Gli errori di oggi entreranno nella grammatica del futuro? L’Appendix Probi suggerisce una risposta

I più diffusi errori grammaticali dei nostri tempi potrebbero entrare nella norma dei posteri, come era già successo nel passaggio tra latino e volgare.

L’Appendix Probi è un elenco di termini corretti della lingua latina, affiancati ai loro corrispettivi errati. Alcuni di questi lemmi divergenti dalla norma, però, testimoniano fenomeni che saranno propri delle parlate volgari e della loro codificazione scritta; se stesse succedendo qualcosa di simile nella lingua italiana oggi?

L’italiano neo-standard, questi sono errori?

Una lingua non è mai statica e immutabile: è un’entità in continuo movimento attraverso tempo, luoghi, strati sociali e mezzi di comunicazione. Un simile dinamismo si può osservare anche all’interno di uno stesso idioma e nello stesso momento storico: nella lingua italiana coesistono, ad esempio, una varietà standard (il modello di riferimento, l’italiano ‘corretto’), una sub-standard (italiano basso e ‘scorretto’) e una, qui di interesse, neo-standard. L’italiano neo-standard è stato individuato dal linguista Gaetano Berruto e raccoglie espressioni un tempo escluse dalla norma, ora diffuse e accettate. Alcuni esempi: ‘Loro hanno ragione’; ‘Vai a casa di amici?’ ‘Sì, gli porterò una bottiglia di vino’; ‘Vieni che ti preparo il caffè!’… Forme che potrebbero apparire corrette, eppure contengono tutte un errore: lei, lui, loro non dovrebbero essere usati come pronomi-soggetto; gli significa ‘a lui‘, non ‘a loro‘; il che è usato impropriamente, dovrebbe introdurre solo proposizioni oggettive, soggettive, dichiarative e relative. La minore evidenza di queste inesattezze è dovuta al progressivo assottigliarsi della linea che divide scritto e parlato (causa anche i nuovi mezzi di comunicazione). La conversazione è, infatti, per sua natura, una modalità di espressione poco sorvegliata, spesso frettolosa e disattenta, e coinvolge, sempre, un certo grado di semplificazione della lingua. L’italiano neo-standard è, dunque, una classe destinata ad espandersi.

Cambiamenti e pigrizia linguistica

La lingua italiana sta accettando, sempre più spesso, forme scorrette, ma tanto diffuse da dover essere introdotte nella norma. Sta nascendo un nuova varietà, che rischia di inglobare errori di sempre maggiore portata; basti pensare alla frequenza con cui il congiuntivo viene sostituito, impropriamente, dall’indicativo: per quanto a un orecchio attento questo scambio risulti ancora ‘stonato’, è un fenomeno, già ora, riconosciuto come neo-standard (e non sub-standard), e dunque annoverato in quella classe di inesattezze che potrebbero affermarsi nella norma futura. La trasformazione linguistica per ‘semplificazione’ non è, però, cosa nuova, e fu subita, a suo tempo, dal latino: caddero le declinazioni (sistema ostico e complesso), la quantità delle vocali (lunghe e brevi) non venne più riconosciuta… Rappresentativo risulta, anche, il mutamento del lessico: nel passaggio ci fu una propensione a continuare forme più ‘popolari’, semplici, che riguardassero la casa (per cui al termine ignis per designare il fuoco, il volgare preferì la forma focus, più propriamente il ‘focolare domestico’). Queste mutazioni che portarono il latino classico a trasformarsi in volgare furono causate da cambiamenti epocali di portata immensa (le invasioni barbariche, il conseguente crollo dell’Impero Romano…) e favoriti dalla massiccia componente di analfabeti nella popolazione di allora. Oggi, il sistema scolastico e i consolidati studi linguistici potrebbero consentire una più longeva conservazione della norma, ma un’altra grande rivoluzione è in atto: la rivoluzione tecnologica. Il sistema dei social network, infatti, istruisce a una scrittura rapida, impaziente e poco controllata, agevolando il processo di avvicinamento dello scritto al parlato: anche se a conoscenza dell’italiano ‘scolastico’, si rischia di indulgere, spesso, alla disattenzione, per via della comodità del mezzo e dell’informalità del linguaggio in rete. Internet ha, quindi, diminuito la necessità di pensiero che precede la stesura di un testo, consentendo una certa pigrizia linguistica: poche sono le occasioni di scrivere, e se ciò avviene solo in chat e su piattaforme online, lo sforzo non è necessario e dunque viene evitato, favorendo la diffusione di errori ‘neo-standardizzati’.

L’Appendix Probi, indizi per la lingua del futuro

Il sistema scolastico può intervenire in qualche modo? La testimonianza dell’Appendix Probi, importantissimo documento linguistico databile tra III e V secolo, racconta come, nel passaggio dal latino al volgare, i tentativi dei maestri furono fallimentari. In questa fonte si trovano, infatti, raccomandazioni grammaticali di un insegnante ai suoi alunni: si elencano parole latine nella loro scrittura corretta, seguite dalle corrispettive forme errate, nel tentativo di insegnare procedendo per un metodo ‘x non y‘ (‘si scrive in questo modo, non in quest’altro’). Vengono, dunque, riportati alcuni tra gli errori più comuni degli studenti dell’epoca, che sono, guarda caso, identificativi di molti fenomeni che entreranno nell’uso scritto del volgare futuro, a testimonianza dell’avviato passaggio tra le due lingue. Ad esempio, compare l’annotazione ‘speculum non speclum‘, che evidenzia un fenomeno fonetico che porterà all’italiano corrente specchio; e molti altri sono i tratti di interesse qui riportati… Un simile documento porta a domandarsi se l’insistenza degli insegnanti nel far rispettare la norma possa, effettivamente, arrestare un processo naturale di mutamento linguistico. Oggi, inoltre, la scuola stessa si avvale degli strumenti disponibili in rete, e potrebbe, progressivamente, adeguarsi a modalità di stesura frettolose e approssimative. Anche se, dunque, è impossibile prevedere quale sarà la norma della lingua italiana futura, è dato supporre che presenterà elementi di forte divergenza da quella contemporanea e, magari, linguisti di epoche a venire studieranno i compiti degli alunni odierni, rivedendo in alcuni errori le prime avvisaglie di fenomeni che, per loro, saranno parte della lingua corrente.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: