La felicità è forse un concetto sopravvalutato? Al pari di una bolla speculativa pronta a scoppiare, moltissimi azionisti continuano a concederle una fiducia eccessiva, irreale. L’idea di raggiungere questo traguardo si traduce per lo più in un inseguimento senza pace.

In questi momenti, psicologi, terapeuti, mental coach e guru del buon umore a oltranza sono pronti a intervenire con le loro ricette per la felicità. Ma se davvero il mondo trovasse quella risolutiva, cosa ne sarebbe di tutti quei settori farmaceutici, assistenziali, industriali e governativi preposti alla gestione del disagio moderno?

“Tutti possono essere infelici, ma è il rendersi infelici che va imparato, e a ciò non basta certamente qualche sventura personale”

Così scrive Paul Watzlawick nelle sue Istruzioni per rendersi infelici, un piccolo manuale del 1983 che unisce esperienza clinica, psicologia e humour per imparare le tecniche del pessimismo cosmico.

L’arte di costruirsi un passato infelice

Paul Watzlawick, infelici
Paul Watzlawick (fonte lacomunicazione.it)

Stando allo psicologo austriaco, illustre studioso di comunicazione presso la scuola di Palo Alto, la chiave per padroneggiare i meccanismi dell’infelicità è trasformarsi ogni giorno nell’avversario di noi stessi. E il tempo può esserci di grande aiuto. Perché sarà anche vero che guarisca ogni ferita, ma non dobbiamo rassegnarci. Ecco 4 “giochi col passato” efficaci per riaprire vecchie cicatrici con tutto il loro dolore:

  1. esaltare il passato. Guardate la storia con il vostro ex partner come fosse un paradiso perduto, mentre ora vi aggirate nelle tenebre della solitudine. “Isolatevi dai vostri simili, rimanete in casa, nelle immediate vicinanze del telefono, pronti per l’eventuale sopraggiungere del momento felice”. In caso di attesa eccessiva, si consiglia di allacciare una relazione con un partner identico al precedente.
  2. la moglie di Lot. Questo personaggio della Genesi, ignorando l’invito dell’angelo a salvarsi e fuggire, si voltò indietro e venne trasformata in una statua di sale. Siate fedeli al passato per non dedicarvi al presente.
  3. Il fatale bicchiere di birra. Il primo bicchiere può condurci sulla lunga via della perdizione. Solo che ora è tardi per sentirsi colpevoli. Ma se non fossimo responsabili di quel primo gesto? “Se nessuno potesse accusarci di complicità? Nessun dubbio che allora saremmo veramente vittime”. In altre parole, puntate il dito contro Dio, il mondo, il destino, la genetica e tutto il resto.
  4. La chiave perduta. A notte fonda, un ubriaco sta cercando la chiave di casa sotto un lampione. Un poliziotto, cercando di aiutarlo, gli chiede se è sicuro che sia caduta in quel punto. “No è laggiù”, risponde l’ubriaco, “solo che è troppo buio”. L’esempio perfetto di una ricerca che non porta a niente. Morale: Ricordate che per ciascun problema esiste un’unica soluzione possibile e indiscutibile, pertanto applicatevi.

Esercizi mirati per ansia, cattivo umore e fatalismo

istruzioni per rendersi infelici

  1. Sedetevi in una comoda poltrona, chiudete gli occhi e immaginate di addentare un succoso limone. Con la pratica, avvertirete l’acquolina in bocca.
  2. Spostate l’attenzione dal limone alle scarpe. Presto vi accorgerete di quanto sono scomode. Compratene un paio nuovo e appena fuori dal negozio, dove calzavano a pennello, famigliarizzerete col fastidio di indossarle.
  3. Osservate il cielo. Presto noterete dei minuscoli punti muoversi nel vostro campo visivo. Sebbene l’oculista dirà che si tratta di innocue mouches volantes, considerate la possibilità di avere una malattia grave.
  4. Chiudetevi in una stanza il più possibile silenziosa. Sentirete un leggero fruscio, solitamente coperto da rumori ambientale, il quale diverrà sempre più intenso. Recatevi dal medico e applicate l’esercizio numero 3 (N.B. il 3 e 4 non fanno per voi se studiate Medicina, troppo impegnati su altri sintomi).
  5. Trasferite queste abilità dal corpo all’ambiente. Per esempio, avete notato che i semafori diventano rossi solo quando vi avvicinate? O che la coda in posta che avete scelto è sempre la più lenta? Vincete ogni tentazione di ragionevolezza e sarete pronti per convincervi di essere in balia di oscure forze superiori.
  6. La consapevolezza dell’esercizio numero 5 aguzzerà il vostro sguardo e scoverete impercettibili segnali di pericolo. Cos’è quel graffio sulla porta di casa? Forse un ladro ha cercato di entrare la notte scorsa? Perché non dovrebbe riprovarci? Vietato minimizzare.
  7. Se intuite qualcosa di sospetto, parlate con amici e conoscenti. Diffidate di coloro che manifestano buone intenzioni o peggio che insistono nel rassicurarvi sul fatto che non ci sia nulla di sospetto. Riflettete: si darebbero tanto da fare se non avessero nulla da nascondere?

Insomma, un training mentale a prova di ottimismo, l’ideale per ingigantire ogni sfortuna occasionale e disintossicarsi dalla scelta quotidiana della felicità.

Luca Volpi

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