizione di superiorità, per tutti coloro che sappiano reprimere e controllare la propria sessualità. Una superiorità che, non a caso, per il Santo Padre, permetterebbe di migliorare le relazioni sociali, ormai quasi tutte tossiche, poiché contaminate dai desideri carnali e dai giochi di piacere. Risulta evidente l’interesse sociale del pontefice, che sembrerebbe nascondere, attraverso la corretta morale di castità, le vere intenzioni di controllo della Chiesa.
Nietzsche l’avrebbe definita forse “troppo poco umana” questa religione, poiché lontana dal guardare al soggetto nella sua unicità, troppo impegnata a controllare l’individuo sociale, imponendogli dei limiti anche negli aspetti più intimi.
Per Foucault, dunque, la pastorale di Papa Francesco è frutto di dinamiche di potere. Questo potere è capace di decidere, per ogni individuo, anche della propria libido, privandolo della propria libertà. Le parole del pontefice reprimono la natura di ogni essere umano, affinché egli non possa prendersi cura di sé, attraverso l’uso dei piaceri.