Ideato un nuovo dispositivo per la raccolta di agenti patogeni, aiuterà a combatterli meglio

Quasi come un setaccio raccoglie fluidi corporei per poi intrappolare virus e batteri, permettendo l’analisi in loco

Poliovirus al microscopio elettronico.

La sua semplicità e la sua multifunzionalità lo renderanno uno strumento essenziale nell’analisi degli agenti patogeni, soprattutto in luoghi dove non si ha un’immediata disponibilità di apparecchiature mediche specializzate.

Un mondo microscopico

Vi ricorderete certo che appena esplose il caso COVID-19 in Italia, così come in precedenza in Cina, una delle prime manovre del mondo accademico fu il suo isolamento e lo studio del genoma, in modo da comprenderlo meglio, sia per ottenere terapie più efficienti e protocolli medici generali, sia per iniziare a lavorare su un vaccino, lavoro attualmente in corso e supportato da numerosi enti, con una raccolta di dati il più completa possibili. Batteri e virus sono organismi micidiali, avvolte invisibili al nostro sistema immunitario, altre volte troppo forti per essere sconfitti in maniera naturale, ed è per questo che ricorriamo alle medicine, ma come facciamo a sapere quali medicine prescrivere, se non sappiamo contro chi stiamo combattendo? La raccolta di campioni è un passaggio essenziale nella guerra a virus e batteri, da piccoli ad esempio, quando si aveva il dubbio se avevamo contratto lo streptococco o meno, il medico ci mandava a fare un tampone. Tuttavia non sempre il materiale raccolto è sufficiente ad un’analisi in laboratorio, e la situazione peggiora ancora se ci si trova in un paese dove la sanità non è eccellente, i kit costano troppo e si abita in zone lontane da un ospedale adeguatamente attrezzato.

Una nuova arma

Qui entra in gioco lo strumento ideato dai ricercatori del Rochester Institute of Technology, secondo loro utile nell’isolare quei ceppi di virus resistenti ai farmaci, un problema che sta richiamando sempre di più l’attenzione dei ricercatori e delle case farmaceutiche. Questo dispositivo è in grado di raccogliere campioni di sangue, acqua o liquidi in generale, e intrappolare al suo interno i microorganismi eventualmente presenti, per poi esaminali anche sul posto di raccolta. Permette anche analisi multiple di diversi ceppi, in modo da massimizzare efficacia ed efficienza del suo impiego. Ciò si presta particolarmente bene in situazioni dove è possibile siano presenti più ceppi di uno stesso virus, eventualità non così rara, dato che attualmente accade sia con virus più “affrontabili” come i coronavirus, sia con altri più mutageni come l’HIV.

Utilità Green

Un altro possibile impiego, proseguono i ricercatori nella loro pubblicazione su ACS Applied Materials and Interfaces, è il suo impiego anche nel monitoraggio di corsi d’acqua o, nel limite del possibile, grandi bacini idrografici. Se ad esempio si ha il sospetto che uno stagno, o un lago siano contaminati con agenti patogeni potenzialmente dannosi, basterà raccogliere pochi millimetri di campione ed analizzarlo, salvaguardando l’integrità di quell’ecosistema, che in caso di squilibrio andrebbe a compromettere anche gli altri ecosistemi adiacenti, e soprattutto tutelerebbe la salute pubblica. Potrebbe dunque essere impiegato anche nell’analisi microbiologica delle acque delle fontane pubbliche, in modo da risparmiarci qualche amara sorpresa.

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