Il Superuovo

Hacker e spionaggio: l’attacco a Microsoft rende attuale l’antica rivalità tra Usa e Russia

Hacker e spionaggio: l’attacco a Microsoft rende attuale l’antica rivalità tra Usa e Russia

Microsoft è stata colpita dall’attaco hacker più grande nella storia degli Stati uniti: secondo i media si tratterebbe di un’operazione sostenuta da hacker russi, con l’appoggio di Mosca.

ll presidente di Microsoft, Brad Smith, ha però negato che l’attacco sia stata facilitato da falle del proprio sistema, rassicurando infine gli utenti, preoccupati riguardo alla privacy dei propri dati.

Com’è stato possibile l’attacco?

L’attacco sarebbe stato possibile sfruttando un sofwtare di sistema, chiamato Orion, che a quanto dichiarato, viene utilizzato non solo dalla stessa Microsoft, ma anche da altre 300 mila aziende. Questo avvenimento pero, ha  sicuramente messo in discussione la sicurezza e l’affidabilità del sistema. Secondo alcuni rumors,  i criminali informatici hanno sfruttato più metodi di ingresso nelle diverse reti governative. Non si tratterebbe quindi di un attacco rivolto solo a Microsoft. Da ciò che è trapelato la situazione è ben più complessa, tanto da necessitare l’intervento dell’Fbi. Proprio quest’ultima ha promesso  un’informativa per i membri del Congresso. Quello che viene definito «il più grave attacco hacker della storia degli Stati Uniti» sarebbe andato avanti per mesi, con lo scopo di tracciare e controllare nei minimi dettagli i dipartimenti del governo americano, tra cui quelli i più importanti legati alle attività produttive, ma non solo. Spiccano quindi Difesa, Stato, Tesoro, Sicurezza interna e Commercio. La Cisa ha spiegato che questo attacco è stato condotto utilizzando tattiche, tecniche e procedure che non sono ancora state scoperte. Resta quindi un alone di mistero.

Perchè attaccare gli Usa?

Sicuramente stiamo vivendo un periodo di crisi importante, che a quanto sta accentuando le rivalità e inasprendo i rapporti internazionali. I media americani sono convinti che dietro all’attacco ci sia  certamente il governo russo e in particolare ci sarebbe il gruppo APT29 «Cozy Bear». Al momento si tratta di semplici rumors, ma se venisse dimostrato, si creerebbe un nuovo problema di politica estera per gli USA, durante gli ultimi giorni della carica Trump. Proprio la sua amministrazione è stata criticata per aver allontanato un consigliere per la sicurezza informatica della Casa Bianca. Trump ha anche minimizzato l’interferenza russa nelle elezioni presidenziali del 2016 e non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche. Al contrario il nuovo presidente  eletto Joe Biden. ha affermato che renderà la sicurezza informatica una priorità assoluta , ma che intensificare le difese potrebbe non essere sufficiente. L’idea è quella imporre gravi sansioni  ai responsabili di tali attacchi.

Spionaggio durante la Guerra Fredda

Si tratta dell’ultima serie di una lunga rivalità tra queste due superpotenze, che affonda le radici nel periodo successivo alla Seconda Guerra Mondiale. Tutto lo scenario che ha aperto all Guerra Fredda le ha rese protagoniste. Spesso si è palrato della Germania e di Berlino, della cortina di ferro che separava l’influenza di una e dell’altra potenza. Numeroso è stato l’interesse attorno alla corsa allo spazio, com’è stata definita e a cui ho dedicato un articolo in particolare. Riguardo allo spionaggio invece, probabilmente se n’è parlato ancora poco. Gran parte della Guerra Fredda si svolse attraverso conflitti indiretti, rivalità a distanza che sembrava potesse sfociare in lotta armata da un momento all’altro. Tra le operazioni più nascoste abbiamo proprio questi atti di spionaggio, con spie che lavoravano sotto copertura da entrambe le parti. Proprio per ragioni di sicurezza nel 1963 entrò in funzione lalinea rossa, ovvero il primo collegamento telefonico tra Mosca e Washington. Una delle storie più interessanti è quella che suscita scandalo in tutti gli Stati Uniti. Si tratta di quella di Karel Koecher e dela moglie Hann,  che rischiano la pena di morte e, proprio grazie a Gorbacev sono tirati fuori da una situazione complessa. L’ultimo scambio di prigionieri e spie avvenne in Germania, sul ponte di Glienicke che separa l’est dall’ovest, nel 1986. L’ interesse maggiore di quegli anni era scoprire novità rilevanti riguardo al nucleare.

 

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