All you can see! Dal sushi al cinema, come sfondarsi (male) restando soddisfatti

 

Fatevi avanti sushi addicted! Benvenuti nel mondo moderno, un luogo meraviglioso in cui potrete sfondarvi di cibo e serie tv alla modica cifra di pochi spiccioli, ma è abbastanza?

Sushi alla carta o serata all’insegna dello sfondamento? Quale tipo di sushi addicted siete?

Se fino a qualche anno fa l’Italia si divideva in Sushi VS Pizza, la nuova era dei ristoranti all you can eat e dei sushi alla carta separa nuovamente due universi.
Se una volta i due erano divisi in #teampoverihi e #teamsonopienodisoldi, oggi è tutta un’altra storia, in giro si trovano tantissimi ristoranti all you can eat che, alla fine dei conti, costano molto più che una cena in un ristorante alla carta, non si tratta più (solamente) di un fattore di prezzo e allora, cos’è cambiato?

Quantità vs Qualità

Ovviamente non c’è nessuna regola a stabilire che i sushi alla carta siano obbligatoriamente migliori di un all you can eat, spesso e volentieri, la differenza fra i due è legata ad una maggiore attenzione al dettaglio, a partire dalla composizione del piatto, alla variabilità del menù.
Allora qual è il migliore fra i due?
Costo vuol dire sempre qualità? Assolutamente no, o, almeno, non sempre.

Non è poi così raro che i film a sfondare al botteghino siano quelli a basso budget, come ad esempio Saw, Paranormal Activity o la Notte del Giudizio.
Ma non solo horror, basti pensare all’intramontabile Rocky, entrato nella storia con ben 8 film (i primi 6 dedicati alla sua storia ed i due spin off Creed), il primo, del 1976, venne realizzato con un finanziamento da 1 milione di dollari, per ricavi pari a 225 milioni, Stallone scrisse la sceneggiatura in nemmeno tre giorni.

Altra chicca nell’armadio? Se non avete mai visto Per un pugno di dollari (1964), andate subito a recuperarlo.
Nell’era del boom del western, questo film venne realizzato realmente con un pugno di dollari (o meglio, di lire), ad un costo di 80 milioni di lire.
Chi ha già fatto tappa al cinema per vedere C’era una volta … a Hollywood, saprà quanto gli “Spaghetti-western” andassero di moda, e quanto allo stesso tempo fossero malfatti.

Lo stesso Sergio Leone fu obbligato ad usare il set di un altro film, per risparmiare.

Clint Eastwood, allora attore semisconosciuto: il suo cachet sarà di 15 mila dollari.
Sergio Leone lavorò praticamente gratis. Nessuno crede a al suo film, ma lui è sempre stato certo della riuscita, chiedendo una percentuale sugli incassi, venendo scambiato per un pazzo, ma il guadagno fu stratosferico.

Il guadagno del film resta ancora oggi incalcolabile, ben oltre i 200 milioni di euro attuali.

AYCS: All you can see

L’era digitale ha portato con se magnifiche creazioni, la più brillante fra tutte? La nascita dello streaming.
Avete mai guardato un film su un sito di streaming? Magari un film che era appena uscito al cinema, che eravate curiosi di vedere ma non abbastanza per pagarlo 7 euro, oppure magari non avevate alcuna compagnia ed avete valutato più confortevole guardarlo da soli sotto le coperte, anche se l’audio non era proprio un granché e l’inquadratura era un pò buia.

Se l’avete mai fatto, complimenti, avete appena “preferito un all you can eat ad una pizza“.
Immaginate un sito di streaming (più o meno legale) come un immenso all you can eat del cinema: un all you can see.
Che voi abbiate scaricato i film illegalmente o li guardiate su Netflix non c’è una grande differenza.
Nella prima, invece di pagare 7 euro per un film, l’avrete guardato da casa alla modica cifra di O €, nella seconda, pagando 7,99€ avrete una libreria “illimitata” che non durerà per un solo pasto, ma per l’intero mese.

Di tutti i prodotti sfornati in sequenza da Netflix, quanti restano davvero impressi nella nostra mente? Quanti invece finiscono nel dimenticatoio appena terminati? Quando si portano a termine, perché molte volte si inizia un film, una serie TV, e poi non si arriva fino alla fine per i più svariati motivi.

Nel 2018, dopo la stangata della Disney che annunciò di voler creare una piattaforma propria, Netflix annunciò il progetto, non indifferente, di trasformare metà della propria libreria in prodotti esclusivi, prevedendo la realizzazione di più di 80 film entro la fine dello scorso anno.

Oh my rolls!

Perché lasciamo i film e le serie tv in uno standby infinito?
Avete presente quando arrivate al sushi super carichi, pronti allo sfondamento?
Arriva il menù, ed iniziate ad ordinare 40 porzioni per pezzo, ritrovandovi a meno della metà del pranzo sentendovi delle palle di riso pronte a rotolar via, un pò come la bambina che diventa viola ne La fabbrica di cioccolato.
Risultato? Vi ritrovate sommersi da piattini pieni di cibo che nessuno mangerà, tentando di nasconderli sotto le verdure, o lanciarli dalla finestra, pur di non pagare la penale.

In questi casi, forse, non è tanto male il sushi alla carta, in cui il nostro portafoglio ci guarda male per evitare gli sprechi di cibo e di soldi.

La verità è che non importa se siate dei combattenti sostenitori della pizza, o se l’invasione asiatica vi ha reso dipendenti dal sushi, se preferite gli all you can eat o i normali ristoranti.
C’è chi dice che il kekab migliore sia quello più lercio, non posso confermare che sia vero, né che sia particolarmente igienico, ma perdonatemi, la Margherita di Cracco sarà sicuramente buonissima, ma volete metterla a confronto con la pizzeria secolare e lercissima di zio Totò a Napoli?

E poi, si sa: la vera battaglia, è fra l’arancino e l’arancina.

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