Il Superuovo

Gli esami di stato nascono durante il fascismo per una ragione che oggi definiremmo deplorevole

Gli esami di stato nascono durante il fascismo per una ragione che oggi definiremmo deplorevole

L’istituzione dell’esame di stato risale al ventennio fascista con la Riforma Gentile il cui scopo non era istruire il popolo

Alcune delle debolezze della scuola di oggi sono dovute all’influenza della riforma scolastica portata avanti da Giovanni Gentile, consapevole che una maggiore istruzione per il popolo non avrebbe fatto bene alla classe dirigente.

La riforma Gentile

Quella di Giovanni Gentile è una figura molto particolare, egli era un filosofo e un pedagogista che divenne ministro dell’istruzione durante il periodo fascista. Egli fu l’ispiratore del “Manifesto degli intellettuali fascisti” e, nonostante tutto, usufruiva di collaboratori tanto ebrei quanto non fascisti. È importante parlare di lui per la forza con cui la sua riforma del 1923 ha influenzato per anni l’istituzione della scuola pubblica italiana. Egli rese centrale negli studi la filosofia e le materie umanistiche, rilanciando il percorso ginnasio-liceo-università al quale solo pochi avevano la possibilità di accedere. L’insegnamento, da quel momento storico, non vede al centro l’educando e le sue necessità ma bensì il maestro, che seguiva un istituto magistrale per costruire la propria cultura spirituale, e i suoi saperi. Ciò vuol dire che gli insegnanti non avevano la necessità di saper insegnare, per loro bastava semplicemente che conoscessero una determinata materia, niente di più sbagliato per chi ha un ruolo così importante nella vita dei giovani. Inoltre, la sua riforma aumentava il centralismo ministeriale dell’istruzione, diffondeva l’insegnamento della religione in tutte le scuole per ogni ordine e grado, istituiva diversi esami durante gli anni ed infine portava a considerare i saperi tecnici come subordinati di quelli umanistici.

Esami sparsi

Secondo le idee del ministro Gentile, le scuole dovevano essere “poche ma buone” in quanto il loro scopo era quello di diminuire l’analfabetismo e creare le nuove classi dirigenti. Insomma egli non era intenzionato e far evolvere eccessivamente le conoscenze e l’educazione del popolo, perché sapeva che questo avrebbe portato a grandi consapevolezze e future ribellioni. Per questa ragione, durante i vari anni di studi, decise che gli studenti avrebbero dovuto sostenere diversi esami, esami che avevano la funzione di non far proseguire gli studi a tutti coloro che non facessero parte della classe dirigente, infatti, per chi non li passava non vi erano ulteriori sbocchi formativi. Un esempio di queste tipologie di prove sono gli esami di maturità.

Gli esami di maturità

Gli esami di maturità pensati da Gentile non avevano quindi alcuna funzione se non scoraggiare una parte della popolazione ad istruirsi a dovere; erano quindi uno spartiacque per aumentare le differenze tre classi sociali. Essi erano composti da quattro prove scritte ed un unico esame orale su tutto il programma affrontato negli ultimi tre anni. Nel 1997 Luigi Berlinguer decise di cambiare il nome di queste prove in “esame di Stato” in quanto il superamento non delineasse più una sorta di maturità delle persone ma fossero la prova dell’acquisizione delle conoscenze. Oggi l’esame di maturità non ha alcuna utilità se non quella di essere solo una specie di rito di passaggio agli studi universitari. Tra poco molti studenti affronteranno queste prove e auguro a tutti loro una buona fortuna.

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