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I Peaky Blinders e I Malavoglia ci mostrano la centralità della famiglia

La famiglia è quel nucleo centrale attorno a cui ruota tutto e che lascia sempre una traccia irremovibile di sé in ciascuno dei suoi membri

I tre fratelli Shelby: (da destra) Tommy, John e Arthur

Nonostante la stella di Thomas Shelby tenda ad oscurare tutti quelli che si dispongono al suo fianco, non è difficile vedere quanto il suo mondo abbia un epicentro forte che fa capo a Birmingham e in particolare alla famiglia, nella quale si rifugia nei momenti di difficoltà. Vediamo quali sono le somiglianze tra i gangster e la famiglia Toscano, nota come Malavoglia.

Giovanni Verga (1840-1922) autore del romanzo “I Malavoglia”

L’unione fa la forza

Una volta tornati dalla Francia dopo la Prima Guerra Mondiale, Tommy, Arthur e John Shelby prendono di nuovo il loro posto nell’attività di famiglia, svolgendo la professione di allibratori. In loro assenza, come più volte ribadito dagli altri membri della famiglia Shelby, l’attività è stata gestita dalle donne appartenenti al medesimo nucleo familiare. Ciò che, in ogni caso, appare evidente è che la forza dell’attività si basa non tanto sulla minacciosa presenza dei temibili fratelli Shelby, quanto sulla coesione profonda della famiglia. Ciò che permette a Tommy di mettere in atto le sue strategie è la base su cui poggia il suo castello: la sua roccaforte, Birmingham, i suoi soldati e i suoi collaboratori fidati ruotano attorno al cardine portante della coesione della famiglia Shelby, la cui disgregazione rappresenterebbe (e qualche volta ha rischiato davvero di rappresentare) il crollo definitivo delle ambizioni di conquista del protagonista della serie Tv britannica. Per quanto Tommy sia, in fin dei conti, colui che prende le decisioni e che pianifica le azioni, deve sempre rendere conto agli altri membri della famiglia e, nonostante questo possa essere percepito spesso come una farsa, tuttavia dimostra che c’è qualcosa di più grande a cui bisogna rispondere: l’unità familiare. Ogni volta che i Peaky Blinders si ritrovano divisi (senza entrare troppo nel dettaglio per via degli spoiler) scoprono il fianco e si rivelano deboli e soli, bisognosi gli uni dell’aiuto degli altri, Tommy compreso. Nei momenti di maggiore pericolo è Small Heath la loro salvezza, perché significa ritrovarsi compatti e vicini per contrastare il nemico che cerca di sconfiggerli. Nel romanzo I Malavoglia, pubblicato nel 1881 presso l’editore Treves, la famiglia è ancora di più il centro della vita dei suoi membri. La metafora iniziale della mano è perfetta per indicare il ruolo della famiglia per loro: le dita sono forti se lavorano tutte insieme e sono inscindibili: allo stesso modo i Malavoglia, disuniti, non sono nessuno. Tutti sono improntati alla loro povera vita, gli uomini in mare a cercare di pescare quel poco che serve loro per sostentarsi e le donne in casa a filare e badare al focolare. La famiglia è piuttosto gerarchizzata, in quanto Padron ‘Ntoni, il capofamiglia, prende le decisioni e il suo parere è quello più importante e definitivo. Come per i Peaky Blinders, per i quali Tommy è la figura carismatica di riferimento, Padron ‘Ntoni comanda e si fa obbedire, anche se fa tutto rigorosamente nel nome della famiglia. Egli è allo stesso tempo l’esponente più importante e il garante dell’unità familiare, perché nonostante le vicissitudini subite dai Malavoglia, finché il membro più anziano è in vita il barlume del nucleo è ancora vivo. Nelle intenzioni riuscite di Verga, il romanzo doveva essere incentrato sulla predominanza della componente familiare nella vita dei siciliani di metà Ottocento, ciò che imprigiona e tiene ancorato a vecchie abitudini il singolo individuo ma che, allo stesso tempo, rappresenta per lui l’ancora di salvezza, l’unico modo per non venire sconfitto.

A destra Thomas Shelby (Cillian Murphy) che dialoga animatamente con il fratello Arthur (Paul Anderson) in una scena di “Peaky Blinders”

Forza centrifuga e centripeta

La famiglia, con le sue gerarchie interne e il suo modo di vivere, è sentita come un ostacolo, qualcosa di soffocante e alcuni cercano di scrollarsi di dosso questo peso. Un esempio perfetto, per quanto riguarda i Peaky Blinders, è Polly Gray, la zia dei fratelli Shelby che ripetutamente tenta, in qualche modo, di evadere da un ambiente ormai troppo saturo delle pretese di Tommy e di pericoli che minano alla sopravvivenza di tutti. Ma ogni volta che sembra abbandonare la sua vita di prima, non riesce a staccarsene mai del tutto e finisce per tornare a sposare la causa della famiglia, persino quando il suo allontanamento appare pressoché definitivo. Quando i membri della famiglia sono disuniti, si è già detto, sono molto vulnerabili e la loro unica soluzione è rinsaldare i loro rapporti per andare avanti. Più volte, complici anche nuovi innesti dentro la famiglia, i membri cercano di cambiare vita e di allontanarsi da una realtà che gli sta stretta e che non riescono più a sopportare, ma non ci riescono mai completamente. Prima o poi tornano, cambiati o più segnati dalla vita ma tornano, perché la forza del legame di parentela (esteso anche all’attività economica) è più forte di tutto il resto e resta per loro il rifugio per non soccombere. La famiglia li respinge e li attira, li fa stare male ma li protegge, dà loro garanzie di sopravvivenza anche quando ormai ogni relazione sembra essere saltata. A tratti appare odioso il rituale delle riunioni di famiglia in cui sembra tutto già deciso, soprattutto quando queste, man mano che gli affari procedono bene, diventano praticamente dei consigli di amministrazione; scomodo è il fatto che le donne non possano praticamente parlare in queste riunioni, ma comunque la famiglia è e rimane al di sopra di tutto, mai vi si rinuncia definitivamente, anzi vi si fa sempre ritorno. Così come ogni nuova acquisizione del nucleo ( mogli e figli) diventa a tutti gli effetti membro di questo sacro vincolo di parentela, perciò automaticamente è considerato da proteggere e utile per il successo delle attività comuni. Lo stesso discorso vale per i Malavoglia, dove è indiscusso che a  prendere le decisioni sia Padron ‘Ntoni e che gli altri debbano sottostare a questi ordini. Così Mena, nel nome della famiglia, non può sposare il carrettiere Alfio Mosca, del quale è innamorata ed è ricambiata, perché il nonno ha deciso di darla in sposa a Brasi Cipolla, prima della rovina della famiglia. Ma soprattutto i figli dei Malavoglia che si sono allontanati dal nucleo familiare di Aci Trezza hanno finito per soccombere: Luca, che in verità non si allontana volontariamente dalla casa del nespolo ma viene forzato dalla leva militare, muore nella battaglia navale di Lissa del 1866; Lia, giovane, bella e incapace di ubbidire in silenzio alle regole della famiglia, finisce per allontanarsi e stabilirsi nel malcostume della vita di città; e soprattutto ‘Ntoni, il figlio più grande di Bastianazzo e di comare Maruzza, colui che si ribella ad una vita di stenti, di tradizioni e così attaccata alla casa. Lui, che cerca ricchezza e felicità andando via in città, forse è il più “Vinto” di tutti, perché tenta di uscire da un mondo che gli appartiene per entrare in un altro in cui viene umiliato e distrutto. ‘Ntoni vuole essere diverso da suo padre e da suo nonno, ma il marchio della famiglia è dentro di lui, è il suo destino cucitogli addosso. Se ti allontani dalla famiglia vieni sopraffatto, perché, come viene detto nel film Il padrino, “Un uomo che non ha famiglia non è un vero uomo”. Perdi le tue radici e perdi te stesso.

Scena tratta dal film “La terra trema” girato da Luchino Visconti nel 1948 e ispirato alle vicende del romanzo verghiano

L’ideale dell’ostrica

Quando i Peaky Blinders partono alla conquista del loro successo economico e del prestigio non dimenticano mai da dove sono partiti e, a dire il vero, molti altri personaggi, soprattutto loro antagonisti, non disdegnano di ricordarglielo. Per quanto denaro possano aver accumulato, per quanto ora possano dare feste e frequentare salotti nobiliari, erano e rimangono degli zingari. Sì, non sono nomadi come altri zingari e si può dire che siano riusciti a sfondare, ma dentro di loro scorre inesorabilmente il sangue delle loro origini. La vera casa di Tommy Shelby non è la sua lussuosa residenza padronale ma Small Heath, Birmingham o il Garrison pub. Lì è il vero posto sicuro per tutta la famiglia quando viene minacciata da un’organizzazione (peraltro fondata sulla famiglia e il suo codice d’onore) come la mafia italoamericana. L’ambizione di Tommy lo porta a cercare di uscire dalla fame, dalla miseria e dalla vita che conduceva prima della Guerra, ma non può sfuggire da se stesso e dal suo passato. Per quanto sia molto abile a districarsi tra i giochi, le trattative e gli accordi segreti, più si alza la posta in gioco, più le difficoltà aumentano finendo quasi per sopraffare lo stratega pragmatico e senza scrupoli. Un uomo come Tommy, che “Non è Dio, non ancora”, riesce a raggiungere persino le aule del parlamento di Westminster grazie alla sua grandiosa abilità, ma qui sembra subire la prima pesante sconfitta del suo astro nascente. L’approdo in parlamento è forse il suo volo di Icaro, il punto più alto della sua carriera che però rischia di diventare la sua rovina perché si tratta di una realtà che non conosce a fondo, che non gli appartiene. Forse è arrivato il punto in cui Thomas Shelby ha fatto il passo più lungo della gamba, lui che per quanto sia scaltro e astuto è pur sempre nato e cresciuto tra le fabbriche e il carbone di Birmingham. Bisogna fare attenzione a non staccarsi troppo dal proprio scoglio, perché poi si precipita facilmente e più si sale più la caduta è dolorosa. Anche questo è un punto in comune tra i Malavoglia e i Peaky Blinders, nonostante sia necessario attendere il prosieguo della serie per capire fino a che punto lo sia. Ognuno, secondo Verga, ha un destino già segnato, quello stesso destino che ha fatto in modo che i Toscano nascessero come pescatori ad Aci Trezza e che la loro realtà sia quella del mare con i suoi pericoli e le sue risorse. Quel destino così segnato e immodificabile che ha assegnato alla famiglia di Padron ‘Ntoni uno scoglio, quello costituito dalla Provvidenza e dalla casa del nespolo, a cui restare attaccati come ostriche. Quando la famiglia Malavoglia tenta di migliorare leggermente la sua condizione, ecco che perde l’equilibrio, si stacca dallo scoglio e va in rovina, peggiorando ancora di più la già precaria stabilità familiare. Il naufragio della Provvidenza è il naufragio di tutta la famiglia che da quel momento in poi deve faticare il doppio per riconquistare ciò che ha perduto. Solo con l’attaccamento al lavoro, alle tradizioni e alla famiglia di Alessi il tutto potrà tornare alla normalità: solo non abbandonando le proprie origini e assecondando il destino è possibile non soccombere.

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