Game of Thrones: fra fantasia e realtà

È ricominciata. Tiene tutti i suoi fan incollati allo schermo per episodi dalla durata di circa un’ora…se vi state chiedendo ancora di quale serie tv si tratti, non temete, potrete recuperare tutte le stagioni di Game of Thrones con una maratona pasquale. La serie, che ha permesso all’emittente HBO di realizzare cospicui incassi, si protrarrà per un’ultima stagione. Il numero di episodi è diminuito, saranno 6. Si tratterà di un rush finale breve ma intenso (si spera). La natura fantastica del gioiellino televisivo dell’HBO sembra intrecciarsi più e più volte con sviluppi storici reali. È il caso, ad esempio, del re Carlo VI d’Inghilterra, che corrisponderebbe, nella serie, al re folle Aerys Targeryan II. Fra le numerose curiosità è possibile riscontrare una simpatica analogia fra l’arma magica “altofuoco”, così chiamata in GoT (Game of Thrones), e il fuoco greco, una miscela di origine bizantina.

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L’altofuoco in GoT

Partendo da GoT, l’altofuoco è utilizzato alla fine della seconda stagione, precisamente nella nona puntata, dalla casata dei Lannister. Per quanto riguarda la sua produzione, questa è affidata alla Gilda degli Alchimisti, guidata dal Gran Maestro, che custodisce gelosamente la preziosa ricetta. L’altofuoco, chiamato anche “la sostanza”, è una fiamma molto difficile da estinguere e capace di bruciare ogni tipo di materiale. Una volta in azione, la sostanza è capace di bruciare ininterrottamente per più ore. Altra particolare caratteristica è quella di poter bruciare anche galleggiando sull’acqua, come succede nella famosa battaglia delle Acque Nere. Il già menzionato Re folle, amava l’altofuoco e le sue fiamme verdi, con le quali avrebbe incendiato il suo regno, se non fosse stato fermato. L’ultima apparizione della miscela avviene nella sesta stagione, ma non è escluso che possa essere utilizzata anche nella nuova.

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Il fuoco greco bizantino

In molti, in prima battuta, avevano paragonato l’altofuoco al napalm, un’emulsione altamente infiammabile inventata durante la seconda guerra mondiale. Questa ipotesi è stata però scartata successivamente, poiché era difficile spiegare un riferimento del genere all’interno di un contesto che, seppur in maniera fantastica, si ispira a delle ambientazioni medioevali. Una sostanza che si avvicina largamente, a partire dal suo utilizzo, a “la sostanza”, è il fuoco greco, la cui invenzione risale verso la fine del VII secolo. A quanto pare, questa miscela conteneva salnitro, pece, nafta, zolfo e calce viva. Proprio per via di quest’ultima, il fuoco greco non poteva essere estinto con l’acqua, che, anzi, ne rafforzava l’impeto distruttivo. Secondo lo storico bizantino Marco Greco, vissuto però nel XII secolo, l’unico modo per spegnerlo era attraverso l’uso di urina, aceto o sabbia.

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Proprio come in Game of Thrones la Gilda degli Alchimisti custodiva la ricetta dell’altofuoco, così l’imperatore e alcuni artigiani custodivano quella del fuoco greco. I bizantini lo utilizzarono, in particolar modo, durante il secondo assedio di Costantinopoli del 717 d.C, contro gli arabi, le cui navi di legno finirono per essere carbonizzate. Sembra difficile credere, a questo punto, che l’analogia fra i due fuochi sia frutto di una semplice coincidenza…voi che dite?

Mattia Vitale

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