Gli Dei del cielo in diverse culture indoeuropee: quanti e quali sono?

Zeus, Odino e Giove sono alcuni degli dei celesti più conosciuti. Per quanto distanti tra loro, sono tutti riflesso di un’antica tradizione indoeuropea che vuole che il dio più importante abbia un legame con il cielo.

La comparazione linguistica ha permesso di identificare un’origine comune degli dei celesti antichi, riconducibili a una radice indoeuropea *dieu- che rimanda all’idea dello splendere. Entità tra loro distantissime, possono così essere ricondotte alla comune cultura indoeuropea.

Zeus

Zeus è il dio della tempesta della mitologia greca, re degli dei, figlio di Crono e garante della giustizia in terra. La sua arma prediletta è la folgore, nonché la più letale tra quelle in possesso delle divinità. Abita il monte Olimpo insieme agli altri undici dei, chiamati proprio per questo, Olimpi. Il suo nome può essere ricondotto alla radice indoeuropea ricostruita *dieu- che indica lo splendore del cielo. Alle origini antichissime del nome di questa divinità, possiamo quindi supporre che fosse identificato con il cielo o che comunque avesse un forte rapporto con esso. Col passare del tempo questo legame si indebolisce e a Zeus vengono affidati caratteri più tipici del dio della tempesta, come la folgore e una connessione con temporali, tuoni e fulmini. Anche la sua manifestazione latina, Giove, risente a livello etimologico di una connessione con la già citata radice.

Odino

Reso sicuramente noto ai più dai film Marvel su suo figlio Thor, Odino è la divinità suprema del pantheon norreno, dio della magia e della guerra, padre di molti dei e saggio reggitore dell’universo. Buona parte dei miti norreni ci sono conservati dall’Edda di Snorri Sturluson, un’opera in prosa che, oltre a spiegare la poetica norrena, racconta anche moltissimi miti di questa cultura. La figura tradizionale di Odino brandisce la lancia Gungnir, possiede due corvi Huginn e Muninn, pensiero e memoria e cavalca il destriero Sleipnir, che gli consente di spostarsi a suo piacimento tra i nove mondi. Il legame con il dio del cielo indoeuropeo appare labile sulle prima, ma se si considera l’epiteto Vera-Tyr si ritrova un nesso, in quanto Tyr attraverso diversi mutamenti è un derivato dalla radice *deiuò- che significa “celeste” connessa chiaramente al cielo.

Dyaus Pita

Dyaus Pita è il dio del cielo nella mitologia vedica, ossia dell’antica India. Le più antiche nozioni di questa materia ci giungono dal Rigveda, la più antica raccolta di inni e testi religiosi in lingua sanscrita. Dyaus è il cielo, un’entità primordiale, che ha come simbolo il toro, marito della terra. Proprio la sua separazione da quest’ultima garantirà la creazione del mondo. Separare Cielo e Terra è infatti un atto cosmogonico universale, attestato anche in culture non indoeuropee, come attestato dal mito egizio della separazione di Geb e Nut. Attributi tipici del cielo vedico sono la grandezza e l’essere padre, condivisi anche con lo Zeus greco. Dyaus è la figura mitologica in cui maggiormente si vede l’origine etimologica dalla radice indoeuropea *dieu- ed è anche quella in cui la sua valenza originaria di dio del cielo si è mantenuta.

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