Il carovita erode i consumi culturali, ma i giovani lo sostengono: scopriamine l’evoluzione

I fondi scarseggiano ma la cultura in Italia continua ad essere un settore trainante per l’economia e non solo quella turistica.

La cultura artistica costituisce il fulcro che motiva la quasi totalità degli stranieri che vengono nel Bel Paese.

Consumo culturale

Anche gli italiani “hanno ancora tanta voglia di consumare cultura” assicura l’ex ministro Alberto Bonisoli, ora direttore dell’Ufficio Studi Federculture, la federazione delle imprese della cultura che oggi ha presentato il suo 21esimo rapporto sui dati 2024, con un’appendice con dati aggiornati. Circa il 40% degli italiani legge almeno un libro l’anno, con una leggera crescita dei lettori più assidui (12 o più libri). Se le librerie fisiche restano il canale principale di vendita, la quota di titoli pubblicato in formato e-book si stabilizza attorno al 45%. Questi risultati certificano il buon lavoro che si sta compiendo per incentivare i consumi culturali degli italiani.

Il patrimonio

L’industria culturale e creativa italiana rappresenta un pilastro fondamentale dell’economia nazionale e un vero e proprio “marchio di fabbrica” nel mondo, distinguendosi per la sua capacità di coniugare la ricchezza di un patrimonio storico-artistico ineguagliabile con l’innovazione dei settori moderni. Essa spazia dal cinema (con la tradizione del Neorealismo e le eccellenze contemporanee) all’editoria, dal design e moda (spesso considerati parte delle industrie culturali per la loro componente creativa) fino al settore in forte crescita dei beni digitali e dei servizi culturali. Nonostante l’enorme potenziale, spesso sottovalutato, il settore affronta sfide strutturali, come la frammentazione delle imprese e la necessità di maggiori investimenti in digitalizzazione e promozione internazionale. Riconoscere l’industria culturale non solo come fonte di identità e conoscenza, ma anche come un motore di sviluppo economico e occupazionale, è cruciale per la competitività futura del Paese.

I numeri

A trainare il settore sono i concerti pop e rock, che in cinque anni quasi raddoppiano gli incassi (da 514 milioni nel 2019 a 989 milioni nel 2024) e rappresentano il simbolo di una domanda culturale sempre più orientata alla socialità e all’esperienza dal vivo. E se il teatro mantiene un pubblico fedele e una spesa media tra le più alte del comparto, il cinema, invece, pur mostrando segnali di recupero resta al di sotto dei livelli del 2019: colpa anche della concorrenza delle piattaforme. La ripresa si estende anche ai luoghi della cultura, che superano i massimi storici. I musei statali hanno accolto 60,8 milioni di visitatori, per un valore di 382 milioni di euro di introiti, in crescita rispetto sia al 2023 (+5,4% visitatori, +21,7% introiti) sia al 2019 (+11% e +57,6%).

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