Homer, Bender e Tiabeanie: perché i protagonisti di Mattew Groening sono così attratti dall’alcool?

In tutte e tre le tre serie animate create da Mattew Groening uno dei protagonisti è caratterizzato dalla sua alcooldipendenza. Ma è davvero possibile bere così tanto nella vita reale?

(nerdgate.it)

Siamo nel 2019 e tutti noi dovremmo sapere, in teoria, cosa provoca un abuso di alcool. Tuttavia, sebbene ci siano innumerevoli campagne informative a riguardo, sembra quasi che lo stereotipo del ragazzo che ama “divertirsi” sia ancora di moda. Una visione sbagliata, non c’è che dire, soprattutto considerando che l’alcool causa più vittime stradali della droga. Ma per avere un’idea chiara sulle conseguenze non serve studiare i dati INSTAT: basta accendere il televisore e guardarsi una puntata de “I Simpson”, di “Futurama” o di “Disincanto”.

Cosa hanno in comune le tre serie?

Si, ovviamente la prima risposta che vi sarà venuta in mente è: “L’autore”. Ma non si tratta solo di quello. Infatti, tra i personaggi di ciascuna delle tre serie c’è sempre tra i protagonisti uno che ama bere. Che si tratti della birra, di super alcoolici o di qualsiasi altra bevanda inebriante il fumettista ha saputo illustrare perfettamente i loro effetti sul comportamento e sulla percezione della realtà; ma procediamo con ordine.

Il primo dei personaggi groeningiani ad aver manifestato la sua passione per il bere è l’indimenticabile Homer Simpson. Saltando le inutili presentazioni è interessante notare come l’alcool abbia influito negativamente sia sulla forma fisica del personaggio che sulla sua vita familiare. Certo, la cagionevole salute di Homer è dovuta anche alla sua alimentazione, ma in un episodio in particolare si fa riferimento alle origini della sua stupidità attribuendola all’aver bevuto un sorso della sua birra preferita: la Duff. In altre puntate della serie, è invece il suo rapporto con il prossimo che diventa discutibile (più del solito), portandolo molto spesso a litigare con la moglie Marge. Tuttavia, tra una puntata e l’altra, Groening non si è limitato solo a descrivere gli effetti dell’alcool, ma anche quelli derivanti dallo smettere di bere. Il personaggio portavoce di questo esempio è Barney che da alcolizzato cronico è stato capace di dare una svolta alla sua vita diventando un pilota di elicotteri (o almeno ci è riuscito finchè non ha ricominciato a bere).

Ma passiamo ora al mitico Bender Rodriguez, il robot di Futurama. Nell’ideazione di questo personaggio, Mattew sembra aver stravolto le regole: l’alcool, invece che danneggiarlo è la sua “fonte di energia” al punto che quando non beve viene descritto come “terribilmente sobrio”. In questi casi il suo aspetto è analogo a quello di un ubriaco: sguardo vuoto, barba folta (fatta di ruggine), …

L’ultima arrivata, invece, è Tiabeanie, principessa di Dreamland. La protagonista della serie “Disincanto” ha ammesso un una delle ultime puntate di non avere altre passioni oltre al bere e di aver compiuto azioni pericolose e potenzialmente mortali soprattutto da ubriaca. Per evidenziare (ma sempre in chiave ironica) la pericolosità dell’alcool l’autore della serie ha deciso di attribuire la responsabilità delle sue scelte sbagliate al demone custode Lucy. Chiaramente il personaggio è il simbolo delle tentazioni alle quali la principessa non sembra volersi mai rinunciare. Ad esso si contrappone Elfo che, al contrario di Lucy, è gentile e puro di cuore, ma che, essendo innamorato della principessa, non riesce proprio a impedirle di compiere azioni sbagliate.
Ma ora basta con le presentazioni, veniamo al dunque, cos’avranno di tanto speciale queste bevande?

(devianart.com)

Differenza tra alcool e alcol

Prima di tutto è bene chiarire che c’è una differenza tra alcool e alcol.
Un alcol è una qualsiasi sostanza organica contenente il gruppo ossidrile -OH. In particolare, li si può riconoscere già partendo dal nome che per ciascuno di essi termina in -olo. Ed ecco quindi un’infinità di composti dalle proprietà approssimativamente simili come il fenolo, il propanolo e altri impronunciabili come il (2Z,4E)-3-cicloesil-2,4-esadien-1-olo. Gli alcoli si distinguono dagli altri composti (oltre che per quanto detto) anche per un’ottima solubilità in acqua e per le elevate temperature di ebollizione. Sono inoltre composti facilmente infiammabili e dotati di un odore molto carateristico.

Tra gli alcoli, in particolare, c’è quello etilico (per gli amici etanolo) CH3-CH3-OH. Una bevanda contenente etanolo è comunemente definita alcolica. Ed è solo in presenza di quest’ultimo, dunque, che abbiamo a che fare con l’alcool che tutti noi conosciamo. Eppure, sebbene molti alcoli siano piuttosto nocivi, non pensiate che in questa classe di composti ce ne sia solo uno ingeribile. Volete un altro esempio? Pensate al mentolo.

Molecola di etanolo (wikipedia.org)

Gli effetti dell’etanolo sulla salute

Molti pensano che l’alcool sia solo una sostanza dannosa, eppure viene ancora oggi utilizzato per scopi igienici e medici. Tutto questo grazie alle sue capacità antisettiche e antidolorifiche che, insieme alla sua elevata solubilità lo rendono il disinfettante perfetto. Eppure, come spesso accade, anche in questo caso c’è un rovescio della medaglia che purtroppo non è dei migliori: l’abuso di alcool può infatti causare danni al fegato e al cuore, danneggiare il feto nelle donne in gravidanza, aumentare il rischio di tumore (tra cui quello di tumore al seno), contribuire allo sviluppo di depressione, favorire l’adozione di comportamenti violenti e interferire con la normale vita di coppia e sociale. In parole povere, un semplice bicchiere può diventare una lama a doppio taglio.

Se leggendo tutto ciò vi siete spaventati sappiate invece che un uso moderato, al contrario di quello eccessivo, può influire positivamente sull’apparato circolatorio riducendo i rischi delle malattie cardiovascolari. Gli studi in merito si sono ormai conclusi da tempo e hanno confermato che l’alcool migliora il profilo lipidico del paziente, diminuisce i livelli di LDL (colesterolo cattivo), il rischio di trombosi, la pressione alta e la quantità circolante di insulina. Non abbiate paura dunque, perché un bicchiere di vino ogni tanto (di quello buono) può solo farvi bene.

Ma perché ai giovani piace così tanto bere?

I giovani bevono per svariati motivi, soprattutto quando si moltiplicano le occasioni sociali (uscite in discoteca, al bar, feste con gli amici) durante le quali l’ubriachezza diventa una specie di rito di passaggio al mondo adulto. In gruppo l’abuso di alcol aiuta a sentirsi disinibiti, permette di combattere la timidezza, elettrizza tantissimo e rende più disinvolti. Forse anche troppo se si finisce sempre più spesso con il prendere parte a una rissa o con lo sfrecciare in auto con i sensi annebbiati.

In età adulta, invece, l’alcool diventa un pozzo in cui annegare i problemi nel quale, però, molti precipitano senza più essere capaci di uscirne. Forse è questo quello che è successo ai protagonisti delle serie di Mattew Groening. Fateci caso, senza un uso così sconsiderato dell’alcool le loro vite sarebbero senza dubbio migliori.

Leave comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.