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I romani festeggiavano il Natale: scopriamo come con Macrobio e i Saturnalia

I romani festeggiavano il Natale: scopriamo come con Macrobio e i Saturnalia

I Saturnalia corrispondevano al Natale nell’antica Roma. Ma come sono cambiate le tradizioni da allora?

Il mondo si veste di rosso e gli animi di grandi e piccini si riscaldano durante la festività più amata e attesa dell’anno. La slitta di Babbo Natale è pronta , le strade sono allestite a festa e tutto brilla di magia , ma qual è l’origine del Natale? Scopriamolo insieme!

I Saturnalia: Natale nell’antica Roma

Nell’antica Roma dal 17 al 23 dicembre si celebrava una delle feste religiose più popolari dell’antichità : I Saturnalia.  Realizzate in onore di Saturno, Dio della seminagione, queste feste ricordano molto il carnevale , ma essendo organizzate durante il solstizio di inverno si avvicinano anche al Natale e a Capodanno. Queste feste erano, infatti , un modo per rievocare l’età dell’oro di Saturno in cui imperava felicità e prosperità tra gli uomini. Conviti e banchetti coronavano questa tensione al benessere e all’abbondanza data dai doni della terra . Uno degli aspetti più interessanti di questa licenziosa festività era l’accesso aperto anche agli schiavi, quasi a voler richiamare l’uguaglianza che vigeva tra gli uomini agli albori della civiltà. Prima del banchetto pubblico o convivium a cui si dava inizio col saluto Io Saturno, vi era il sacrificio ufficiale presso il tempio di Saturno. Accanto al convivium publiclum vi era quello privato in cui si imbandivano le tavole e si offriva ai convitati quanto di meglio la cucina potesse offrire. Al termine del pasto ci si dedicava al gioco dei dadi che era consentito solo in occasione dei Saturnali. Si era soliti anche scambiare doni tra cui figurine di pasta e terracotta e veniva persino eletto il re della festa noto come princeps Saturnalicius.

Banchetto romano. Quadro di Joseph Coomans

I “Saturnalia” di Macrobio

I Saturnalia oltre a essere una rinomata festività antica è anche il titolo di un’opera di Macrobio.  Divisa in sette libri quest’opera si presenta come un dialogo tra 12 membri dell’aristocrazia e della classe senatoria durante un convivium. L’autore immagina che questi personaggi dialoghino tra loro e su temi e questioni erudite: l’origine dei Saturnali, i motti e un’ampia sezione su Publio Virgilio Marone   Incentrata su passi complessi e controversi e sul rapporto tra Eneide e poesia latina arcaica .  Un aspetto caratteristico dell’opera di Macrobio è il largo uso di citazioni e massime provenienti da frammenti di Ennio e Varrone. L’intento dell’autore è quello di preservare l’identità pagana di una cultura destinata a cadere vittima degli stravolgimenti storici di quel periodo: la salita al potere di Teodosio I, il sacco di Roma e il passaggio della corte da Milano a Ravenna.

Natale: il giorno più bello dell’anno

L’arrivo del Natale, si sa, infonde sempre euforia e magia nei cuori ed è considerata ,per questo, la festa più attesa e amata. Il poeta latino Catullo definì il 17 dicembre “il giorno più bello dell’anno” , proprio come il Natale Cristiano che ha ereditato molte tradizioni dai Saturnalia. Una di queste è sicuramente quella dei sigillaria: lo scambio dei regali il 19 dicembre. Dalla fine del III secolo si fece cadere il solstizio d’inverno a Roma il 25 dicembre , giorno della celebrazione del Sole invitto . Il 25 dicembre venne poi scelto come giorno della nascita di Gesù proprio per surclassare quella del Sol Invictus così da persuadere i pagani alla conversione . Altre tradizioni come quella dell’albero risalgono alla festa germanica del solstizio di inverno: Yule.  A ogni modo, il Natale e le sue meravigliose tradizioni che variano da Paese a Paese hanno un meraviglioso elemento in comune: la magia e l’armonia che unisce sia grandi che piccini.

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