Giorgia Meloni si infuria in Parlamento: che ne è della tensione platonica verso il bene comune?

Ciò che ha affermato Giorgia Meloni nei confronti del governo “Conte” ha messo in luce una coppia categoriale fondamentale: il potere personale e il bene comune. Che abbia ragione o meno, in uno stato di emergenza come quello attuale emergono inevitabilmente problematiche di carattere filosofico. 

Fonte “neXt quotidiano”, luglio 29, 2020.

Senza cadere in luoghi comuni, l’Unione Europea durante il COVID-19 si è rivelata tutt’altro che unita. Un esempio? Quando il problema sembrava essere “solo” italiano, gli interventi vennero inviati da parte dei russi, dei cinesi e dei cubani (tralasciando qualsiasi interesse economico). Passando alla realtà italiana, purtroppo o per fortuna, si è evidenziata un’autogestione delle regioni a tutti gli effetti: una divisione nella divisione. Inoltre, come se non bastasse, in questo terribile momento si è preferito alzare le bandiere rosse e le bandiere verdi e dipendere per l’ennesima volta dai richiami delle ideologie sfociando, a sinistra, in una “furia immigrazionista” e, a destra, in una necessità imperante di “ritornare alla routine lavorativa”, come se 34mila decessi fossero passati quasi inosservati. Se Ghandi potesse intervenire, accuserebbe entrambe le parti di peccare di satanismo, in quanto la sfera etica è stata messa da parte. In questo momento più che mai, la democrazia in Italia è “satanica” e, in qualche modo, questo è ciò che ha evidenziato la politica Meloni, scaldandosi non poco!

Fonte: “Enciclopedia Apologetica: Platone (apologetica filosofica)”, “Il Cammino dei Tre Sentieri”

Che fine ha fatto il bene comune?

“Lo stato di emergenza vi serve per consolidare il governo ed il potere facendo quello che volete senza regole e senza controlli”, afferma Giorgia Meloni. Ci si può tranquillamente collegare a “La Repubblica” di Platone: è un testo fondamentale poiché enuclea alcuni concetti fondamentali finalizzati a delineare la società moralmente giusta. In queste ultime settimane, sembra che il governo italiano stia seguendo a occhi chiusi la posizione di Trasimaco in merito al potere: “Il giusto è l’utile del più forte“… con un’aggiunta: “Il giusto è l’utile per garantire la poltrona”. In questo momento storico il bene comune non è tanto una tensione alla felicità collettiva, quanto l’unione collettiva al fine di preservare la salute del singolo, in attesa del tanto desiderato vaccino. In questo caso, ha ragione la Meloni a criticare le decisioni prese in merito all’immigrazione. Mesi di sacrifici per poi fingere che l’emergenza sia finita aprendo i porti senza metodologia, così da permettere che la stabilità raggiunta contro il virus venisse compromessa. Tuttavia, bisogna anche guardare prima nel piatto dove si mangia: le discoteche, per citare un esempio, sono focolai a tutti gli effetti e le fazioni della destra imprenditoriale, soprattutto, chiudono un occhio (il mondo delle discoteche garantiscono lavoro a mezzo milione di persone). Se il bene comune è la salute dei cittadini, che soluzioni si stanno mettendo in atto per preservarla?

Furia sovranista, ma scarsa fantasia

Quest’espressione accompagna il discorso di Gad Lerner contro la leader di “Fratelli d’Italia”. Facciamo chiarezza al fine di non cadere in equivoci: gli immigranti devono categoricamente essere aiutati, anzi, salvati. Le politiche che marciano sull’espressione “aiutiamoli a casa loro” sono sempre state egoistiche e disumane. Li volete salvare lasciandoli nei campi di concentramento libici? Se questa è la migliore soluzione rassegnamoci: siamo destinati a fallire come società libera e democratica. Però, in questo luogo, la questione è legata ad una pandemia globale in corso e bisogna affidarci alla scienza e, ahimè, ai numeri: 25000 sbarchi negli ultimi sette mesi (si dice) vuol dire 25000 potenziali positivi (asintomatici o meno) al virus. Che vuol dire? Vuol dire rischiare di infrangere l’equilibrio raggiunto. Inoltre, per perseguire il bene comune, bisogna rispettare le regole. Riguardo a ciò, il mondo germanico è nettamente superiore, in quanto “Regeln sind Regeln”! Inutile affermare di volere ricominciare a vivere quando migliaia di italiani, al supermercato, non coprono il naso con la mascherina. Inutile affermare ciò quando l’affluenza sulle spiagge italiane sembra essere quasi raddoppiata (si vedano le ultime notizie riguardo a Jesolo su “VeneziaToday”). Detto con dispiacere, è inutile affermare ciò quando le caserme sovraffollate di immigranti risultano essere bombe dal punto di vista virale (si veda l’esempio della caserma “Serena” a Treviso, con circa 130 nuovi positivi che, giustamente, escono dalle quattro mura… però rischiano di contagiare).

Non c’è niente da ridere

“Non  c’è niente da ridere!” urlò Giorgia Meloni contro il premier, suscitando scalpore su ogni piattaforma sociale, tanto da essere diventata “meme” virale nelle ultime ore. Non è assolutamente distante dalla realtà e la questione del “Bene” è estremamente seria e necessaria. Dal punto di vista filosofico la tensione al bene comune è il cavallo di battaglia di ogni testualità di carattere etico e morale. Si vada in conclusione a darne una definizione. Dal punto di vista platonico, “il Bene è pari al Sole: come il sole con la sua luce dà visibilità alle cose, così il Bene dà intelligibilità alle idee, cioè rende possibile alle idee di essere capite; e come il sole con la luce dà capacità visiva all’occhio così il Bene dà intelligenza, capacità di capire all’anima“(Repubblica, VI 508 sgg.) L’Italia deve, soprattutto in questo momento storico, confrontarsi attivamente con la filosofia. Intelligenza, capacità di vedere e di capire sono attributi che mancano nei governatori attuali, i quali ultimamente sembrano davvero sfruttare le problematiche annesse alla pandemia per mantenere il potere e, immancabilmente, la poltrona… l’augurio finale è sempre quello di sperare di sbagliarsi.

 

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