I grandi tornei come Euro 2020 ci ricordano di un poeta che scriveva di calcio

Anche i poeti possono subire il fascino magnetico di questo sport: è questo il caso di Umberto Saba.

(notizie.it)

L’impegno degli atleti  e la passione dei tifosi sugli spalti rendono il calcio unico tra tutti gli sport. Ne rimane colpito anche  Umberto Saba, che, seppur lontano da questo mondo, scrive le ‘ Cinque poesie sul gioco del calcio’.

EURO DUEMILAVENT…UNO

Il vero e proprio terremoto causato dalla pandemia da covid-19 ha avuto ovviamente ripercussioni anche sul mondo dello sport. Il calendario delle competizioni del 2020, da febbraio in poi, non è stato altro che una quasi totale serie di rinvii: appuntamenti di caratura mondiale come le Olimpiadi di Tokyo o gli Europei di calcio , per l’appunto,  sono stati riprogrammati nel 2021.  Al di là dell’enorme danno economico pervenuto agli organi organizzatori e ai vari Paesi ospitanti (come nel caso degli Europei, in questa edizione giocati in più sedi), il virus ha privato milioni e milioni di tifosi di manifestazioni  capaci di appassionare ed unire, oltre che di intrattenere.  In queste occasioni sono tantissimi  gli appassionati che accorrono negli stadi per supportare i propri beniamini,  svolgendo il ruolo di  “dodicesimo uomo in campo”: un pubblico talmente caldo da moltiplicare le forze dei giocatori, quasi come se fosse presente un componente in più nella squadra. Fortunatamente a distanza di un anno le competizioni hanno potuto riprendere. Pochi giorni fa, ad esempio, è toccato agli Europei di calcio, che in questo periodo rappresentano forse anche una valvola di sfogo per lenire le pressioni dovute alla pandemia.

IL RACCONTO DEL CALCIO FATTO DA SABA

Manifestazioni sportive di questo tipo, comunque, riescono ad appassionare anche chi usualmente è poco avvezzo al mondo del calcio. L’atmosfera che questo sport porta con sé, infatti, spesso attrae molti curiosi.  Ne è un esempio  Umberto Saba, autore triestino del secolo scorso, per l’appunto, tutt’altro che un tifoso. Quasi per caso, nel 1933 si ritrova ad assistere alla partita della neonata Prima Divisione tra la squadra della sua città, la Triestina, e l’Ambrosiana, quella che qualche tempo dopo sarebbe stata conosciuta da tutti col nome di Inter F.C. : un match che, nonostante il risultato finale fermo sullo 0-0, non risulta avido di emozioni. E il primo a divertirsi  è proprio lo stesso Saba: l’incontro che appare ai suoi occhi si mostra pieno di emozioni e colpi di scena, coinvolgendolo più di quanto esso stesso si aspettasse. L’esperienza lo incuriosisce al punto da comporre qualche tempo dopo le  ‘ Cinque poesie sul gioco del calcio’, ognuna delle quali si sofferma su un aspetto diverso di una tipica  domenica allo stadio: il tifo dei fanciulli sulle tribune, la guardia del portiere in attesa del tiro avversario, la gioia della squadra passata in vantaggio ecc. . Su questo impianto è ad esempio strutturata ‘Tre momenti’ :

Di corsa usciti a mezzo il campo, date
prima il saluto alle tribune.
Poi,quello che nasce poi,
che all’altra parte rivolgete, a quella
che più nera si accalca, non è cosa
da dirsi, non è cosa ch’abbia un nome.

Il portiere su e giù cammina come sentinella.
Il pericolo lontano è ancora.
Ma se in un nembo s’avvicina, oh allora
una giovane fiera si accovaccia
e all’erta spia.

Festa è nell’aria, festa in ogni via.
Se per poco, che importa?
Nessuna offesa varcava la porta,
s’incrociavano grida ch’eran razzi.
La vostra gloria, undici ragazzi,
come un fiume d’amore orna Trieste.

(ilbianconero.it)

 

LE EMOZIONI DI UN GOAL

Al centro di ogni partita, però, c’è l’attesa del goal, la parte fondamentale di questo sport. Saba dedica a questo proposito una poesia a sé stante:

Il portiere caduto alla difesa

ultima vana, contro terra cela
la faccia, a non vedere l’amara luce.
Il compagno in ginocchio che l’induce,
con parole e con la mano, a sollevarsi,
scopre pieni di lacrime i suoi occhi.

La folla – unita ebbrezza- par trabocchi
nel campo: intorno al vincitore stanno,
al suo collo si gettano i fratelli.
Pochi momenti come questi belli,
a quanti l’odio consuma e l’amore,
è dato, sotto il cielo, di vedere.

Presso la rete inviolata il portiere
– l’altro- è rimasto. Ma non la sua anima,
con la persona vi è rimasta sola.

La sua gioia si fa una capriola,
si fa baci che manda di lontano.
Della festa – egli dice – anch’io son parte.

(juventusnews24.it)

La lirica si sofferma sulle due diverse reazioni delle squadre in campo a seguito di una rete: da un lato la gioia incontenibile della compagine in vantaggio e del pubblico amico, dall’altra l’immensa amarezza del portiere avversario, disperato per aver concesso il goal. Entrambe le immagini, però, hanno qualcosa in comune: attaccante e portiere sono rispettivamente circondati dai propri compagni, pronti a condividere, da vera squadra, ogni esito della partita. Ed è questa, ovviamente, la vera bellezza del calcio, così come di tutti gli altri sport di squadra: avere accanto degli “alleati” con cui vivere le fatiche degli allenamenti, l’allegria dei successi e lo sconforto delle sconfitte.  E questo, che come abbiamo visto Saba comprende bene, è forse ciò che realmente scalda il cuore dei tifosi.

QUANDO UN COMPAGNO DI SQUADRA PUÒ SALVARTI LA VITA

Oltre che citare i versi di Saba per celebrare il legame tra compagni di squadra, però, è impossibile non fornire come esempio l’evento che pochi giorni fa, proprio in un incontro di Euro 2020, ci ha lasciati tutti col fiato sospeso. Nella partita inaugurale del girone B tenutasi tra Danimarca e Finlandia, al 43′ minuto del primo tempo il centrocampista danese Christian Eriksen, mentre si accinge a ricevere il pallone,  cade a terra esanime, colto da arresto cardiaco. Ancor prima dell’intervento dei sanitari, però, ad accorrere in suo soccorso è il suo amico, nonché capitano e compagno di squadra: Simon Kjaer. Il difensore danese dispone di lato Eriksen, impedendo che questi soffochi con la sua stessa lingua. Inoltre, una volta arrivati i medici, chiama all’appello il resto dei compagni, creando una barriera umana davanti al connazionale, impedendo alle telecamere di riprendere le manovre dei soccorritori, che incredibilmente riescono nel miracolo di rianimarlo. Inoltre, dopo quegli attimi di paura, è sempre Simon Kjaer a rincuorare la moglie Sabrina, disperata a bordocampo.  A distanza di qualche ora, con il centrocampista finalmente stabile e al sicuro in ospedale, i medici non hanno dubbi nel ricostruire l’accaduto: senza l’intervento di Kjaer, probabilmente oggi staremmo parlando di una tragedia. Anche questo, quindi, significa avere dei compagni di squadra: l’affiatamento e l’intesa nati su un campo di gioco non fanno altro che rafforzare anzitutto i rapporti umani, che mostrano il loro vero valore in momenti difficili (se non disperati), come quello che abbiamo qui riportato. E pertanto un compagno abituato a coprirti le spalle da un avversario, potrebbe anche finire per difenderti dal nemico più pericoloso.

(calcionews24.it)

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