Il Superuovo

Gli dei hanno bisogno delle nostre preghiere? Rispondono Aristofane e Supernatural

Gli dei hanno bisogno delle nostre preghiere? Rispondono Aristofane e Supernatural

Che gli dei, di ogni tipo, gradiscano le preghiere dei fedeli è assodato. Ma ne hanno un vero e proprio bisogno? Aristofane nella commedia “Gli Uccelli” dà la sua risposta e anche la serie tv Supernatural tratta questo tema.

L’uomo si è sempre fatto domande sul mondo intorno a sé e sugli dei che crede lo governino. Oltre alla loro natura, si è anche interrogato, più o meno seriamente, sui loro bisogni e sul rapporto con i fedeli. Aristotele dà un’immagine dissacrante delle divinità olimpiche, ma che è stata ricalcata in parte dalla serie tv Supernatural.

Negli Uccelli una città tra le nuvole affama gli dei

La commedia, rappresentata per la prima volta nel 414 a.C., racconta le vicende di due Ateniesi, Pisetero ed Evelpide, alla ricerca di un luogo dove vivere in pace e allontanarsi dai loro abietti concittadini. Per trovarlo chiedo informazioni a Upupa, in passato Tereo re di Tracia, che grazie alla sua natura viaggiatrice conosceva ogni angolo della terra. L’uccello però è costretto a deluderli, rivelando loro che non esiste un luogo del genere. I due, allora, decidono di fondarlo, a mezz’aria. Nasce così Nephelokokkygìa. In questa città, secondo i piani dei fondatori, sarebbero vissuti coloro che cercavano pace e tranquillità insieme agli uccelli, che avevano elaborato un piano per riavere il loro potere, in tempi passato sottratto dagli dei. Trovandosi a metà tra gli uomini e gli dei, è in grado di intercettare i fumi delle libagioni che i fedeli fanno agli dei. Questo garantisce una forte forma di ricatto agli uccelli, che possono affamare gli dei finchè non cederanno alle loro richieste. È effettivamente quello che accadrà, perché a Nephelokokkygìa, si recherà un’ambasceria divina, formata da Eracle, Poseidone e un dio Triballo. Gli effetti comici sono soprattutto in questa parte, dove si vede la disperazione degli dei e la loro necessità di scendere a patti con i ricattatori. Vediamo qui delle divinità che hanno un reale bisogno delle offerte degli uomini, più che delle loro preghiere, e sono disposti a tutto pur di riottenerle, persino cedere il loro potere regale.

Gli dei hanno bisogno delle preghiere

In Supernatural i protagonisti lottano contro dei, non più così divini

Supernatural è una delle serie più longeve della televisione, ed è recentemente arrivata alla quindicesima stagione. Il filo rosso che lega i più di trecento episodi è la lotta di due fratelli, Sam e Dean Winchester, contro il sovrannaturale. Non mancano i classici vampiri, lupi mannari e fantasmi, ma qua e là vengono inserite antiche divinità pagane, ormai dimenticate. È opportuno citare l’episodio speciale di Natale “A very Supernatural Christmas” in cui bene viene introdotta la concezione che si ha nella serie di questi culti dimenticati. Quando i fratelli arrivano in una piccola città nei giorni di Natale, sono colpiti da diverse sparizioni. Le loro indagini li porteranno a scoprire due divinità pagane, nei panni di adorabili vecchietti, che si introducevano nelle case per rapire le loro vittime. Quello che appare qui, ma che sarà comune a tutte le altre divinità che si incontreranno più avanti, è l’insoddisfazione di questi antichi dei, soppiantati dall’avvento del Cristianesimo che ha portato via i loro fedeli e le loro offerte. Non solo insoddisfazione, però. È implicito come, la mancanza di fede e di offerte continuative, abbia indebolito queste divinità, che non a caso soccomberanno nello scontro contro i Winchester. Ancora meglio questa debolezza e questa necessità di persone che credono in loro si nota nell’episodio “Il martello degli dei”. In un motel nel mezzo del nulla è riunita una decina di divinità pagane, che viene letteralmente annientata dalla comparsa del diavolo, Lucifero. A tal punto la serie mostra la disparità di forze tra una creatura la cui fede di appartenenza è salda e i nostalgici dei pagani, ormai dimenticati. La conclusione è semplice: quegli dei avevano davvero bisogno delle preghiere.

Offerte e fede, questo manca agli dei

Sia negli Uccelli, sia nella serie Supernatural, appare come gli dei abbiano effettivamente bisogno dei mortali. Se la situazione messa in scena da Aristofane si limita a essere poco più di una presa in giro e di un siparietto dissacrante, dipingendo gli dei come ingordi e succubi dei bisogni umani, nella serie dei fratelli Winchester la riflessione si spinge su un piano più profondo. Un dio, chiunque egli sia, per avere forza e autorevolezza ha bisogno, più che delle offerte, della fede e delle preghiere, per non essere dimenticato. Se crolla il culto a cui appartiene, dovrà vivere di espedienti o innovarsi, in una sorta di selezione naturale delle divinità.

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