Gli “occhi” di Sauron digitali che ci osservano: le tecnologie di riconoscimento facciale

«I contorni dell’Occhio erano di fuoco, […]si apriva […] la fessura nera della pupilla come una finestra sul nulla. »

Il signore degli anelli ha segnato l’epoca moderna, grazie anche al male incarnato Sauron. Viene raffigurato come un occhio, malefico, infaticabile, scrutatore, come se fosse una telecamera, che identifica ogni creatura, le sue paure, se magari ha visto l’Anello…

Come funziona il riconoscimento facciale?

Il riconoscimento dei volti è un tema da tempo diffuso nel mondo della videosorveglianza. Ma, soprattutto durante gli ultimi anni, la tecnologia ha permesso notevoli progressi e da semplici soluzioni di rilevamento (che necessitavano di grosse capacità computazionali e di server molto performanti) si è passati a quello che oggi viene chiamato Face Detection 2.0, realizzato grazie a videocamere con riconoscimento facciale. Questo è stato possibile grazie all’Intelligenza Artificiale e alle nuove tecniche di elaborazione delle informazioni biometriche, che hanno contribuito a portare questa tecnologia ad un livello molto più fruibile. La rilevazione facciale oggi ha raggiunto livelli molto elevati. Le ultime tecnologie hanno infatti permesso di passare da quello che era un sistema a rilevazione statica (che richiedeva di particolari condizioni di illuminazione e che il soggetto stesse fermo, guardando in un punto preciso) ad una rilevazione dinamica. Seguendo alcune semplici regole di installazione e grazie all’estrema qualità dei nuovi sensori disponibili, gli algoritmi sono ora in grado di identificare un volto e di elaborare le informazioni anche se il soggetto è in movimento. Gli algoritmi evidenziano e identificano i parametri biometrici di un volto (come ad esempio la posizione degli occhi o il posizionamento di occhi, naso e bocca …) per poi rielaborarli all’interno di un database. Tutto ciò ha permesso di semplificare anche l’architettura di sistema necessaria alla gestione di un impianto con queste caratteristiche. Da una configurazione classica, dove una o più telecamere erano collegate ad un costoso server di elaborazione, l’intelligenza si è spostata direttamente sulla telecamera, dove risiedono gli algoritmi di Intelligenza Artificiale in grado di elaborare le immagini e di trasferire al server di gestione (e non più di elaborazione) il video ed i metadati raccolti.

Applicazioni nelle videocamere con riconoscimento facciale

Le applicazioni di questa nuova tecnologia sono davvero numerose.  È possibile utilizzarla per abilitare automaticamente un accesso Free Hands o Free Access, senza necessità quindi di perdere tempo davanti ad un’apparecchiatura. Pensiamo ad esempio alla gestione del controllo delle presenze: l’utente non deve più timbrare il cartellino o estrarre il badge, ma viene riconosciuto direttamente tramite il volto, permettendogli di entrare in un’area riservata, oppure nel caso di persone non desiderate anche di richiamare la sicurezza. Altre applicazioni possono essere legate alla videosorveglianza con riconoscimento facciale. Negozi, hotel, banche e tutte quelle attività aperte al pubblico che hanno necessità di identificare un cliente VIP per poterlo servire al meglio. È possibile inoltre estrapolare statistiche grafiche relative all’affluenza delle persone in determinati giorni/orari al fine di regolare la gestione del personale o predisporre campagne di marketing mirate, perfino, tramite di incroci di dati tra telecamere, di mostrare il percorso fatto da un cliente all’interno del negozio.

Ma la mia privacy e la sicurezza?

La rilevazione facciale quindi può semplificare la vita e dare accesso a servizi finora impensabili e sicuramente prenderà sempre più piede e sarà sempre più utilizzata. Come molte tecnologie di questo tipo, sia per le telecamere nei luoghi pubblici che per le camere degli smartphone, toccano il delicato tasto della gestione della privacy e della sicurezza. Per gli smartphone il problema sembrerebbe più di sicurezza; i telefoni Android sono molto più violabili della controparte della Mela. Mentre invece per le telecamere in Europa abbiamo il GDPR, regolamento che tutela tutti noi in tema di dati sensibili.

Leave comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.