Gli scatti di Avedon in mostra a Milano: una finestra sugli Usa degli anni Sessanta

La mostra di Richard Avedon al Palazzo Reale di Milano presenta al pubblico vent’anni di ritratti iconici, da Versace a Truman Capote e Andy Warhol.

La mostra dedicata al fotografo americano presenta un percorso ricco di relazioni umane che sono state parte integrante della sua lunga carriera, il titolo infatti prende il nome di Relationships.

La fotografia che narra

La mostra, che vanta più di cento fotografie, narra una parte della sua storia, che spazia da Parigi a New York, ed è stata realizzata in collaborazione con il Center for Creative Photographye. A tenere in piedi la narrazione sono i vent’anni che lo hanno legato alla famiglia Versace, in particolar modo a Gianni e Donatella, come a tutta la Maison. Un forte attivismo a livello sociale gli ha conferito la forza per sdoganare il ruolo delle modelle, da statiche statue a donne in movimento. Quest’ideologia si traduce in fotografia con la forza di annullare lo sfondo per dedicare più attenzione ai dettagli che possono arricchire la conoscenza con l’umano davanti all’obbiettivo. Il percorso espositivo propone una serie di ritratti di celebrità del mondo dello spettacolo. Tra i più celebri è doveroso annoverare i Beatles, Michelangelo Antonioni, Sofia Loren, Malcom X e  Truman Capote.

L’attivismo sociale

Gli anni Sessanta misero certamente alla prova l’apertura mentale di Avedon e il suo sogno di un’America senza divisioni. Gli scatti di questi anni mostrano un forte attivismo sociale per sostenere la causa della comunità nera americana. Episodi di razzismo vennero documentati soprattutto il Louisiana, evidenziando la disperazione dei pazienti dell’ospedale psichiatrico di Jackson e nelle coppie miste costrette a fare una vita lontano dai riflettori. La musica di quegli anni non fu esente dallo sguardo critico di Avedon che ritrasse un giovanissimo Bob Dylan nel suo trench. Verso la fine degli anni Sessanta fu un forte simbolo il ritratto del petto e del ventre di Andy Warhol. Il  3 giugno 1968 una femminista radicale gli sparò, ferendolo gravemente. I chirurghi dovettero riattivargli il cuore. Tre giorni dopo Bob Kennedy veniva assassinato e due mesi prima Martin Luther King.

Il razzismo negli USA

Il razzismo ”occidentale” affonda le proprie radici in tempi molto lontani. Le maggiori potenze coloniali europeerendevano leggittima la schiavitù, appellandosi a riferimenti di vario genere. Essi facevano leva sull’arretratezza dei neri a livello morale, culturale e fisico. Negli stati meridionali degli USA e in Sudafrica s’ instaurò il regime dell’apartheid, ovvero la segregazione razziale sancita per legge tra gruppi di persone. Per molti anni negli Usa uomini bianchi e di colore non si sono potuti sedere affianco sullo stesso autobus. Negli Stati Uniti l’apartheid è stata abolita alla fine degli anni 1960 e in Sudafrica agli inizi degli anni 1990. Figure chiave sono state M.L.King e Mandela, che per anni si sono battuti per rendere la società libera da distinzioni di razza. L’attivismo di forti e influenti personalità a livello politico e sociale e la presa di coscienza giovanile in questi anni riaccesero il sentimento di lotta.

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