Tra tutti i modi verbali che fanno parte della lingua italiana, il congiuntivo sembra essere quello più temuto poiché gli errori che si commettono nel coniugarlo sono all’ordine del giorno. Errori che sembrano essere più frequenti tra i nostri esponenti politici.

Da sempre il congiuntivo è considerato un modo verbale molto particolare che fa la differenza in diversi ambiti. Non si conosce il momento esatto in cui il congiuntivo abbia iniziato a sottolineare anche differenze sociali, nonostante sia un modo come gli altri. Il motivo potrebbe essere che è il più difficile da declinare, ma sarebbe troppo semplicistico ridurre il tutto a questa unica motivazione. Ciò che al momento sfugge è piuttosto il motivo per cui gli italiani cercano di evitarlo come se fosse la peste. Forse è proprio qui che va ricercato il motivo per cui il congiuntivo è considerato un modo “maledetto”, da evitare.

Differenze tra passato e presente

In passato l’uso di complesse ed ardite espressioni e declinazioni verbali era sinonimo di raffinatezza e di cultura, di grande distanza con il popolo. Oggi invece è considerato come il radical-chic dei modi, quindi un nemico da evitare a tutti i costi. Inoltre oggi si preferiscono una forma ed uno stile comunicativo molto più semplici per poter comunicare più facilmente con tutti. Perciò si utilizza il presente indicativo, soprattutto in alcuni ambiti come la politica. Ai giorni nostri si sa, la politica non ha mai avuto un bel rapporto con il congiuntivo, come spesso ha fatto notare il Corriere della Sera. Si pensi ad esempio a Luigi Di Maio: “come se presentassi venti esposti contro Renzi, lo iscrivessero al registro degli indagati, poi verrei in questa piazza e urlerei Renzi è indagato”.

Il congiuntivo oggi

Al di là di come il congiuntivo sia utilizzato, ancora oggi nell’immaginario collettivo è un modo verbale associato alla cultura. Chi usa il congiuntivo infatti non può essere un ignorante. Si può addirittura arrivare ad un fenomeno che i linguisti chiamano “ipercorrettivismo”, ovvero utilizzare il congiuntivo anche quando basterebbe il semplice presente indicativo.

Rivista Studio riporta un’importante considerazione in merito a questo dibattito: “la retorica dell’estinzione, potenziata dall’ansia da prestazione, sta portando a due effetti paradossi. Primo, il congiuntivo potrebbe addirittura espandersi, occupando nuove nicchie alle spese di altri modi verbali. Secondo, si è sviluppata una forma di irritazione verso l’interlocutore affetto da congiuntivite. Fa la figura smanioso infiltrato che, alla cena di gala, tradisce a ogni gesto la sua estraneità a quell’ambiente. Il risultato è che un campo già ricco di polemiche e conflitti si sta arricchendo di un nuovo elemento di divisione, complicando le nostre conversazioni e minando ulteriormente la nostra sicurezza.”

In passato l’uso di complesse ed ardite espressioni e declinazioni verbali era sinonimo di raffinatezza e di cultura, di grande distanza con il popolo.

Presente indicativo VS congiuntivo

L’uso e spesso anche l’abuso del presente indicativo anche laddove non sarebbe corretto è presto spiegato. Quest’ultimo è facile da coniugare, prevedibile e non richiede un grande sforzo cognitivo. Il congiuntivo invece è difficile da coniugare e cognitivamente complesso, perciò si predilige il primo al secondo.

Alda Mari, ricercatrice italiana del CNRS a Parigi, sottolinea la differenza tra questi due modi verbali, evidenziata anche da molti linguisti. L’indicativo serve ad esprimere una convinzione personale, mentre il congiuntivo suggerisce che ci sia una verità oggettiva e che chi parla si stia impegnando nel ricercarla. Questo inoltre ci consente di dare sfumature e significati diversi a ciò che intendiamo dire, insulti compresi. Utilizzare l’indicativo come sostituto del congiuntivo è un insulto all’indicativo stesso, nonché alla nostra lingua. L’italiano ci mette a disposizione moltissimi termini, tempi e modi verbali per esprimere al meglio ciò che abbiamo da dire e non utilizzarli sarebbe uno spreco ed una grave mancanza nei confronti della lingua dei più grandi letterati italiani, famosi in tutto il mondo.

Per alcuni l’uso corretto del congiuntivo è talmente tanto importante da portarli ad interrompere una relazione per un congiuntivo sbagliato.