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I cartoni animati cinesi come rappresentazione di un Paese influenzato dal Confucianesimo

I cartoni animati cinesi come rappresentazione di un Paese influenzato dal Confucianesimo

Cosa si cela dietro ai cartoni animati è piuttosto misterioso, ma ciò che li rende interessanti è il loro rapporto con la realtà.

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La Cina, oltre a estendersi su un vasto territorio, possiede una grande cultura, unica per i suoi aspetti e sacra per le sue tradizioni. Nonostante siano passati secoli dal governo di Confucio, l’impronta che ha lasciato il maestro è salda e persiste ancora oggi.

CONFUCIO E GLI IDEALI CHE HANNO CAMBIATO LA VISIONE DEL POPOLO

Confucio visse molto tempo fa, in un epoca completamente diversa dalla nostra, quasi un altro mondo. Nacque intorno al 550 a.C. in un periodo di forte instabilità politica ed economica. Nacque in una famiglia molto povera, ma nonostante ciò egli amava studiare, tanto che, dopo aver concluso i suoi studi, diede ripetizioni a migliaia di studenti. Viene infatti ricordato con la denominazione il maestro perchè aveva la capacità di saper insegnare cosa era giusto e cosa era sbagliato. Dopo svariate occupazioni inadatte e troppo semplici per il personaggio in questione, egli riuscì a diventare popolare e conosciuto in tutta la Cina. Non ostentò mai le sue sproporzionate conoscenze davanti ai suoi superiori e non cercò mai di salire al potere perchè di carattere umile. In realtà la sua voce iniziò a spargersi molto tardi, proprio perchè il maestro iniziò un lungo calvario all’età di ventiquattro anni dopo aver perso l’amata madre. Era molto legato agli antenati, tant’è che li aveva studiati approfonditamente; è da qui, come vedremo, che proviene il culto degli antenati della medesima corrente filosofica. Ciò che permise al filosofo di farsi conoscere furono i numerosi viaggi che fece nei quali faceva breve soste nei paesi per portare la sua parola. Era visto come un profeta. Sosteneva di aver raggiunto il suo elevato grado di sapienza grazie al fatto che non era entrato nel Governo: questo gli aveva permesso di continuare i suoi studi nelle arti, nella poesia, nella storia e nella musica. Tornato nella provincia di Lu, madrepatria, era intenzionato a pianificare e attuare il suo piano di Governo. Ma prima di vedere com’è riuscito nell’impresa, vi chiederete, com’era la vita prima del Confucianesimo e del Taoismo?

Il popolo inizialmente viveva di caccia e vagabondaggio. Seguiva un libro di cui, ancora oggi, non si conosce la provenienza, denominato “il Libro delle mutazioni”. Con il passare del tempo questo saggio, che prima era visto come una raccolta di storie, iniziò a essere interpretato come un manuale di leggi e regole da seguire per assumere un comportamento adeguato. A ciò si aggiungeva la Legge del Cielo, una legge dettata dall’ “Apice supremo”. Le azioni umane, dunque, dovevano essere conformi a queste leggi. Molto spesso si presentavano dei malintesi e, non essendoci una guida, era difficile stabile chi avesse un buon comportamento e chi no. La filosofia cinese nasce per questo, per dar spazio a una migliore conoscenza delle leggi e per meglio conformarle. Dunque, grazie alla nascita di Confucio si apre un nuovo capitolo per il mondo orientale, in cui si ha maggior consapevolezza delle proprie azioni e una migliore visione della vita. Un mondo in cui la sapienza è all’ordine del giorno.

Lo sbaglio principale che commettevano le persone in passato era l’assenza di moralità, infatti, egli iniziò a proiettare il suo insegnamento sulla virtù. Per Confucio avere virtù era essere uomini liberi, felici, costruire una famiglia, ma anche saper governare il Paese. Se si vuol essere più pignoli i fondamenti importanti per il maestro erano i seguenti: la carità, la giustizia, lo studio, la sincerità e i riti. Il fondamento della virtù rappresenta, secondo Confucio, un uomo povero in tutti i sensi, sia dal punto di vista materiale che spirituale, che riesce a diventare un “uomo superiore“. Possiamo dire che è in disaccordo con il pensiero di Verga espresso nella novella “La roba” e nel romanzo “Mastro-don-Gesualdo”, in cui lo scrittore sostiene che se si nasce poveri si può cercare di cambiare la propria posizione sociale, ma è soltanto un arricchimento materiale, perchè la tua anima sarà sempre quella di un povero. Ci sono molte cose da dire su questo personaggio, ma ciò che importante da evidenziare è che per ristabilire quell’armonia egli propose il ritorno ai valori tradizionali e al culto degli antenati, rispetto nella venerazione per i genitori, per gli anziani e per gli antenati e richiamò l’esistenza di numerose divinità.

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IL CULTO DEI MORTI E I SIMBOLI DEL CALENDARIO CINESE

Come abbiamo già visto in precedenza il Maestro era molto legato agli antenati perchè secondo la sua concezione storica senza passato non c’era futuro. Lo scopo di questa tradizione è di onorare l’antenato comune in maniera familiare per onorare il ricordo delle sue imprese nobili. Non è il primo paese a dare così tanta importanza al mondo dell’aldilà però questa concezione è prettamente orientale, poco vista in occidente. Un paese celebre perchè molto legato a questa tradizione è il Messico. Il culto dei morti è un tradizionalismo proveniente dagli antichi egizi; sono loro i primi ad aver praticato questi riti. I rituali eseguiti dal popolo cinese sono tipici della festa di Primavera, nonché il famoso Capodanno cinese in cui le famiglie eseguono diverse funzioni e chiedono benedizione per l’anno successivo. È un momento in cui i vivi e i morti entrano “in contatto”. Secondo la tradizione cinese ci si rivolge agli antenati ogni volta che qualcuno della famiglia è in pericolo e ha bisogno di protezione. Vengono allestiti dei veri e propri altari in onore dei defunti nei quali si svolgono riti religiosi, offerte e sacrifici.

Tornando a parlare di divinità, per chi studia o è interessato al mondo asiatico sa bene che i simboli della divinità sono ben diverse dai nostri. Difatti, nella cultura orientale sono tipiche le creature immaginarie, i Buddha e gli animali. Se almeno una volta vi è capito di guardare il Capodanno cinese non avrete fatto a meno di notare che le persone trasportano un lungo dragone sulle loro teste. Gli animali, dunque, rappresentano specifiche divinità, ma non solo, corrispondono anche ai diversi aspetti della calendarizzazione, alle arti marziali, al teatro e all’Opera. L’oroscopo cinese ha una storia abbastanza complessa: i segni zodiacali, rappresentati da animali, corrispondono a 12 suoni che la lingua cinese ha ideato e che in passato ha denominato come “12 rami terrestri”. Nulla è casuale nell’ordine dei segni dello zodiaco: a determinare l’ordine è infatti il principio di alternanza dello Yin e dello Yang. Se gli artigli dell’animale (dita o zoccoli) sono pari, allora l’animale appartiene allo Yang, se sono dispari appartiene allo Yin. Attualmente l’oroscopo cinese è costituito dalle seguenti segni: topo, bufalo, tigre, lepre, drago, serpente, cavallo, capra, scimmia, gallo, cane, maiale.

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I CARTONI ANIMATI RISPECCHIANO TRADIZIONI E DIVINITÀ

Il cartone cinese più noto è senza ombra di dubbio Mulan. La storia è intrigante perchè racconta le avventure di una giovane donna nei panni di un uomo, che si batte per salvare il suo popolo. Non solo innalza un carattere femminile, ma evidenzia il rapporto e il rispetto sacro della famiglia, preconcetti su cui si basava il pensiero di Confucio. Il racconto è basato su una storia realmente accaduta. Se analizziamo maggiormente la storia possiamo notare come i principi fondamentali del Bushido (codice di condotta e stile di vita adottato dai samurai) e di Confucio appaiano nella proiezione. Li possiamo vedere rappresentati sulla spada della giovane guerriera: lealtà, coraggio, sincerità. Ciò che è notevole è l’importanza della famiglia e del culto degli antenati che la Disney ha voluto ritrarre sotto forma di un piccolo drago chiamato Mushu. Nel cartone si vede molto bene la scena in cui sia la giovane ragazza che la famiglia si inchinano davanti al tempio degli antenati per chiedere protezione e benedizione. Mushu rappresenta dunque una divinità che al compito di proteggere la sua famiglia. Il carattere del dragone in Cina è rappresentato da caratteristiche come l’audacia, la testardaggine (specialmente nel campo lavorativo), l’esuberanza e la volontà nel raggiungere gli obiettivi prefissati. Se la nostra idea di Dragone è quella di una maestosa creatura, potente e senza paura, non si può di certo dire che la casa produttrice abbia completamente rispettato medesime caratteristiche, in quanto Mushu risulta essere buffo e impacciato. Ciò che però emerge è la volontà di portare a termine il lavoro e di incoraggiare sempre il discendente.

Mulan non è l’unico cartone animato che porta un tradizionalismo trasformandolo in divertimento. Tra i tanti cartoni che parlano dell’aldilà ricordiamo la “Sposa cadavere” di Tim Burton e il film messicano Coco.

Passando a un altro personaggio celebre per le sue azioni e per le sue incasinate avventure arriviamo a parlare di Kung Fu Panda. È evidente come il cartone metta in risalto gli animali, tipiche rappresentazioni della tradizione cinese. In questo caso i personaggi Po (protagonista), Shifu, Tigre, Scimmia, Vipera, Gru, Mantide, Oogway, Tai Lung (antagonista) e Mr. Ping rappresentano i simboli delle arti marziali. Ma, nonostante ciò, i protagonisti hanno degli atteggiamenti che rispecchiano i caratteri delle divinità cinesi. Oogway, la tartaruga, nonché maestro di Shifu, rappresenta l’immortalità che è una concezione prettamente Taoista. Tigre presenta un carattere impetuoso, ambizioso, personalità molto forte, autoritaria ed energetica, ma anche orgoglioso, freddo e distaccato, tipici di coloro che sono nati sotto questo segno zodiacale. Scimmia ritrae la figura di un amico fedele, sempre positivo e soprattutto divertente; molto diverso dal carattere di Tigre. Vipera, che nelle divinità rappresenta il serpente, è un segno molto affascinante e misterioso, estremamente romantico, passionale e fedele.

Il protagonista della storia è un Panda, che per il mondo cinese simboleggia fragilità e delicatezza. In questo caso è, difatti, inadatto in quanto la fisicità del panda è al di fuori della portata delle arti marziali. I produttori hanno voluto rendere simpatico e ironico il ruolo di Po, ma è anche vero che dietro la scalata sociale di questo personaggio si cela Confucio. Come abbiamo già visto in precedenza, il Maestro credeva fortemente che la virtù consistesse nel poter scalare la piramide sociali attraverso costanza, lealtà e fiducia in sé stessi. Confucio una volta disse:

Non lasciare che il tuo passato determini il tuo destino

 

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