Dalle operazioni sul pescato fino all’igiene a bordo e la classificazione delle imbarcazioni, ecco in breve alcuni requisiti richiesti alle navi da pesca.
“Battlefish” è una serie televisiva andata in onda nel 2018 che segue le vicende di alcuni pescatori di tonni. Le imbarcazioni adibite alla pratica della pesca hanno però da rispettare numerosi regolamenti riguardanti diverse materie. In questo articolo ne vedremo alcuni.
TRATTAMENTI SUL PESCATO
Una volta a bordo, il pescato deve subire immediatamente alcuni processi al fine di risultare idoneo al consumo umano. Dopo la selezione degli animali e il lavaggio, i pesci dovranno subire alcuni processi meccanici come: decapitazione, eviscerazione, dissanguamento e taglio delle pinne. Dopo queste procedure potranno essere incassettati e refrigerati. Tutte queste operazioni dovranno essere eseguite a bordo con la massima cura al fine di evitare danni ai prodotti. La mancata cura nella manipolazione potrebbe infatti determinare lesioni cutanee, traumi al muscolo con conseguenti emorragie e infine traumi che determinano la rottura della membrana celomatica con riversamento di enzimi e batteri che accelerano i processi di deterioramento. Facendo riferimento al regolamento europeo 852/2004, i prodotti pescati dovranno essere lavati con acqua di mare pulita, ovvero acqua che all’interno non presenti microrganismi o sostanze nocive di alcuno tipo. Facendo invece riferimento ai trattamenti meccanici sul pescato, operazioni come l’eviscerazione dovranno essere eseguite “al più presto possibile” secondo quanto comunicato dal regolamento europeo 853/2004. La pratica del dissanguamento riguarda pesci di taglia grande (come ad esempio i tonni) in quanto il sangue, se lasciato nell’organismo, determina un sapore amaro del prodotto e una colorazione scura delle carni.
IGIENE A BORDO
Le dotazioni di bordo che dovranno entrare a contatto con i prodotti ittici dovranno essere costituite di materiali idonei perché nel caso fossero difficili da pulire o di materiali in grado di rilasciare sostanze tossiche, si determinerebbe la compromissione del pescato. Gli spazi adibiti alla lavorazione devono essere mantenute in ordine e devono essere pulite con acqua che non sia fonte di contaminazione. I frigoriferi e le ghiacciaie devono essere meticolosamente puliti dopo ogni uso per poi essere disinfettati. Queste indicazioni generali in merito all’igiene a bordo sono tutte riportate all’interno del regolamento 853/2004 e, nonostante siano non troppo approfondite, devono essere seguite alla lettera. 
TIPI DI PESCA
In linea generale, si distinguono tre tipi di pesca: pesca professionale, scientifica e sportiva. Nel primo caso, s’intende la pesca esercitata con navi, da terra o mediante stabilimenti destinati alla cattura di specie migratorie, alla piscicoltura e alla molluschicoltura. Con pesca scientifica s’intende invece l’attività di pesca diretta a scopi si studio e ricerca. La pesca sportiva è invece un’attività esercitata a scopo ricreativo o agonistico ed è pertanto vietata la vendita e il commercio di prodotti derivanti da questo tipo di pesca. Secondo il regolamento 302/2009, si definisce pesca sportiva l’attività praticata da soggetti che appartengono a un’organizzazione sportiva nazionale o in possesso di licenza sportiva, mentre si definisce pesca ricreativa quel tipo di pesca praticata da soggetti non appartenenti ad associazioni sportive nazionali o che non sono in possesso di licenza sportiva nazionale. Per quanto riguarda le imbarcazioni da pesca, il primo step da conseguire è quello dell’ottenimento della licenza di pesca, ovvero un documento autorizzativo rilasciato dall’armatore che avrà validità di 8 anni. A questo punto, si rientra in pieno nei requisiti della pesca professionale. Facendo riferimento al D.P.R. 1639/1968, le navi di prima categoria potranno eseguire pesca oceanica, mentre quelle di prima o seconda categoria potranno eseguire pesca d’altura senza limitazione di distanza dalla costa. Per quanto riguarda la pesca costiera, se di tipo locale potrà essere eseguita fino a una distanza massima di 6 miglia dalla costa, mentre se di tipo ravvicinata potrà essere eseguita fino a una distanza massima di 40 miglia dalla costa, rimanendo però in acque nazionali.
TIPI DI NAVI
La categoria di una nave viene stabilita in relazione all’idoneità alla navigazione, alla dotazione di attrezzi per eseguire l’attività di pesca e dagli apparati per il trattamento del pescato. Si distingueranno quindi le navi officina (dove si esegue congelazione e trasformazione dei prodotti ittici), le navi frigorifero ( dove si esegue la congelazione dei prodotti) e infine i pescherecci comuni, dove invece viene eseguita la refrigerazione dei prodotti. Le navi officina e frigorifero, date le numerose operazioni di trasformazione che sono in grado di eseguire, dovranno essere riconosciute come stabilimenti in conformità al regolamento 853/2004.