Ih-Oh ci spiega come la tristezza e il malumore influiscono sulla salute del corpo

Quando siamo tristi il nostro cervello altera la produzione di alcune sostanze facendoci avvertire anche una sensazione di dolore fisico.

(innatia.it)

Chi non è mai stato triste per un qualsiasi motivo? Purtroppo la vita è anche questo: un continuo susseguirsi di attimi, di sentimenti ed emozioni che non sempre sono piacevoli. Ciò che affascina gli studiosi, tuttavia, non sono tanto le emozioni quanto gli effetti che hanno sul nostro corpo. Già, a quanto pare gioie e dolori influiscono sullo svolgimento di alcune attività biologiche e, di conseguenza, della nostra salute. Per rendere meglio l’idea, vi ricordate Ih-Oh? Per chi non lo sapesse si tratta del famoso asinello, amico di Winnie The Pooh, costantemente depresso, stanco e senza forze.

La tristezza incrementa i fattori di stress per il cervello

È difficile determinare se, con il passare del tempo, la tristezza renda più forti o più deboli. Ciò di cui si è certi è che può alterare i livelli di stress nel cervello e causando diversi disturbi. Ma cosa accade esattamente? In poche parole i “circuiti” che connettono le diverse zone del cervello, responsabili dei dolori fisico ed emotivo, si invertono. Ciò è dovuto al fatto che un evento negativo genera un impatto su tutto il corpo, in particolar modo sul sistema immunitario. A questo punto, dal momento che le nostre difese sono calate, il rischio di contrarre alcune malattie aumenta considerevolmente. Si instaura quindi un circolo vizioso: non ci sentiamo abbastanza in forze per reagire e il nostro malessere progredisce lentamente e silenziosamente. Quando poi il livello di stress raggiunge un certo valore si assiste a un calo dei livelli di cortisolo: un ormone responsabile della regolazione degli zuccheri nel sangue, della pressione sanguigna e della qualità del sonno.

L’unico modo per uscire da questa spirale consiste nello sfogarsi. Gli psicologi consigliano a quanti si trovassero in una situazione del genere di piangere. Sembra infatti che con il pianto dal nostro corpo non fuoriescano solo le lacrime, ma anche la tensione e lo stress. Abbandonando ora le metafore e riconcentrandoci sulla sfera scientifica, il sollievo tratto dallo sfogo è dovuto a un immediato rilascio di endorfine. Alternative al pianto possono essere lo sport e il sesso.

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In che modo il dolore altera la nostra percezione?

Oltre ai livelli di stress e alla regolazione delle funzioni biologiche la tristezza altera anche la nostra percezione. Perché secondo voi associamo al dolore una sensazione di freddo e di buio? Ebbene, questo accade perché quando il cervello è sotto stress la sensibilità alle basse temperature viene incrementata. Al contrario, quando siamo felici, la temperatura corporea tende ad aumentare. A dimostrare ciò sono stati alcuni esperimenti durante i quali i partecipanti hanno sostenuto che la temperatura dei luoghi in cui si trovavano fosse inferiore dopo aver provato una sensazione di rifiuto ed isolamento.

Ma la tristezza non è un problema solo per chi è già freddoloso di natura: è una brutta gatta da pelare anche per i golosi! Si è dimostrato che l’angoscia riduce la capacità di percepire i sapori dolci. Questo accade perché il numero di ricettori del dolce nella lingua diminuisce. Ed ecco spiegato il motivo secondo cui, quando vi sentite tristi, ci sembra che il cibo non abbia sapore. Tutto questo, naturalmente, influisce anche sull’appetito. Ed ecco che oltre alla fame aumenta il rischio di prendere peso e di avere problemi con la pressione arteriosa. Il risultato diretto è la comparsa di ipertensione e di problemi cardiaci a lungo termine.

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Gli aspetti positivi della tristezza

Ormai è risaputo che non tutti i mali vengono per nuocere. Il problema è che spesso ci concentriamo solo su ciò che ci fa stare male, mossi dall’istinto di dover porre fine al nostro dolore. Eppure, è proprio in virtù di questa necessità il cervello incrementa notevolmente la propria attività. Normalmente sfrutta circa il 20% delle nostre energie, ma quando è necessario risolvere un problema questa percentuale aumenta notevolmente. Ebbene sì, la tristezza ci rende più intelligenti, migliora la nostra capacità di ragionare e anche la nostra memoria. Tutto questo però ha un costo: gli zuccheri. Sappiamo infatti che il cervello ha bisogno di essi per poter “funzionare”, ed ecco perché quando siamo giù di morale preferiamo cibi dolci, peccato solo che, come già detto, non possiamo apprezzarne del tutto i sapori.

Ih-Oh

il noto asinello creato da Alan Alexander Mine è un ottimo esempio per analizzare “in chiave allegra” gli effetti che la tristezza ha sul nostro corpo. Lo scrittore, infatti ha creato i personaggi della serie Winnie The Pooh ispirandosi proprio ai disturbi psicologici più comuni. Ed ecco sbucare fuori un Tigro iperattivo, un Pimpi ansioso, un Roo autistico e un Ih-Oh depresso. L’aspetto più affascinante di questi personaggi, tuttavia è il fatto che insieme siano forti, capaci di affrontare ogni difficoltà. Perché è proprio questo l’unico modo per vincere la tristezza: fare affidamento su chi ci vuole bene.

(webidoo.de)

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