Il cibo come una droga: quando l'obesità non è solo mangiare troppo

L’obesità non è un problema così semplice come sembra. “Mangia di meno e di sicuro non ingrassi” è solo parzialmente vero. Quando si guarda una persona con problemi di peso, si deve vedere più di una scatola che converte il cibo in eccesso in grasso.

Questione di pancia

E non stiamo parlando della fame, ma di un sistema più complesso. Gli esseri umani sono degli organismi simbionti. 10 milioni di batteri mediamente, formano una complessa comunità che ci aiuta a digerire alimenti e produrre sostanze essenziali. Alcuni batteri possiedono degli enzimi che gli umani non hanno. Di conseguenza, riescono a metabolizzare molecole che vengono assorbite all’altezza del colon. Un essere umano da solo non potrebbe per esempio produrre vitamina K, essenziale per la coagulazione del sangue e la salute delle ossa. Oltre ad essere molto utili all’uomo, i batteri si sono co-evoluti assieme a noi. Hanno imparato a comunicare col nostro sistema immunitario, in modo che non li attacchi. Inoltre, hanno imparato a comunicare con il nostro cervello.

Queste sono le sostanze prodotte dai batteri nel nostro intestino. Tutte essenziali per la nostra salute mentale

La flora batterica infatti riesca a produrre neurotrasmettitori come la dopamina, l’ormone “del benessere”, che influenza il nostro comportamento. Tanto che nel 50% dei casi clinici di depressione sembrano esserci un collegamento con un malfunzionamento della flora batterica intestinale.I batteri, però, non mangiano tutti stesse cose. Un batterio è abituato a cibi più grassi, un’altra specie a fibre e via discorrendo.  In questo modo vengono selezionati i batteri compatibili con il regime alimentare seguito. Di contro, tali batteri addestreranno la persona attraverso i neurotrasmettitori, promuovendo un certo tipo di alimentazione. Infatti, il trapianto di flora batterica è diventata una valida terapia per trattare casi estremi di obesità: avere una flora batterica abituata ad un’alimentazione sana, promuove un’alimentazione sana nella persona.

Questione di testa

Tuttavia, nel cervello abbiamo un controllo della dopamina a nostra volta: il sistema di ricompensa. Ipotalamo e ipofisi formano un circuito neuronale che ricompensa un comportamento “corretto” con il rilascio di dopamina.La dopamina, come detto prima, è il principale responsabile della soddisfazione.Quando mangiamo, facciamo esercizi fisici e socializziamo, il sistema di ricompensa rilascia dopamina. Questo è al centro di molte ricerche da tempo,dato il suo ruolo nelle dipendenze. Le sostanze che danno dipendenza, tendono a forzare il meccanismo, e imporre il rilascio di dopamina, serotonina, e altri neurotrasmettitori responsabili di emozioni positive.

Come il cibo provoca dei comportamenti simili alla droga

Molti cibi molto densi di energia e con molti grassi,sembrano agire esattamente come le droghe. Stimolano il sistema di ricompensa del cervello. In dei ratti, una dieta con cibi da tavola calda, come pancetta,uova strapazzate e dolci, hanno sviluppato nei ratti risposte simili alla cocaina I ratti cercavano il cibo in maniera compulsiva, ignorando altri stimoli.Erano inoltre meno inclini a mangiare cibo normale. Così, la barriera tra droga e cibo, diventa sempre più labile. Quand’è che possiamo condannare l’uso e abuso di sostanze, illegali, mentre sotto i nostri occhi c’è un’epidemia silente?

Come la cocaina? Forse peggio

Il numero dei recettori della dopamina è un metodo classico di controllo di una dipendenza. Questa dopamina in circolo stimola le cellule a diminuire i loro recettori cellulari per la sostanza. Così diventano meno sensibili allo stimolo, nel tentativo di ristabilire un equilibrio. Quando il sovra-stimolo finisce, nel tempo il numero dei recettori torna alla normalità. Nel caso della cocaina, l’alterazione dei recettori dura relativamente poco nei ratti. Al contrario, nel caso dei cibi molto grassi, non si è osservato nessun ritorno ad un equilibrio normale dopo due settimane dallo studio, quando i topi sono stati sacrificati per le analisi

Fonti

  1. https://www.nature.com/articles/s41593-018-0304-0 – Dipendenza da cibo
  2. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4259177/ – interazione tra batteri e cervello
  3. https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/neuroscienze/e-se-la-depressione-dipendesse-anche-dal-nostro-intestino – malattie mentali e squilibri della flora batterica
  4. http://www.hormones.gr/8700/article/article.html -approfondimento su trapianti di flora batterica

Luca Massaro

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