Uno dei personaggi chiave per la storia della scienza è senza dubbio Galileo Galilei. Fondamentale fu la sua ribellione nei confronti dell’autorità ecclesiastica per promuovere il metodo scientifico e soprattutto il sistema eliocentrico. Il ritrovamento di una sua lettera che si credeva perduta potrebbe finalmente dare informazioni sulla diatriba tra lui e l’Inquisizione.

Composta da 7 pagine è la lettera ritrovata il 2 agosto nella biblioteca della Royal Society di Londra. Lettera che costò l’accusa di eresia al suo autore Galileo Galilei ma che potrà finalmente fornire maggiori informazioni sulla diatriba tra lui e la chiesa. I toni usati dallo scienziato erano davvero così aspri e duri come sostenuto dall’Inquisizione? Il documento è stato ritrovato e studiato da Salvatore Ricciardo e Franco Giudice dell’Università di Bergamo insieme a Michele Camerota, dell’Università di Cagliari. I tre studiosi hanno analizzato e descritto la lettera in un articolo che sarà pubblicato a breve sulla rivista Notes and Records, della Royal Society.

Galileo
The original letter in which Galileo argued against the doctrine of the Roman Catholic Church has been rediscovered in London.
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Il contenuto della lettera perduta di Galileo

Galileo scrisse queste sette pagine ad un amico al quale spiegava la sua teoria eliocentrica, in contrasto con l’allora attuale teoria geocentrica sostenuta dalla Chiesa. Di questa lettera ne esistono diverse copie e due versioni diverse, una delle quali, inviata il 7 febbraio 1615 all’Inquisizione, si trova negli Archivi Vaticani. Il ritrovamento della lettera originale potrà quindi rispondere alla domanda precedente: Galileo ha davvero usato toni duri e aspri? Quello che è certo è che la teoria dello scienziato gli è costata un’accusa di eresia e l’abiura.

La ribellione alle autorità

La vicenda di Galileo è un esempio lampante della capacità dell’essere umano di ribellarsi alle autorità e alle imposizioni di idee (nel caso in esame) sbagliate. Nonostante l’obbligo ad abiurare, lo scienziato non rinunciò mai alla sua teoria. Questa voglia di ribellarsi è un comportamento insito nell’uomo che dipende dalla costituzione della massa cerebrale dell’individuo.

Localizzazione dell’amigdala. Credit: it.wikipedia.org

In modo particolare gioca un ruolo fondamentale l’amigdala influenzando l’aspetto emotivo della vicenda. Questa struttura di materia grigia, fa parte del sistema limbico ed è responsabile dell’aspetto emotivo legato a ciascun avvenimento, in modo particolare la paura. L’amigdala risponde agli stimoli ricevuti tramite gli organi di senso, i quali passano prima attraverso il talamo, sede del ricordo. In risposta a questi stimoli, l’amigdala è in grado di sintetizzare ormoni quali adrenalina, noradrenalina e dopamina mobilitando il sistema cardiovascolare, i muscoli e l’intestino. L’individuo si trova così di fronte ad un dubbio: combattere o fuggire?

Ed è ciò che ha fatto Galileo: ha scelto di combattere per la propria idea. Pur essendo costretto all’abiura non ha mai rinunciato alle sue idee in quanto convinto della loro correttezza, inaugurando così il metodo che ancora oggi ci consente di spiegare ciò che ci circonda.

Michele Sciamanna