Il Superuovo

Il buco e Don Chisciotte insegnano il diritto di essere liberi anche nelle interpretazioni

Il buco e Don Chisciotte insegnano il diritto di essere liberi anche nelle interpretazioni

ALLERTA SPOILER: se non avete visto il film vi consiglio di non continuare la lettura.

Avere la libertà di interpretare un film è un concetto molto moderno nel cinema, arrivato alla massima espressione col regista Christopher Nolan, ed oggi “Il buco” può darci un assaggio.

Negli anni il cinema ha fatto passi da giganti, con un evoluzione massima in questi ultimi anni, sia negli effetti speciali, sia nella sceneggiatura, e sopratutto la sceneggiatura ci ha permessi di godere al meglio un film. Galder Gaztelu-Urrutia insieme a don Chisciotte e grazie a Netflix ci hanno dato modo di essere per 2 ore liberi di leggere nelle righe il fim.

La trama come metafora

Il regista Galder Gaztelu-Urrutia esordisce alla grande col film ” Il buco” riscontrando da subito un grande successo, così grande che Netflix decide di acquistare il film e trasmetterlo su scala globale il 2o marzo 2020. Acclamato dalla critica e dal pubblico ha lasciato perplessi molti spettatori, essendo un film che lascia spazio d’ interpretazione ho deciso di darvi una mia lettura. Il film inizia con un alone di mistero, ci catapulta all’ interno di un edificio suddiviso in più piani, ogni piano ha una stanza con due persone, due letti ed un buco, attraverso questo buco passa una piattaforma piena di cibo utilizzata per sfamare le persone, i piani sono numerati, ed ogni mese le coppie vengono spostate, ogni persona può portare soltanto 1 oggetto a scelta all’ interno del palazzo. Il film inizia subito nel presentarci un personaggio “Goreng” il protagonista, il quale decide di portare con se un libro: ” Don Chisciotte della manica” trova come compagno di stanza  un signore di nome “Trimagasi” il quale ha deciso di portare con se un coltello. Questa coppia ha la fortuna di trovarsi al 48esimo livello, un livello buono dato che li arriva abbastanza cibo. Goreng una volta resosi conto delle circostanze, realizza di trovarsi in una situazione molto complessa e decide di rivoluzionare il sistema rendendolo equo per tutti, mangiando ognuno la propria parte, facendo così,  il cibo potrebbe arrivare a tutti, ma nessuno lo ascolta, anzi viene beffato dalla copia che si trova al piano superiore, metafora e critica sociale verso il popolo, in quanto vediamo moltissime persone che si sentono superiori ad altre semplicemente perchè sono ricche. Passa il primo mese e le persone vengono mandate in un sonno profondo tramite un gas soporifero per essere spostate.

La critica sociale nella sceneggiatura

Qui possiamo riscontrare un primo accenno della difficoltà della situazione, possiamo vedere di come Trimagasi tenta di uccidere Goreng salvato poi da una donna misteriosa conosciuta in precedenza,questa donna usava ogni mese la piattaforma per visitare ogni piano, alla ricerca della propria figlia perduta, nessuno la crede, in quanto all’ interno di questo sistema non possono esserci minori di 16 anni. La trama continua ad evolversi per poi arrivare al finale in cui vediamo Goreng insieme a Baharat (il nuovo compagno di stanza) che decidono di scendere fino all’ ultimo piano per consegnare le porzioni di cibo in maniera equa per far si che tutti mangino e rompere il sistema. Nella discesa incontrano un ex compagno di stanza di Baharat un uomo molto saggio, il quale gli consiglia di salvare una porzione per consegnare al meglio il messaggio e decidono di salvare il piatto più bello ovvero la panna cotta, continuano la loro discesa ma il cibo finisce, i calcoli fatti da Goreng in precedenza erano errati, in quanto la piattaforma non si ferma ai piani dove le persone sono morte ed arrivano fino al 333esimo livello, dove trovano una bambina affamata, figlia molto probabilmente della donna che ha salvato Goreng in precedenza, sinonimo che il sistema di questo edificio è errato, e forte critica sociale contro il sistema politico e sociale. Vedendola affamata decidono di dargli la panna cotta facendo diventare lei il messaggio della rivoluzione.

La libertà di interpretare un film

Il film finisce dando spazio d’ interpretazione, e la mia è collegata ad una metafora liberale, il regista ci consiglia questa strada anche tramite il libro don Chisciotte (personaggio molto liberale e generoso) proprio come il nostro protagonista,  il film oltre ad essere una forte critica sociale contro il sistema è anche metaforico, sotto questo edificio ( metafora della società) riscontriamo una sorta di limbo dove le anime vagano e soltanto i puri come la bambina possono risalire da questa stanza e tornare nel palazzo, nella società, e far capire come comportarsi e come migliorare un sistema errato, la bambina molto probabilmente arrivando in cima morirà ma il messaggio rimane comunque, perchè alle volte nella vita bisogna rischiare anche la morte per combattere e rivoluzionare un sistema errato. Si può intuire che è un limbo per chi ha peccato perchè troviamo Trimagasi e Goreng che hanno ucciso delle persone, e non altri personaggi che abbiamo visto durante il film morire ma sono rimasti puri, un altro indizio che ci aiuta ad intuire che è il limbo lo si ha dal fatto che durante il film possiamo assistere a molteplici messaggi biblici come il 333 (numero ancestrale) e 666 (numero satanico), quindi, oltre alla forte critica sociale possiamo assistere anche ad una metafora di vita in cui dobbiamo sacrificarci al massimo per migliorare il luogo in cui viviamo.

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