Un ritornello che si fissa in testa, parole canticchiate nella metro, melodia che risuona nei bar, in radio, in televisione. Insomma, un vero e proprio tormentone. Si tratta della canzone Zero stare sereno, singolo tratto dall’album Love dei Thegiornalisti, gruppo musicale italiano che, nel giro di pochi anni, ha spopolato con le sue hits di successo.

Zero stare sereno: parole e significato

A risuonare, ovunque la canzone venga trasmessa, è la voce di Tommaso Paradiso, il frontman della band.

Rispetto al ritornello, il ritmo delle strofe è decisamente diverso, un po’ più lento, rilassante e tende a trasmettere l’idea di una tranquillità idilliaca. Ragion per cui si susseguono immagini di calma e serenità, legate al mare, alla voglia di viaggiare, alla noncuranza del mondo intorno, anche se ci si trova in coda con la macchina, costretti a dover aspettare. Ma poi il sogno svanisce, le note si arrestano un attimo, per  ripartire sempre più incalzanti. Il ritornello altro non è se non un’accumulazione di faccende da sbrigare che scandiscono il tempo di una vita frenetica. La casa, il cane, il giardino, il treno, tante, troppe cose da fare che inducono a percepire l’espressione “Zero stare sereno” come una sorta di urlo liberatorio ripetuto a gran voce diverse volte.

La vita frenetica in letteratura

L’idea di una vita all’insegna della mancanza di tempo libero e della possibilità di potersi dedicare ad attività ricreative che possano giovare è un’immagine che ricorre anche in letteratura. A suggerire tutto ciò è uno dei più famosi componimenti di Luigi Pirandello, ossia Il treno ha fischiato. 

La novella racconta di un uomo, il signor Belluca che, a causa del suo lavoro, della difficile situazione famigliare, di ritmi stressanti scanditi da poco riposo e tanto affaccendarsi, lo portano quasi ad impazzire. O almeno, così sembrerebbe agli occhi della gente, abituata a vederlo ligio al proprio dovere, obbediente al suo capo e rispettoso di ogni obbligo che gli venga imposto. Ma un bel giorno non sopporta più l’andare avanti in questa maniera e si ribella col suo capo, comincia quasi a delirare, perché dice di aver udito un treno fischiare e così inizia a viaggiare con la fantasia, attraversa la Siberia, la foresta del Congo e alcune città italiane. Per questo, tutti lo ritengono fuori di testa, lo fanno ricoverare in un ospedale psichiatrico e nessuno comprende cosa vuol dire quella stramba frase che si ostina a pronunciare, cioè “Il treno ha fischiato”. A fornire una chiave di lettura è il suo vicino di casa, nonché il narratore della storia che conosce a fondo la vita estenuante di Belluca.

“Zero stare sereno” e “Il treno ha fischiato” a confronto

Numerosi sono i punti di incontro tra la canzone e la novella. Per cominciare, basti pensare all’organizzazione dei testi. Al loro interno sono presenti attimi di felicità, legati al pensiero di un’evasione dalla realtà, al rifugio in un mondo proprio, e momenti in cui ci si trova presi dal panico e dall’ansia di cui è pregna la realtà. In entrambi i casi, a conferire un maggiore stato di stress sono le situazioni legate al quotidiano, quindi al lavoro, ma soprattutto alla casa, alla famiglia.

 

Nel caso di Belluca, infatti, la sua vita ruota intorno alla famiglia,  divenuta piuttosto numerosa a causa dei disagi e delle sventure. Per poter sfamare tutte quelle bocche, è costretto a svolgere due lavori,a sopportare un clima difficile, a riposare poco e male pur di andare avanti. Non molto diversa è la situazione presentata nella canzone. Anche lì è prospettata proprio l’idea della difficoltà che attraversa la vita di tutti i giorni. Così, ancora una volta, la soluzione è evadere, fare qualcosa lontano dall’ordinario, di straordinario, per l’appunto.

In Pirandello tutto ciò può avvenire grazie al fischio  di un treno, momento quasi epifanico, rivelatore di un mondo altro e diverso rispetto a quello del protagonista. Nella hit, invece,  anche il “domani c’ho un treno” non rappresenta qualcosa di leggero, ma rientra nella frenetica routine. E l’ascoltatore lo può comprendere, si immedesima pienamente nel testo e sa che ci vuole ben altro per stare sereni.

Elisabetta Di Terlizzi

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