Il Superuovo

Leggiamo il pensiero di Achille Lauro con gli occhi di De Sanctis

Leggiamo il pensiero di Achille Lauro con gli occhi di De Sanctis

Due pensatori cronologicamente distanti ci invitano alla riflessione su un tema sempre attuale: come si prepara il cambiamento?

(camminanelsole.com)

È risaputo che tutto è in continua trasformazione: si pensi al bruco che diventa farfalla; all’esile corpicino di un bimbo che cresce; ai ghiacciai che, ahimè, si sciolgono. Se alcuni fenomeni di cambiamento sono indipendenti dall’uomo, altri non sono che la manifestazione dell’attecchimento di idee e abitudini, buone e cattive, nella realtà. Il critico letterario Francesco De Sanctis e il tanto amato e altrettanto contestato Achille Lauro hanno le idee chiare di come ciò avvenga.

DE SANCTIS: UN VIAGGIO TRA LETTERATURA E SOCIETÀ

Nel 1870 viene pubblicata la Storia della Letteratura Italiana: si tratta della prima sistematica, compatta e coerente sintesi di tutta la Letteratura italiana, dalle origini fino all’Ottocento. Il capolavoro è opera di Francesco De Sanctis, scrittore e critico letterario di grande sensibilità rispetto ai problemi sociali e politici del suo tempo.
Nato a inizio Ottocento in provincia di Avellino, opera fin dalla gioventù quella che viene definita una ‘critica militante’, che lega indissolubilmente letteratura, politica e società. Segue con grande entusiasmo il processo storico del suo tempo nelle varie fasi, che trovano lo sbocco più promettente nell’Unità d’Italia. Ritrovando nell’azione e nella partecipazione attiva la possibilità di rendere concreto l’ideale appreso dagli studi, dopo aver accettato numerose cariche, diviene Ministro dell’Istruzione del Governo Cavour.
Uomo totalmente calato nella realtà, manifesta uno spiccato interesse per i Grandi che prima di lui hanno concretizzato gli insegnamenti tratti dagli studi e dalle esperienze vissute e che hanno operato in prima persona per il miglioramento del rapporto tra sovrano e sudditi e per l’indipendenza dell’intellettuale dalla corte. Dedica così un intero capitolo della Storia della Letteratura a Machiavelli, al quale assegna il merito di aver compreso appieno ciò che nel suo tempo stava accadendo e di aver racchiuso nel suo trattato Il Principe preziosi consigli dedicati ad un nuovo sovrano. Il suo pensiero era troppo innovatore per l’Italia del tempo, ma avrebbe trovato applicazione in contesti più avanzati, contribuendo alla creazione dei fondamenti teorici dei grandi Stati moderni.
Gli ultimi due capitoli dell’opera sono invece dedicati alla Nuova scienza e alla Nuova letteratura: scienziati che avevano un nuovo contenuto da offrire al pubblico e scrittori che si erano emancipati dalla letteratura servile che aveva caratterizzato i decenni precedenti.

Francesco De Sanctis (blog.graphe.it)

ACHILLE LAURO: COS’È LA VITA SE NON IMPARARE A VIVERE LA VITA?

In un’intervista rilasciata lo scorso febbraio al quotidiano la Repubblica, Achille Lauro parla dell’importanza di “prendere posizione pubblicamente, andare oltre il senso comune, esprimere un ideale”.
Nato a Verona nel 1990 e cresciuto a Roma, vive un’adolescenza fuori dal comune: a soli quattordici anni si allontana da casa per andare a vivere con il fratello maggiore in una Comune di ragazzi che trascorrono le giornate tra bravate, tentativi di scrittura, esperimenti di creatività e produzione musicale: in questi anni Lauro entra in contatto per la prima volta con il mondo del rap underground e quello del punk rock. La sgangherata esperienza della Comune influisce fortemente sulla formazione della sua personalità e lo induce ad uno sguardo critico nei confronti delle dinamiche sociali attuali, che spesso tendono all’omologazione del pensiero e alla diffusione di pericolosi stereotipi. Secondo la sua filosofia, di massima importanza è l’educazione data in primis dalla famiglia e, in secondo luogo, quella che dovrebbe essere offerta dalla scuola. Consapevole anche della grande importanza che i personaggi famosi riscuotono verso il giovane pubblico, da quando ha raggiunto grande visibilità nutre il desiderio di poter aiutare, attraverso la sua arte, i giovani di oggi. Il suo interesse è rivolto in primo luogo ai ragazzi di periferia che, come lui ha imparato a sue spese, alternano momenti di fiducia a momenti di disillusione nei confronti del futuro; e più in generale tutti i giovani, preparando per loro un terreno di crescita senza pregiudizi ed etichette, più libero e aperto rispetto a quello attuale.

Siamo figli di una generazione oppressa da politiche xenofobe e razziste. Costretti a scendere in piazza per ricordare al mondo di essere ‘umani’.

Questo concetto emerge pienamente nel brano Solo noi, che ci invita ad una maggiore umanità, per lungo tempo deturpata da politiche e slogan sbagliati, in vista di un cambiamento che implichi maggiore condivisione, rispetto per l’altro e partecipazione. Per un futuro in cui nessuno venga più giudicato per le proprie scelte o per gli errori commessi, in quanto, come scrive nel suo ultimo singolo Marilù, “Cos’è la vita se non imparare a vivere la vita?”.

L’IMPORTANZA DELLA PARTECIPAZIONE

Se siete arrivati fin qui, forse non vi sarà ancora del tutto chiaro il nesso tra i due personaggi.
Ovviamente, il cambiamento del quale narra De Sanctis è diverso da quello auspicato da Achille Lauro: non dobbiamo dimenticare che tra i due intercorrono anni e anni di distanza e che le esigenze odierne non sono quelle di un tempo. Se i nuovi scienziati e letterati dei quali ci parla De Sanctis cercano di veicolare con le loro scoperte e le loro opere nuovi contenuti che possano attecchire nella realtà, il cambiamento proposto da Achille Lauro prevede una maggiore libertà dell’uomo nelle sue scelte di vita e, di conseguenza, un rifiuto del conformismo schiacciante. Nonostante ciò, è interessante notare come alla base vi siano alcuni aspetti strutturali molto simili: l’importanza della consapevolezza, la disponibilità ad esporsi senza timore e la partecipazione. La trasformazione delle idee e dei sogni in realtà è fondamentale per il cambiamento. Non è quindi lecito pensare che, volendo ipotizzare un De Sanctis moderno, quest’ultimo inserirebbe tra i promotori del cambiamento, anche il cantautore veneto?

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