“HOUSE OF THE DRAGON” CI DIMOSTRA COME I TARGARYEN APPLICANO LA LEGGE SALICA

!!AVVISO: SPOILER DELL’EPISODIO 1×01 DI “HOUSE OF THE DRAGON”!!

Un episodio scoppiettante quello di “House of The Dragon”. Un preambolo storicamente interessante che pone le basi per una serie di successo.

Daemon Targaryen (Matt Smith) con il suo drago Caraxes.

Torna in grande stile “Game of Thrones”, la serie che ha incollato allo schermo milioni di spettatori per ben otto anni. L’annuncio dello spin off ispirato alla “Danza dei Draghi” ha incuriosito e inquietato nuovi e vecchi fan, delusi dopo il raffazzonato finale dell’ottava stagione, prodotta per HBO nel 2019. Malgrado ciò l’uscita di “House of the Dragon”, complice il maggior coinvolgimento dell’autore dei libri, George R.R. Martin, pone premesse ben diverse dagli ultimi sconfortanti otto episodi di una delle serie più famose del mondo.

LA TRAMA DEL PRIMO EPISODIO

La serie si apre con una scritta che ne illustra sinteticamente il contesto. Ci troviamo circa 170 anni prima della nascita di Daenerys Targaryen, madre dei draghi e figlia di Aerys Targaryen, detto “Re Folle”. Questi sono gli anni di massimo splendore della casata Targaryen, che regna indisturbata su Westeros. Re Jaehaerys I sta per morire e la corte freme nell’attesa di sapere chi sarà il suo successore. Pretendenti sono la sua unica figlia, Rhaenys e il nipote, Viserys I. Il consiglio di Harrenhal sceglie quest’ultimo, il quale prende il potere e sale sul mitico Trono di Spade. Nove anni dopo Viserys si trova nella stessa posizione del suo predecessore. È alla ricerca dell’erede giusto, e, nonostante la primogenita Rhaenyra, il re ripone le sue speranze nel bambino che di lì a poco la moglie Aemma partorirà . Sul piatto degli eredi vi è anche il fratello del re, Daemon, scapestrato e crudele, ma il consiglio, specialmente la mano del re, Otto Hightower, non lo ritiene adatto. Viserys crede comunque che il nascituro sarà un maschio e, fiducioso, organizza un torneo in suo onore. Le sue aspettative vengono presto deluse. Aemma sa, dopo molte gravidanze tristemente concluse, che potrebbe essere un altro fallimento, ma Viserys non accetta la verità, e pur di salvare il figlio, pratica un cesareo sulla moglie, la quale muore durante il parto. Neppure il bambino sopravvive e nello sconforto e nella depressione, Viserys si rende conto di aver cercato per anni un erede che non arriverà mai. Dopo aver bandito Daemon, colpevole di aver ingiuriato la sua famiglia da poco scomparsa, Viserys lo bandisce e nomina come successore Rhaenyra.

Rhaenyra (Milly Alcock) nel primo episodio. Con lei Alicent Hightower (Emily Carey).

LA SCELTA DEL CESAREO

Quando un regnante viene a mancare ci si aspetta che a governare sia il suo primogenito, ovvero il legittimo erede, secondo il diritto di primogenitura di stampo medievale. A meno di un’eccezione particolare, come una morte o un’adozione (o la democrazia) la regola vale più o meno sempre. L’ansia di Viserys pare quindi ingiustificata, vista la presenza di Rhaenyra, ragazza intelligente e sveglia, cavaliera di Syrax, un giovane drago. Il re è però ossessionato dal trovare un erede adeguato, possibilmente col pomo d’Adamo. Questo cieco desiderio gli offusca la mente tanto da acconsentire a praticare un parto cesareo alla moglie. I motivi della sua ansia sono legati a schemi dinastici ben radicati, e storicamente rappresentano l’angoscia di molti regnanti privati del loro erede (si veda per esempio Enrico VIII). Viserys non esita quindi ad acconsentire al cesareo, ben conscio dei rischi a esso legato. Ai tempi a cui è ispirata la serie, quindi un mondo distopico fermo ad una sorta di medioevo magico, il cesareo era raro e pericoloso. La scarsa igiene, gli strumenti non sterilizzati e l’assenza di anestesia avrebbero causato gravi problemi alla madre e al nascituro. Nella storia, questa smania alla ricerca del figlio maschio non è una novità, perciò il comportamento di Viserys non appare tanto strano .

LA LEX SALICA

Curiosamente Viserys, ignorando Rhaenyra, applica, seppur inconsciamente, la lex Salica. Non accettare una donna come erede è infatti, oltre che il simbolo del maschilismo storico di base, anche il frutto di una legge antica che per anni precluse alle donne la possibilità di regnare. Questa norma era contenuta in un codice merovingio chiamato Pactus Legis Salicae, risalente ai tempi di Clodoveo I (411-501). C’è da precisare non si trattava solo di una serie di leggi a sfavore delle donne. Alla base del Pactus vi era innanzitutto la necessità di evitare il ricorso alla faida. Stabiliva, infatti, la gravità di vari crimini e ne deliberava le conseguenti sanzioni. Ovviamente la pena variava a seconda del colpevole. Un uomo libero per un omicidio se la sarebbe cavata con un pagamento salato, mentre i “non liberi” sarebbero andati incontro a gravi conseguenze fisiche. L’aspetto più conosciuto della lex Salica rimane comunque quello legato alle donne, oggetto di diverse regole. Più famosa è l’implicazione riguardo la discendenza reale e il ruolo che una donna avrebbe dovuto avere nella spartizione dinastica. Molto semplicemente la legge Salica vietava alle figlie femmine di ereditare le “terre saliche”, cioè tutti i territori appartenenti ai Franchi Salii, abitanti delle terre del fiume Sala, nei Paesi Bassi. Non stabiliva però divieti sull’ereditarietà di altri territori.

L’ABOLIZIONE DELLA LEGGE SALICA

Alla fine dell’episodio Viserys, sconvolto dal dolore, si rende conto che non prendere in considerazione Rhaenyra è un errore. Così, andando contro il suo stesso fratello e i suoi stessi desideri, la designa come suo successore. Non è raro, la legge Salica era infatti talvolta ignorata. La sua esistenza rimase più come arma da mettere in campo durante conflitti pertinenti al trono. Ad esempio, durante la guerra di Secessione Austriaca (1740-1748), l’ascesa di Maria Teresa D’Austria creò non pochi problemi a Federico II di Prussia, che si appellò a questa legge per evitare di riconoscerne l’autorità. Ignorava forse che con la Prammatica Sanzione del 1713 il padre di Teresa, Carlo VI, di fatto legittimava la presenza di Maria sul trono. La sua applicazione fu quindi spesso per convenienza, ma non venne mai davvero abrogata. Lo Statuto Albertino italiano del 1848 asserisce chiaramente che “Il trono è ereditario secondo la legge salica”. In alcuni casi, come nella monarchia inglese Windsor, si propende per la legge semisalica, che prevede l’ascesa al trono di una donna solo in mancanza di eredi maschi. Attualmente è comunque sempre meno importante. Nel 2020 infatti, Emanuele Filiberto, padre di due bimbe, tra l’indignazione generale, ha preso la decisione di annullare la legge per il ramo Savoia. Questo spirito non è da tutti condiviso, nel Liechtenstein, infatti, è ancora pienamente in vigore.

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