Il Superuovo

Gli oppositori del Ddl Zan sono come Zeno Cosini, ma lui fuma solo sigarette

Gli oppositori del Ddl Zan sono come Zeno Cosini, ma lui fuma solo sigarette

Sia il centrodestra che Zeno Cosini sono recidivi, ma prorogare la calendarizzazione del Ddl Zan è più grave che cercare di smettere di fumare.

Il protagonista del terzo romanzo di Italo Svevo, “La Coscienza di Zeno”, cade sempre nello stesso errore. Non riesce a smettere di fumare, e si dedica ogni volta l’ennesima ultima sigaretta. Infatti, pensa sia semplice posticipare il termine delle sua cattiva abitudine.
Analogamente, la calendarizzazione delle legge contro l’omolesbobitransfobia continua a non trovare concretezza. L’ultima riunione è stata l’ennesimo incontro durante il quale nulla si è evoluto. La colpa è additata ai membri di Lega, Fratelli d’Italia, e in parte Forza Italia, che non accettano una legge che risulterebbe utilissima.

Le dinamiche del Ddl Zan

Dopo l’approvazione alla Camera dei deputati, avvenuta lo scorso 4 novembre 2020, il Ddl contro l’omolesbobitransfobia, ribattezzato Legge Zan, da settimane, aspetta di essere incardinato a Palazzo Madama. Ad oggi, non è ancora consentito l’avvio della discussione in Commissione Giustizia, e l’inizio del suo percorso in Senato. Come se non bastasse, in data 7 aprile 2021, il Ddl Zan ha subito un nuovo slittamento, trovandosi nuovamente in una fase di stallo. A bloccare la discussione del testo, è stato il Presidente della Commissione Giustizia del Senato della Repubblica in quota Lega, Andrea Ostellari.
Egli sta rimandando la calendarizzazione perché la legge non sarebbe, a detta sua, “una priorità per l’esecutivo”. Dopo il rinvio della settimana precedente, Ostellari ha chiesto che, prima, siano uniti, alla Legge, altri quattro Ddl sull’omotransfobia presentati a palazzo Madama.

“In modo unanime l’ufficio di presidenza ha votato l’accorpamento di altri 4 ddl che riguardano la stessa materia del Ddl Zan. È una questione di metodo, si sapeva già prima. Ora invieremo la richiesta alla presidente Casellati e vedremo i tempi”

– Andrea Ostellari, al termine della riunione dell’Ufficio di presidenza della Commissione Giustizia

“La calendarizzazione del Ddl Zan non è tecnicamente procedibile. Lo avevamo segnalato sin da novembre. Evidentemente, qualcuno non aveva letto bene le carte. Ora si rimanda quel testo, con altri 4, al Presidente del Senato per la rassegnazione. Quante polemiche inutili e quanti commenti in questi giorni… bastava studiare”

– Andrea Ostellari su Facebook

La parola spetta, di conseguenza, a Elisabetta Casellati. La Presidente del Senato della Repubblica dovrà convocare l’ufficio di presidenza, e decidere i tempi. Il Pd, il Movimento 5 Stelle, e lo stesso promotore della legge, il relatore Alessandro Zan, deputato del Pd, auspicano che avvenga nel breve tempo, esorcizzando l’impossibilità che la situazione possa protrarsi ancora per molto.

“Non mi pare ci siano più scuse dopo questo passaggio”

– Il Vicepresidente del gruppo Pd, Franco Mirabelli

“Apprendo che il presidente Ostellari ha richiesto l’accorpamento della legge contro omotransfobia, misoginia e abilismo, approvata alla Camera con altri quattro testi già depositati in Senato, passaggio a cui si poteva procedere ben prima […]. Mi auguro che dietro questa richiesta non ci sia l’ennesimo tentativo dilatorio verso un testo che, come è noto, gode del sostegno della maggioranza in Commissione ed è già approvato alla Camera”

– Alessandro Zan per “Adnkronos”

 Il vizio del fumo di Zeno

Prolungare i tempi, non affrontando la questione in maniera diretta, quasi, con la speranza che le persone demordano, lascia il tempo che trova. La maggior parte delle persone è consapevole che non ci sarà alcuna rassegnazione. Zeno Cosini, invece, arriva esattamente a questo.
Spera sempre che un’ultima sigaretta possa porre fine al suo stato di angoscia, dovuto alla pressione del mondo. Si rende conto solo successivamente che, invero, è proprio la suddetta a permettergli di stare meglio. Torna tranquillo, se si concede al vizio.
Zeno è consapevole della sua dipendenza, ma la sua intenzione comportamentale, cercare di smettere di fumare, è senza dubbio contrastante. L’esito di questa divergenza è che non si concretizza l’atteggiamento cui si era predisposto.

Il terzo capitolo de “La coscienza di Zeno”, si concentra proprio sulla figura del protagonista, come individuo altamente recidivo. Non riesce a liberarsi dal vizio che lo attanaglia, una dipendenza sviluppata fin da ragazzino, e sempre combattuta senza successo.
Fumando i sigari avanzati del padre da adolescente, alla soglia di vent’anni si accorge di odiare il fumo. Nonostante la malattia aggravante, decide di fumare sempre un’ultima sigaretta, che viene ogni volta gustata con voluttà. Tuttavia, in tal senso, ogni tentativo di smettere di fumare non è che uno stimolo ulteriore al desiderio. Tutto si presta a essere immortalato mediante queste continue ultime sigarette: dalla morte del papà, alla nascita del figlio, fino a giorni numericamente significativi.

 Le motivazioni dell’opposizione

Tornando coi piedi nell’attualità, vediamo quali accuse vengono mosse più spesso al provvedimento. Da parte del centrodestra in particolare, si pensa che con questa legge si vogliano “punire le idee”. Come detto sopra, lo stesso presidente Ostellari, e colleghi, non vedono in questo disegno di legge qualcosa di prioritario. Oltretutto, ad esso affibbiata l’etichetta di legge “ideologica, inutile e divisiva” che, a ragione di questo, può aspettare. Tali aggettivi, provenienti da un intervento del Senatore leghista Simone Pillon, convalidano il suo attivismo d’opposizione. Questi, infatti, è stato il primo a esultare, qualche giorno addietro, per i successi dell’ostruzionismo.
Il centrodestra ha già comunicato che rimarrà fermo sulla sua posizione, e dunque per la non calendarizzazione.

L’intervento dell’opinione pubblica

Nell’ultimo periodo, viste le dinamiche, si è mobilitata, anche, l’opinione pubblica. Alcuni artisti hanno deciso di esporsi, e prendere la parola. Il primo intervento proviene dalla cantante Elodie che, spesso, si è schierata in difesa dei diritti delle persone della Comunità LGBTQIA+. Attraverso delle stories su Instagram, rompe il silenzio condividendo le proprie considerazioni contro la Lega, a causa dell’atteggiamento ostile nei confronti della Legge Zan.

“Siete indegni, questa gente non dovrebbe essere in Parlamento […]. Questa gente è omotransfobica”

Le parole di Elodie su Instagram

A seguire, è intervenuto Fedez, ma non solo. Troviamo, infatti, colleghi quali Michele Bravi, Mahmood e Levante. Fedez ha, anche lui, pubblicato una serie di stories, in cui prende posizione, definendo il disegno di legge “una priorità”.
Il fine è molto chiaro: battersi per avere il diritto di esprimersi in piena libertà, puntando il dito contro la discriminazione e la violenza. Queste, dice, sono avversità “che, molto spesso, si verificano in questo Paese”.

“Lo Stato tuteli la libertà dei nostri figli”
“Chiunque ha il diritto di esprimersi come meglio crede”

– Estratti dalle storie di Fedez su Instagram, 31 marzo 2021

“Ostellari ha ostacolato la calendarizzazione democratica di un disegno di legge. Ha deciso di non decidere, aggrappandosi ad un cavillo tecnico che, per sei mesi, non ha visto […]. Si deresponsabilizza dal suo ruolo […]. Un singolo sta decidendo di rimandare, trovando palesemente continue scusanti”

– Estratti dalle storie di Fedez su Instagram, 8 aprile 2021

Inoltre, insieme alla moglie Chiara Ferragni, ha rilanciato la petizione su Change.org di Francesco Lepore, giornalista e capo redattore del sito Gay News Italia, e collaboratore de “Linkiesta”. Questa, in soli tre giorni, ha raggiunto e superato le 250mila firme. Ad oggi, 10 aprile 2021, sono più di 300mila le firme di persone che intendono “dar voce al rispetto”.

La gravità delle azioni

Il capitolo del romanzo sveviano, intitolato “Il fumo”, sottolinea l’incapacità di Zeno di perseguire un fine, visti i suoi continui, e vani, tentativi di smettere di fumare. La malattia del fumo si rivela essere, in realtà, una “malattia della volontà“, rifacendosi all’inettitudine, descritta da Italo Svevo, e caratteristica dei suoi romanzi. Ricade sempre nello stesso errore. Gli sembra semplice rimandare ad un’altra volta l’interruzione del suo comportamento deleterio.
Analogamente, la calendarizzazione della legge contro l’omolesbobitransfobia è vittima di recidività da parte degli oppositori, i quali rimangono saldi ed intransigenti. Non accettano una legge che estenderebbe la preesistente Legge Reale-Mancino

Questa coprirebbe ma, soprattutto punirebbe, i reati d’odio commessi per motivi “fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere o sulla disabilità”. Si occupa, in aggiunta, di prevenzione. Nella seconda parte del Ddl è espressa l’intenzione di istituire una giornata nazionale, il 17 maggio, contro l’omofobia. La giornata sarebbe utile ai fini di promuovere la cultura del rispetto e dell’inclusione, nonché per contrastare i pregiudizi e le discriminazioni.

La svolta, per lo stravolgimento sperato, proviene, in buona parte, dal sostengo fuori dal Parlamento. Risulta, infatti, difficile bloccare la discussione ancora a lungo. Soprattutto, se sono così tante le persone che acconsentono alla ratifica di una legge, a dir poco, necessaria.
Queste le parole di Alessandro Zan al “Maurizio Costanzo Show“, riguardo alla legge:

“Per il presidente Andrea Ostellari è una legge divisiva, ma questa, in realtà, è una legge che non tutela le persone solo contro l’omotransfobia; ma tutela anche le persone con disabilità. Si tratta di una legge di civiltà volta a impedire l’istigazione all’odio e alla violenza”

 

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