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Grazie a “The Walking Dead” andiamo alla scoperta delle malattie infettive nel mondo acquatico

Grazie a “The Walking Dead” andiamo alla scoperta delle malattie infettive nel mondo acquatico

Partendo da questa celebre serie, scopriremo alcune delle malattie più frequenti dei pesci.

Alcune gravi, ma anche curiose, malattie dei pesci possono conferire agli sfortunati ospiti un aspetto del tutto simile a quello di uno zombie. In questo articolo parleremo quindi di malattie ad eziologia batterica e virale  che determinano nell’ospite disturbi del movimento, emorragie e necrosi grave dei tessuti.

ENCEFALO-RETINOPATIA VIRALE (ERV)

L’ERV è una malattia ad eziologia virale sostenuta da un virus appartenente alla famiglia Nodaviridae e ascritto al genere Betanodavirus. Il virus, in Italia, fu individuato nel 1995 negli allevamenti di branzini che, successivamente, si è scoperto essere uno degli ospiti più sensibile alla malattia. Nonostante quindi colpisca specie marine di importanza economica, l’ERV è stata anche riscontrata nelle specie di acqua dolce, come ad esempio l’anguilla, ma anche specie ornamentali come i guppy. I virus responsabili dell’encefaloretinopatia virale  presentano un elevato tropismo per il tessuto nervoso, ovvero encefalo, retina e midollo spinale. Nel momento in cui viene contratto il virus, la sua azione nei confronti dei tessuti nervosi determina anomalie natatorie che possono variare dal mantenimento di una posizione statica in acqua fino ad un nuoto rettilineo così rapido da non consentire  l’arresto in prossimità delle barriere presenti e, pertanto, si ha la comparsa di lesioni traumatiche più o meno gravi nella zona della testa. A livello istologico si verifica la degenerazione vacuolare delle diverse regioni dell’encefalo che, con i progredire della malattia, assume un aspetto spongioso.  Nei soggetti più giovani, in caso di infezione, si parla di “white head” nel momento in cui, a seguito di osservazioni al microscopio, l’area corrispondente al cervello appare bianca. L’area cerebrale appare di questo colore in quando si ha la totale scomparsa dell’encefalo e delle strutture nervose annesse.

LINFOCISTI E TENACIBACULOSI

Linfocisti e tenacibaculosi sono, rispettivamente, malattie ad eziologia virale e batterica che determinano gravi danni a livello della cute. Per quanto riguarda la linfocisti, questa è una malattia cronica ad eziologia virale sostenuta da un virus della famiglia Iridoviride e iscritto al genere Lymphocystivirus. Questa malattia colpisce specie sia di acqua dolce che di acqua salata dove determina danni a livello della cute e delle pinne determinando l’insorgenza di noduli iperplasici biancastri. L’iperplasia, in parole semplici, indica l’aumento di dimensioni di un tessuto o organo che, in questo caso, viene determinato dal virus della linfocisti. La comparsa di questi noduli, nelle specie commerciali come ad esempio l’orata, determina una riduzione del pregio delle carni. Per quanto riguarda la tenacibaculosi, questa è una malattia ad eziologia batterica sostenuta da Tenacibaculum maritimum. Questo batterio è in grado di determinare l’insorgenza di erosioni cutanee con depigmentazione ed emorragia, fino a provocare fenomeni di ulcerazione talmente gravi da causare l’esposizione dei muscoli o delle componenti scheletriche. I fenomeni necrotici colpiscono anche le branchie danneggiandone la funzionalità al punto tale da determinare il soffocamento del pesce stesso. I fenomeni necrotici si estendono poi agli organi interni, in particolare rene, intestino e fegato.

SETTICEMIA EMORRAGICA VIRALE (SEV)

La setticemia emorragica virale è una malattia ad eziologia virale sostenuta da virus appartenenti alla famiglia Rhabdoviridae e ascritti al genere  Novirhabdovirus. I soggetti più colpiti dalla SEV sono in generale i salmonidi, in particolare ad esempio la trota iridea e il salmerino. In questi individui il virus penetra a livello delle branchie, dall’epitelio orale o dalla cute, determinando l’insorgenza di una replicazione virale primaria nel sito d’infezione. A questo punto si verifica una replicazione virale secondaria a livello degli endoteli vasali degli organi interni come rene, milza e cuore. Nel contrarre la SEV si distinguono tre diverse forme cliniche, ovvero acuta, cronica e nervosa. Nella forma acuta i soggetti presentano esoftalmia bilaterale (ovvero gli occhi sporgenti verso l’esterno), distensione addominale e, infine, emorragie cutanee e branchiali. Nella forma cronica le lesioni sono moto simili a quelle della forma acuta ma risultano essere nettamente meno gravi. Nella forma nervosa si possono invece osservare atassia natatoria (ovvero una progressiva perdita della coordinazione dei movimenti), nuoto spiraliforme, difficoltà respiratorie e addome ritratto, il tutto associato ad anemia renale. Gli organi interni come fegato, rene e milza vanno incontro a degenerazioni ed in seguito necrosi, mentre nel muscolo scheletrico si verifica l’accumulo di eritrociti.

 

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