fbpx
I Vault di Fallout potrebbero funzionare in caso di reale conflitto nucleare?

Le iconiche costruzioni della serie Bethesda sembrano essere state progettate meticolosamente per garantire la sopravvivenza dell’uomo. Vediamo se sono davvero in grado di assolvere questo compito.

Guardate quanto sono contente queste persone di entrare nel Vault per passarci i prossimi 25-30 anni.

In questi tempi di isolamento volontario è facile che la mente vaghi in direzioni strane. C’è chi immagina come le cose possano migliorare, e chi salta direttamente al caso peggiore possibile. C’è poi chi pensa che questa situazione sia perfetta per cavalcare come un surfista l’onda del panico e tirare fuori un concetto che, diciamoci la verità, nel corso di quest’anno gran parte di noi ha immaginato come vicino alla realtà. Dunque, eccoci qui, a parlare di Vault del mondo di Fallout: costruzioni pensate per garantire la sopravvivenza degli inquilini in caso di conflitto nucleare che, nei giochi, funzionano. Vediamo se manterrebbero la stessa efficienza in un mondo in cui le leggi della fisica vengono applicate per davvero e privo (più o meno) di bug.

Vault 76.

L’esplosione

Cominciamo dalle faccende più facili da controllare, quelle più pratiche. I Vault devono essere in grado di gestire un’ipotetica esplosione nucleare. Possono resistere ad una detonazione di questo tipo dritta in faccia? No, non c’è nulla attualmente che possa fare una cosa del genere: la fiammata, e la conseguente devastante radiazione termica, raggiungono temperature dell’ordine dei 100 Milioni di °C, roba che rivaleggia l’interno del Sole, praticamente, e che è più che sufficiente per sciogliere letteralmente qualsiasi materiale conosciuto ora come ora dall’uomo (per riferimento, se consideriamo gli elementi, il Carbonio è quello più difficile da sciogliere, ma sta ‘soltanto’ a 3550°C). Quindi è tutto inutile? Ovviamente no. Le probabilità che un ordigno nucleare venga lanciato esattamente sopra al Vault sono molto basse, essendo questo un semplice rifugio di sopravvissuti, e non un deposito di armi o qualche altro sito di importanza militare. Infatti, se costruito con materiali sufficientemente resistenti, e posizionato in un punto ragionevolmente lontano dall’esplosione, un edificio del genere sarebbe probabilmente in grado di resistere all’impatto, considerando che le altissime pressioni sprigionate dall’onda d’urto si dissipano abbastanza velocemente con la distanza, e vale lo stesso per la temperatura della radiazione termica. Qui Bethesda si becca il primo sigillo di approvazione.

Ovviamente si assume che una porta del genere sia abbastanza robusta.

Le immediate conseguenze

C’è un particolare aspetto della detonazione nucleare che non ho ancora analizzato: le radiazioni, che sono tra l’altro la parte più letale della faccenda. Queste sono principalmente raggi gamma, i più pericolosi in assoluto, e anche i più efficienti per quanto riguarda il penetrare la materia solida. Ora, senza andare troppo nel dettaglio, questo tipo di radiazioni sono in grado di ionizzare molto facilmente la materia che colpiscono, e dunque sono molto pericolosi per i nostri abitanti. Non troppo pericolosi, in realtà, perché non è difficile proteggersi da questo tipo di minacce: quando questo tipo di raggi attraversano la materia, perdono energia, ionizzando gli atomi o venendo riflessi, dunque si attenuano. Perciò è possibile schermarsi proteggendosi con materiali specifici che devono avere caratteristiche altrettanto specifiche: in genere, si scelgono materiali molto densi, e si decide in base allo spessore necessario per dimezzare l’intensità della radiazione. Per esempio, ci vogliono 9 cm di terra per dimezzare l’intensità di un raggio gamma, ma si ottiene lo stesso risultato con 6 cm di cemento, o 1 cm di piombo. Ora, se immaginiamo che il nostro Vault sia protetto da un solido strato di 30 cm di acciaio, che dimezza in 1.25 cm circa, la minima dose fatale di radiazioni (10Gray) sarebbe ridotta in 10/2^24=6*10^-7 Gy, una quantità di radiazioni di molto inferiore a quella necessaria per causare un cambiamento clinicamente rilevabile nel sangue, dunque tecnicamente sicura. Se poi consideriamo la possibilità di costruire il tutto sotto terra, possiamo aggiungere anche la protezione data dal suolo stesso, ottenendo così una riduzione ancora maggiore di Gy. Anche qui, quindi, Bethesda si becca un sigillo di approvazione.

Gli ‘strati’ si dicono Half Value Layers.

La sopravvivenza

Ora passiamo alla parte più complicata. I fortunati che saranno riusciti a salvarsi dal disastro atomico e a rifugiarsi nel Vault dovranno essere in grado di sopravvivere e portare avanti la specie all’interno. Ciò vuol dire soddisfare tre bisogni fondamentali: acqua, ossigeno e cibo. Per quanto riguarda la prima, il problema non è insormontabile: al di là delle scorte che un bunker attrezzato dovrebbe avere, non è difficile recuperare acqua da fonti come la pioggia o l’urina stessa tramite riciclo o filtraggio. Il Vault poi dovrà essere dotato di un qualche sistema di riciclo d’aria per garantire ventilazione e ossigeno, e anche questo non è un problema: cercando su internet si trova un numero disarmante di studi e progetti al riguardo, molti dei quali sviluppati durante gli anni della paranoia nucleare della Paura Rossa. Arriviamo quindi al punto critico della questione, ovvero il cibo. Prendiamo l’americano medio, visto che i Vault di Fallout sono in suolo americano. Secondo il Dipartimento di Agricoltura degli USA, ogni anno, egli consuma circa 900 kg di cibo. Dal momento che la Vault-Tec ha progettato le proprie costruzioni per ospitare al massimo 1000 persone, immaginiamo di avere tra le mani un Vault pieno. Questo avrà bisogno, in totale, di 900 tonnellate (900.000 kg) di cibo ogni anno, assumendo per semplicità che il rapporto tra le nascite e le morti rimanga 1, così da mantenere la popolazione costante. Ora, per verificare la sostenibilità di un bisogno del genere dobbiamo capire per quanti anni è necessario tenere chiuso il Vault, e questo verosimilmente dovrebbe dipendere dal tipo di bomba che viene detonata. Se consideriamo gli ordigni che sono citati nel manuale del primo Fallout, che si aggirano intorno ai 200-570 kT di potenza, abbiamo tra le mani una quantità di ricaduta radioattiva,fallout, piuttosto consistente, che renderebbe le zone colpite inabitabili per almeno 30 anni. Ora, questo vuol dire che il nostro Vault dovrebbe avere una scorta di cibo pari ad almeno 27mila tonnellate (il valore annuale di prima, moltiplicato per i 30 anni). Una cifra che…è fattibile. Sarebbe necessario un sacco di spazio, un’adeguata protezione da infestazioni e contaminazioni, e una serra con annesse luci dedicate per garantire la salute alle piante e dunque una fonte di nutrienti freschi, ma all’atto pratico non è fantascienza pura. Ecco il terzo sigillo di approvazione: complimenti Bethesda, il Vault si merita il titolo di “quasi verosimile”!

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: