Il Superuovo

Minimo storico delle nascite e record di decessi: la trappola malthusiana resta in agguato

Minimo storico delle nascite e record di decessi: la trappola malthusiana resta in agguato

Consumi degli italiani ridotti all’osso nell’anno della pandemia: minimo storico delle nascite e della spesa per iniziative culturali.

Si è registrata una forte tendenza al risparmio e di conseguenza una riduzione drastica dei consumi, la più grande  dal dopoguerra, pari al meno 10.9%.

Cosa è successo?

I dati dell’Istat non sono certamente incoraggianti, poichè riportano diversi trend negativi, inevitabili dopo la grande crisi causata dalla pandemia. Tra i principali dati statici registrati abbiamo una forte diminuzione del reddito primario delle famiglie, sceso di 92,8 miliardi di euro. Gli interventi pubblici per compensare il danno economico delle attività sono stati pari a 61 miliardi. Sono stati ugualmente numerosi gli imprenditori costretti a chiudere la propria attività. Uno dei dati maggiormente negativi per il nostro Paese è certamente il crollo della nascite durante il 2020, minimo storico dall’Unità d’Italia, oltre che numero massimo di decessi. Bisognerà ripartire proprio da qui per garantire un avvenire migliore.

Crollo della popolazione

Proprio dallo studio dei dati è possibile avere un’idea dei problemi principali che hanno afflitto il nostro Paese. Ovviamente occorre anche andare oltre i numeri e dar voce alle persone. A preoccupare notevolmente è la povertà assoluta in forte crescita, pari al 9.4%. Sfortunatamente l’incidenza più alta è stata registrata al sud. Strettamente legato al problema delle nascite c’è il crollo dei matrimoni, colpite dalle restrzioni dei vari dpcm e da una situazione di forte crisi. La diminuzione delle nozze al Sud è stata pari al 55%, anche qui minimo storico. Il Sud ha anche fatto registrare le percentuali massime di Dad non seguit pari all’8%, contro il 5% del Centro. In quasi tutti i casi si tratta però di piccole percentuali che variano, il lavoro da fare è simile in tutte le aree.

Malthus ed i giovani

Malthus, vissuto a cavallo tra settecento ed ottocento, fu un grande storico dell’econimia, che anticipando il positivismo cercò di ricavare delle leggi fisse riguardo alla crescita e decrescita della popolazione. Da qui la sua opera principale ”Saggio sul principio di popolazione”. La fase di crisi è caratterizzata da una crescita della popolazione molto più rapida rispetto a quella delle risorse, che provocano povertà e mancanza di risorse alimentari. Proprio una cattiva alimentazione rendeva più esposti alla malattia del corpo. Per ridurre questo squilibrio intervengo i ”freni preventivi” che riducono il tasso di natalità, e i ‘’freni positivi’’, come guerre carestie epandemie  che aumentano il tasso di mortalità. Oggi la situazione è certamente mutata, ma le sue teorie possono certamente essere contestualizzate. Certamente l’Italia ha l’obbligo di ripartire dai giovani, che negli ultimi anni sono stati emarginati e tenuti lontano dalle politiche di ripresa economica.

 

 

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