Game of Thrones e la storia antica si incontrano. Grecia e Roma nel racconto di Martin

 

Game of Thrones pullula di riferimenti alla storia antica. Scopriamone alcuni insieme.

Un’immagine di Grande Inverno, una delle tante città dall’aspetto medievale nel mondo di Martin. (Fonte Watchers on the wall)

George R.R. Martin grazie alle Cronache del ghiaccio e del fuoco (la saga da cui viene la serie tv Game of Thrones) ha catapultato i lettori di tutto il pianeta a Westeros. Ma nonostante l’ambientazione medievale sono molti i richiami alla storia antica.

Il mondo di Martin si ispira a un’Europa medievale.

Partiamo da un’inquadratura generale. Il lettore che si affaccia per la prima volta all’opera di Martin si troverà catapultato in un’atmosfera feudale. Tra castelli, giostre, feudatari in lite tra loro, compagnie mercenarie e un terribile tenore di vita per i servi della gleba, appare chiaro come il modello di riferimento prediletto dallo scrittore sia l’Europa altomedievale. Westeros è un regno retto da un solo re, che siede sull’ormai celeberrimo trono di spade, ma di fatto deve il suo potere e la sua autorità alla fedeltà dei propri vassalli, secondo lo schema che ben si impara fin dalle elementari: una piramide discendente, dove in cima c’è il sovrano e poi scendendo troviamo vassalli, valvassini e valvassori. Non solo la struttura del potere è coerente con quanto insegna la storia, ma anche l’organizzazione militare, che predilige la leva di comuni sudditi per mettere insieme forze consistenti, rispetto al mantenere grandi eserciti regolari; anche molti altri dettagli sono ben curati da Martin, dall’edilizia all’agricoltura, dai progressi tecnologici alle forme di amministrazione della giustizia. Dando uno sguardo ad Est, ad Essos in particolare, il lettore troverà un mondo diverso, ma sempre coerente con quanto atteso per il periodo storico. Questo secondo continente appare molto vicino al Medioriente medievale e all’Africa del Nord, con grandi città che fioriscono nelle zone meno aride e una fiorente tratta degli schiavi che genera ricchezza per quei territori.

Un’immagine della Barriera. (Fonte Game of Thrones wiki- Fandom)

Game of Thrones e i riferimenti alla storia antica

Di fronte a così tanto medioevo può sembrare fuori luogo trovare collegamenti con la storia antica, ma nei fatti Martin si ispira molto al periodo greco-romano per i grandi eventi che sconvolgono il suo mondo. Un esempio lampante è la confraternita dei Guardiani della Notte, custodi della barriera, l’immensa fortificazione che protegge i regni degli uomini dalle popolazioni e dalle creature dell’estremo Nord. Dando un’occhiata rapida ad una cartina di Westeros e subito dopo a una dell’Inghilterra si noterà una grande somiglianza. Se poi la carte dell’Inghilterra risale al II secolo d.C. allora risulterà immediato associare la Barriera al Vallo di Adriano, la fortificazione eretta per ordine dell’imperatore omonimo al fine di proteggere i territori romani dagli attacchi dei Pitti. La guarnigione che difendeva il vallo non fece altro che indebolirsi col tempo, proprio come la confraternita dei Guardiani della Notte, un tempo gloriosa, ma ormai decaduta a poche centinaia di uomini ai tempi del racconto. Se ci immergiamo nella lettura appare però evidente il netto parallelismo tra i Guardiani della Notte e i 300 Spartani e gli altri pochi Greci che lottarono alle Termopili contro uno smisurato esercito persiano, proprio come i Guardiani difendono la barriera da un gigantesco esercito di Bruti, giganti e mammut. Parlando di Bruti si può citare come la loro calata verso il Sud sia molto simile alle invasioni barbariche che hanno tormentato l’impero romano a partire dal III secolo d.C. Non solo questi abitanti dell’estremo Nord ricordano nelle fattezze, nelle usanze e nei modi le tribù che anno dopo anno si infiltrarono sempre più nelle terre di Roma, ma hanno anche le stesse motivazioni: in primis la ricerca di terre più fertili e meno aspre, dove stanziarsi e godere di un clima più mite, ma soprattutto molte di queste calate barbariche erano causate dalla paura e dalla necessità di allontanarsi il più possibile da un grande pericolo. Nell’opera di Martin la causa della paura sono gli Estranei, creature di ghiaccio che hanno come unico scopo l’estinzione della razza umana e il raggiungimento di un infinito inverno; i barbari europei del II e del III secolo invece sono spinti oltre il limes romano da tribù nomadi provenienti dall’Est Europa e in parte dall’Asia, come gli Unni. Un altro evento di enormi proporzioni per la saga, la guerra dei cinque re, può aver tratto ispirazione da un momento molto particolare della storia romana. Stiamo parlando dell’anno dei quattro imperatori, il 69 d.C. In quest’anno, successivamente alla morte di Nerone si succedettero ben quattro imperatori: Galba, nominato dai pretoriani e dal senato, Otone, nominato dal senato alla morte di Galba, Vitellio, acclamato dalle legioni del Reno e infine Vespasiano, sostenuto dalle legioni orientali. Il casus belli è lo stesso in entrambe le situazioni: la morte del sovrano in carica senza una chiara ed incontestabile linea di successione. Nel caso romano il caos scoppiò per le trame di corte, che portarono Nerone al suicidio e alla sua damnatio memoriae, mentre a Westeros per l’insinuazione che i figli del re non fossero legittimi. In entrambe le situazioni però notiamo come la componente militare abbia avuto un peso preponderante nella scelta di un nuovo regnante e si siano contrapposti schieramenti più o meno legittimati dalla successione secondo la legge del tempo, anzi molto spesso con pretese solo e unicamente basate sulla propria consapevolezza militare.

 

DETTAGLI E SOTTIGLIEZZE

Oltre ai grandi eventi che hanno modificato le due storie, dentro al mondo di Westeros possiamo trovare anche piccoli dettagli che richiamano a particolari della storia antica. Uno tra tutti è la tragica fine che fa Viserys Targaryen, discendente in esilio di un’antica casata regnante. Recatosi nel continente orientale in cerca di un esercito con cui potesse riottenere il trono viene punito per la sua arroganza con la massima pena: il capo Dothraki su cui riponeva le sue speranze per l’invasione di Westeros lo condanna a morte versandogli in testa una corona d’oro fuso pochi istanti prima, causandogli una morte tra atroci sofferenze. È un chiaro parallelo con la morte e lo sfregio verso Marco Licinio Crasso, sfigurato dai Parti a cui aveva mosso guerra, con dell’oro fuso, uno scherno verso la sua proverbiale ricchezza. È bene notare anche la somiglianza tra Parti e Dothraki, entrambi i popoli infatti fanno del combattimento a cavallo il loro punto di forza e vivono a Oriente rispetto al civilizzato luogo di origine dei loro malcapitati nemici. Un’altra componente del mondo di Martin che prende spunto dalla storia di Roma è la guardia cittadina di Approdo del re, la capitale del regno. È molto semplice trovare un parallelismo tra questo corpo militare e quello dei pretoriani a Roma. Entrambi avevano il compito di proteggere il regnante e garantire l’ordine in città, ma sotto il giusto compenso hanno dimostrato più volte di non farsi scrupoli a modificare la propria lealtà e di essere così in grado di cambiare le sorti dello stato a discapito del malcapitato di turno che andava contro i loro interessi. Per conferme chiedere a Ned Stark o a un imperatore della lunga lista che recita “assassinati dai Pretoriani”.

 

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