Giornata modiale dell’orgasmo: l’amore libero in Reich e Marcuse

Allevia i dolori, rafforza i muscoli, rende efficace il nostro sistema immunitario e fa passare perfino il mal di testa: l’orgasmo, insomma, sembra essere uno dei rimedi più utilizzati per alleviare lo stress, aumentare il benessere e, quindi, essere più felici. Oltre a produrre una serie di benefici fisici e mentali, l’orgasmo viene spesso utilizzato come veicolo di pace, come nel caso del Global Orgasm Day: una giornata (oltre a quella più conosciuta del 31 luglio) interamente dedicata al piacere. Ciò che si festeggia oggi, in tutto il mondo, è un vero e proprio invito alla pace, un appello, nel vero senso della parola, a “fare l’amore e non la guerra”. Ad inventarla è stata una coppia di attivisti di San Francisco, Donna Sheehan e Pau Reffel, i quali hanno fatto di questa giornata un monito contro i conflitti e un’opposizione alla guerra, sensibilizzando l’opinione pubblica su un tema così rilevante. Oltre a tutto ciò l’orgasmo ha assunto nel tempo un’importante valenza filosofica e sociologica, diventando un argomento di discussione affrontato da moltissimi intellettuali: da Freud ad Anne Koedt, da Marcuse a Reich. L’importanza del piacere fisico, delle passioni e degli istinti sessuali dell’uomo sono solo alcuni tra gli elementi fondamentali alla base dei rapporti sociali. Affrontare il tema della sessualità significa, infatti, esplorare il comportamento degli individui in relazione tra di loro e cercare di interpretare tutte quelle implicazioni del conflitto tra ciò che è personale e ciò che è pubblico, nel nostro caso tra sessualità e civiltà.

Wilhelm Reich e la teoria dell’orgone

Orgone” è il termine dato dal medico e psicanalista austriaco Wilhelm Reich a quell’energia vitale che l’uomo produce attraverso l’atto sessuale (il termine infatti deriverebbe dall’inglese “orgasm”). La potenza di tale atto risiederebbe, secondo Reich, nella capacità dell’organismo di partecipare a una dinamica di tensione-scarica-distensione, eccitazione e vitalità, che provoca all’interno dell’uomo un flusso di energia sessuale necessaria per preservare le funzioni biologiche dell’organismo. Reich, infatti, era convinto che liberare l’energia inibita fosse il punto di partenza per evitare stati di insoddisfazione e prevenire traumi psicologici: “Requisito fondamentale per una buona salute psicofisica è la potenza orgastica.” Ciò che inibisce l’energia sessuale, secondo Reich, risiede proprio in quel conflitto tra sessualità e civiltà di cui parlavamo all’inizio. La questione sociale, infatti, influenza direttamente le modalità attraverso cui l’uomo vive le proprie pulsioni istintive: “pulsioni sorte in seguito alle repressioni della vita naturale e che contraddicono la sessualità naturale”.

“La salute psichica dipende dalla potenza orgastica, cioè dalla capacità di abbandono. Essa si basa sull’atteggiamento caratteriale non nevrotico della capacità di amare. Nel caso di impotenza orgastica, di cui soffre la stragrande maggioranza degli esseri umani, si verificano ingorghi di energia biologica che divengono fonte di azioni irrazionali. La guarigione dei disturbi psichici esige in primo luogo che venga ristabilita la naturale capacità di amare”. (Wilhelm Reich)

L’espressione libera delle proprie emozioni e dell’eccitazione durante l’orgasmo era identificata da Reich come il più puro e libero movimento energetico . Mentre la repressione sessuale provoca un arresto dell’energia che coinvolge e blocca tutto l’organismo, l’orgasmo percorre il corpo e scorre grazie ad una completa capacità di abbandono che ha la forza di demolire quegli irrigidimenti caratteriali e muscolari, altrimenti provocati, che Reich chiama “armature”.

Marcuse e l’amore libero

Un altro contributo in questa direzione proviene dalle riflessioni del filosofo tedesco Marcuse, il quale rivaluta l’importanza della pulsione sessuale inserita nel contesto e nella società a lui contemporanei. Ciò che Marcuse aveva notato è che la sessualità è generatrice di istinti naturali che, tuttavia, vengono repressi sotto il controllo di un sistema sociale autoritario. Una comunità che, in questo senso, ha portato l’uomo a indirizzare tutte le proprie energie verso il lavoro e che così facendo è arrivata a negare il principio stesso del piacere. Tutto ciò ha provocato un deterioramento del concetto più ampio e sublime della sessualità: Marcuse sostiene, in primo luogo, l’utopia per cui la civiltà deve essere fondata sulla libertà degli istinti sessuali. Il filosofo crede nel riscatto dell’energia istintiva dell’uomo e nella sua liberazione dagli obblighi della società in cui è inserito.

Codesta liberazione di sessualità libera gli impulsi istintuali da gran parte dell’infelicità e dello scontento che riflettono il potere repressivo dell’universo di soddisfazione stabilita.”

L’istinto sessuale, per Marcuse, ha una potenza tale da superare i contrasti tra le passioni e la ragione, conciliando la sfera personale e privata con quella comunitaria. L’amore è dunque inteso come sinergia tra contrasti che contribuisce a consentire lo sviluppo nell’uomo di una sessualità libera e non repressa.

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