Il brano “Darkside” dei Blink-182 e l’amore non corrisposto dei poeti elegiaci latini

Viaggio a distanza di due millenni nelle pene d’amore rintracciabili in Tibullo, Properzio e nella canzone del gruppo pop punk americano.

 

Il trio dei Blink-182 al completo

Il 20 settembre scorso I Blink-182 hanno pubblicato il nuovo album Nine, l’ottavo prodotto in studio e il secondo dopo l’addio dello storico membro Tom DeLonge. Qualche settimana prima dell’uscita dell’intera raccolta di quindici canzoni è stato rilasciato il singolo Darkside, che parla di un amore mai ricambiato vissuto dolorosamente senza però che il protagonista riesca mai ad uscirne. Allo stesso modo vivevano le loro burrascose relazioni quei poeti che nel primo secolo d. C. dilettavano la Roma imperiale con i loro versi sopraffini.

cuore spezzato, classica immagine dell’amore doloroso

“I’m going to the dark side with you”

Nonostante il comparto musicale non suggerisca un argomento così delicato e nonostante nel video della canzone ci siano bambini che imitano balletti del videogioco Fortnite, il dolore amoroso spadroneggia nel testo di questo singolo molto orecchiabile e con un ritornello efficace. Il protagonista di cui parla la canzone è innamorato di una ragazza che non lo considera, addirittura “She don’t know my name” dice all’inizio della prima strofa. Allora lui si rifugia nei meandri della sua mente dove viene ricreata l’immagine dell’amata e parlandole e descrivendola sviscera tutti quei sentimenti contrastanti e indescrivibili che solo l’amore può far provare: un dolore misto a rabbia nei confronti di una persona vista come una figura angelica e demoniaca allo stesso tempo, di cui ci si vorrebbe liberare senza però riuscirci. Preso atto dell’impossibilità di averla e dei danni interiori che ha subito, tuttavia l’innamorato ancora non molla e persiste in questa situazione quando nel ritornello arriva al culmine dicendo: “I don’t care what you say, I don’t care what you do, i’m going to the dark side with you” (“Non mi importa ciò che dici o che cosa fai, io sprofondo con te”). Il sentimento è talmente forte che il protagonista decide di rimanere stoicamente nel suo dolore trascinando con sé l’unica cosa che ha dell’amata, ovvero la sua immagine, stabilendo che se proprio deve annegare per lei almeno lo farà insieme a lei.

Vita e arte si incontrano

Tornando indietro nel tempo nella Roma dei primi imperatori possiamo trovare dei poeti che hanno vissuto in virtù esclusiva dell’amore e dell’otium, per i quali arte e stile di vita coincidevano alla perfezione. Eredi della poesia neoterica di Catullo, gli elegiaci hanno preso in maniera definitiva le distanze dalla vita politica e civilmente impegnata (quello che per i Romani era il negotium, la parte fondamentale della vita del cittadino) per dedicarsi esclusivamente all’amore descritto in tutte le sue sfumature come unica esperienza di vita assoluta. Spesso i motivi e i temi delle loro elegie erano ricorrenti e fissi, come il corteggiamento, la descrizione delle bellezze dell’amata e la gelosia dei tanti spasimanti più danarosi del poeta che tentavano di approcciarla. Una di queste tematiche che ritornano spesso è il servitium amoris, che consiste nella schiavitù amorosa dello scrittore nei confronti dell’amata, domina capricciosa e spesso infedele. Le relazioni di questi poeti con le loro amanti erano fatte di rare gioie e molte sofferenze: la donna non solo tradiva l’amante ma gli si concedeva a fatica oppure nemmeno lo ricambiava. Quello che accadeva loro nei rapporti erotici veniva riflesso nelle poesie e la vita e l’arte si toccavano, perché per praticare quel determinato genere letterario era necessario vivere esattamente come quello che si scriveva. Così per Tibullo, Properzio e Cornelio Gallo scrivere del loro amore infelice significava viverlo e doverlo vivere in quel modo con estrema coerenza anche perché si trattava dell’unica esperienza in grado di riempire perfettamente la vita umana.

affresco di una domus romana

Non riesco a non amarti

La strenua e struggente persistenza in una relazione che esiste ma è fragile oppure nemmeno ha avuto inizio è la tematica comune ai poeti latini e al trio musicale californiano, la quale è stata capace di attraversare i secoli nei cuori di innumerevoli amanti. L’incapacità di lasciarsi alle spalle la persona che si ama e di lasciarla andare causa forti turbamenti interiori, delusioni e rimpianti che tuttavia non si riescono a scacciare completamente perché troppo ingombrante è la presenza dell’amata e dell’illusione di una relazione felice con lei. L’innamorato di Darkside, così come il poeta-amante dell’antica Roma, coltiva una speranza disillusa di essere ricambiato e allo stesso tempo è consapevole della distruzione interiore che la sua amata gli sta causando ma trova comunque la forza di resistere e navigare nel mare del suo tormento.Solo da questo intenso sentimento si possono recuperare le parole che compongono un’ elegia-specchio della vita del poeta o una canzone.

 

 

 

 

 

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