I capolavori dell’orrore di Edgar Allan Poe che sono stati venduti a pochi soldi

I racconti horror non sono sempre stati apprezzati. Poe fa i conti con la difficoltà di vendere nell’America prebellica.

Edgar Allan Poe | Biography, Poems, Short Stories, & Facts | Britannica

Poe era uno di quegli artisti sempre sull’orlo di un crollo economico (e mentale). Molte delle sue opere, che oggi hanno un valore inestimabile, non gli hanno fruttato molto. Mentre il freddo di ottobre è alle porte, vediamo insieme alcuni capolavori dell’orrore.

IL CORVO

La vita di Edgar Allan Poe è segnata dalla morte e dalla miseria. Secondo alcune stime, le sue entrate annue si aggiravano intorno alla metà della soglia di povertà attuale. Anche se di Boston, Poe sapeva che il sogno americano non lo riguardava: non riuscì mai a fondare il suo “magazine” e dovette accontentarsi di vendere i propri racconti pagati alla pagina; talvolta capitava la vincita di un premio letterario, che però non bastava a mandare avanti una famiglia. Quello che il giovane Poe voleva davvero essere era un poeta. Ma il gusto del pubblico americano era orientato verso le “short stories” di mistero e fantascienza, quindi Poe si trovava spesso rigettato da editori e lettori “la cui impellente stupidità era evidente a tutti tranne che a loro stessi”. Per questa serie di ragioni, Il Corvo fu venduto per appena $9, circa un’ottantina di dollari odierni. Un sogno, una visione d’oppio, ancora oggi l’interpretazione di questo poema è dubbia. Cosa è venuto a fare un corvo sul busto di Pallade? Cosa succede all’uomo alla fine? Quello che è certo è che la fama non fu quella desiderata: la rima musicale, la presenza di allitterazioni erano un omaggio alla ballata tradizionale, ma il poema fu interpretato banalmente come una filastrocca e somministrato agli scolari, che andavano gridando per le strade “Nevermore”.

IL CUORE RIVELATORE

Il Corvo, come un uccello del malaugurio, legò Poe ai contesti didattici. L’assenza di erotismo nelle sue storie è una buona scusa per proporne la lettura ai bambini. Ma se si desse loro Il cuore rivelatore, dove un uomo di sanità mentale discutibile uccide un altro e ne cava il cuore per poi nasconderlo sotto il suo pavimento, rimarrebbero perplessi. Lo stato di ansia, come spesso capita nei racconti di Poe, è il punto di vista di un intelletto che si sta lentamente logorando. L’uomo crede di sentire il cuore battere dal suo nascondiglio e quando non resiste più al rumore confessa tutto alla polizia. I suoi sentimenti sono ampiamente analizzati e tutti i dettagli secondari lasciati: non sappiamo chi siano i due, quale sia il contesto, il perché dell’omicidio. Ma la grandezza del racconto sta nel portarci, anche solo per un poco, a simpatizzare con uno psicopatico. Sfortunatamente, questo racconto valeva per il suo editore solo $10.

LA MASCHERA DELLA MORTE ROSSA

La Maschera della Morte Rossa, venduto per appena $12, è stato definito “Il racconto di Poe che ci dive tutto quello che dobbiamo sapere sui tempi di oggi”. Nel titolo originale, “masque” non è solo la maschera ma lo spettacolo di corte, trionfo della vanità del protagonista, il principe Prospero, che si rinchiude con un gruppo di nobili per sfuggire alla pestilenza, lasciando tutti i sudditi alla Morte Rossa. Una festa continua si svolge nel castello, nelle sue stanze colorate. Solo una stanza è nera, lugubre, segnata da una luce color del sangue, e perciò nessuno la vuole vedere. Questa rappresenta la Morte, che evitiamo di pensare ma che è sempre lì e al momento giusto batte un colpo, come il grande orologio del palazzo. A quel punto tutti si fermano e la pensano per un minuto. Poi, la festa ricomincia. Questo, almeno, finché Lei non decide di andare al ballo.

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