fbpx
I cartoni animati possono insegnarci più di quanto si creda? Scopriamolo con i Simpson

I Simpson sono pieni zeppi di matematica. Dev’essere perché molti dei loro sceneggiatori hanno una laurea scientifica: J. Stewart Burns si è laureato in matematica a Harvard nel 1992. David S. Cohen si è laureato in fisica Harvard, nel 1988 e nel 1992 ha conseguito il master in informatica teorica a Berkeley. Ken Keeler si è laureato in matematica applicata a Harvard…

 

 

Ma passiamo ora ad analizzare alcune scene e battute che si possono individuare scorrendo i singoli episodi dei cartoni dei Simpson. Oltre all’evidente ilarità suscitata da questi frammenti, viene posto in evidenza quanto questa disciplina sia stata spesso sottovalutata. Numeri, teoremi ed algoritmi potrebbero risultare incomprensibili agli occhi di chiunque.

Tuttavia, solo incaponendosi nell’analisi di questa materia, se ne percepisce appieno l’enorme bellezza.

Gli sfondoni di Homer Simpson

Iniziamo dal capofamiglia, Homer Simpson, 36 anni, addetto alla sicurezza nel Settore 7G della centrale nucleare di Springfield. Homer è grasso, repubblicano, ignorante, affettuoso, codardo, distratto, opportunista, incapace, irresponsabile, incontenibile, talvolta crudele.

Nell’ episodio intitolato “$pringfield” Homer mostra di avere le idee un po’ confuse riguardo al teorema di Pitagora, ma anche il suo interlocutore non sa correggere del tutto il suo enunciato. In questo episodio Homer, dopo aver messo gli occhiali di Henry Kissinger, trovati in una cabina dei bagni degli uomini, dice: “La somma delle radici quadrate di qualunque due lati di un triangolo isoscele è uguale alla radice quadrata del rimanente”.

E l’uomo della cabina accanto esclama: “Quello è un triangolo rettangolo, idiota!”

Invece, nell’ episodio “Homer il vigilante” Homer si esibisce in una bella tautologia, con la quale cerca di confutare la validità della statistica usando la terminologia della statistica stessa: “Ah, la gente può dimostrare quello che vuole con la statistica. Il quaranta per cento delle persone lo afferma”.

Molto significativo è il seguente dialogo, tratto dall’episodio “Home“, in cui si evidenzia la potenza di una dimostrazione corretta. In questo episodio Homer ha subito un intervento che lo ha reso temporaneamente intelligente, e allora si mette a fare dimostrazioni di matematica.

Homer (rivolgendosi a Flanders) “Vai in chiesa? Ho pensato di farti risparmiare tempo”

Flanders: “Uh, hai trovato una scorciatoia?”

Homer: “Meglio ancora. Stavo calcolando l’imposta sul reddito e ho per caso dimostrato che Dio non esiste”

Flanders: “Beh, staremo a vedere … oh, oh, mi sembra che tu abbia commesso un piccolo errore. No, è inattaccabile. Forse è meglio evitare che si venga a sapere…” Flanders estrae dalla tasca un accendino e brucia il foglio, pieno di sommatorie, integrali e figure geometriche, che gli ha consegnato Homer.

 

In “Homer e Apu” risulta evidente la poca dimestichezza di Homer con le unità di misura:

Apu: “Ma signore, l’ufficio di dirigenza è in India”.

Homer: “OK”.

Lisa: “Babbo, è lontano più di 10000 miglia”.

Homer (con aria annoiata): “Lo so”

Lisa: “E’ più di 16.000 kilometri”.

Homer: “Oh, mamma mia!”

Lisa e la geometria

Però il personaggio dei Simpson più interessante, dal punto di vista della matematica, è Lisa, 8 anni, figlia secondogenita di Homer e Marge Simpson. Nonostante la tenera età è sicuramente la più saggia della famiglia, indipendente, onesta, caratterizzata da elevati interessi fra cui una dichiarata passione per la scienza. In un’intervista, il creatore dei Simpson, Matt Groening, ha dichiarato che Lisa è l’unico personaggio dei Simpson nel quale uno spettatore sano di mente possa identificarsi.

Nell’episodio “Bulli e secchioni” è proprio per presentare un lavoro di Lisa a un convegno di scienziati che il prof. Frink deve ricorrere al seguente stratagemma.

Prof. Frink: “Scienziati, scienziati, vi prego, per favore, un po’ di silenzio…prestate attenzione…attenti per favore…”

Poi con gli occhi fuori dalla testa e le mani protese in avanti si mette a urlare “Il pigreco equivale a 3!!”

Il pubblico ammutolisce.

Prof. Frink: “Scusatemi tanto per questa madornale eresia, ma ora che ho la vostra attenzione posso mostrarvi una nuova strabiliante ricerca della giovane Lisa. Accogliamola e ascoltiamola”.

La seguente conversazione fra Lisa e il fratello maggiore Bart è tratta dall’episodio “Bart rischia grosso” dove Lisa, armata di un righello, aiuta Bart a giocare a minigolf.

Lisa: “La base di questo gioco è semplicemente la geometria”. Tutto ciò che devi fare è colpire la palla in questo punto …”. Colpisce la palla, che dopo ave compiuto un giro finisce nella buca.

Bart: “Non ci posso credere! Hai davvero trovato un’applicazione pratica della geometria!”

Ed ecco gli stessi personaggi alle prese con un mago della matematica nell’episodio “Grade School Confidential

Bart: Hey, Houdini! Perchè non seghi a metà Martin?

Mago: Oh, io non sono quel genere di mago che usa trucchi. Sono un matemago”

Bart “Ma ciucciati il calzino!”

Mago: “Ora preparatevi a stupirvi dei misteri dell’Universo quando farò sparire questo rimanente” (scrive alla lavagna: 7 sta nel 28 tre volte)

Lisa: “Ma il 7 va nel 28 quattro volte”.

Mago: “Uh, ma questo è un 7 magico!”.

 

In queste ultime due scene compare anche Bart, figlio primogenito della famiglia Simpson. Bart ha 10 anni, è scorretto, svogliato, irriverente, volgare e bugiardo quanto il padre. Il suo gruppo sanguigno, il rarissimo “doppio 0 negativo” ne identifica la personalità. Oltre a pronunciare spesso la mitica frase “ciucciati il calzino” è anche noto per rivolgersi agli interlocutori con l’espressione altrettanto irriverente, ma di stampo più matematico, “moltiplicati per zero”, entrata anch’essa nel gergo studentesco e talvolta anche politico.

Bart ed i fumetti

Nell’episodio “L’amico di Bart si innamora” Bart dice (rivolgendosi a Milhouse): “Piangi quando ti sbucci un ginocchio, piangi quando finisce il latte al cioccolato, piangi quando fai la divisione per lungo e ti rimane il resto”.

Invece, nell’episodio “Tre uomini e un fumetto” Bart, Milhouse e Martin devono stabilire come dividersi il loro prezioso numero del giornalino “Radioactive Man”.

Martin: “Facciamo così, ragazzi. Bart può tenerlo il lunedì e il giovedì, Milhouse l’avrà il martedì e il venerdì, il sottoscritto lo prenderà il mercoledì e il sabato.”

Bart: “Perfetto!”

Milhouse: “Aspetta un momento! E la domenica?”

Bart: (sospettoso) “Già, e la domenica?”

Martin: “Beh, il possesso domenicale sarà stabilito da un generatore di numeri casuali. Io prenderò le cifre da 1 a 3, Milhouse avrà da 4 a 6 e Bart avrà da 7 a 9”.

Bart: “Perfetto!”

Milhouse: “Aspetta un momento! E lo zero?”

Bart: (sospettoso) “Giusto, Caccola, e lo zero?”

Martin: “Beh, nell’improbabile eventualità di uno zero il possesso sarà stabilito dal gioco della morra cinese (sasso, forbici e carta) al meglio dei 5, che ve ne pare?”

Bart: “Oh, okay”.

Milhouse: “Eccellente”.

 

 

Ovviamente questo non esaurisce l’enorme quantità di battute e situazioni riguardanti la matematica che si possono trovare nella serie dei Simpson, e vorrei invitare i visitatori a segnalarmi altre battute e episodi dei Simpson che hanno a che fare con la matematica.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: