Il Superuovo

Furto a Pompei: Antonio Cederna ci ricorda l’importanza del nostro patrimonio culturale

Furto a Pompei: Antonio Cederna ci ricorda l’importanza del nostro patrimonio culturale

La realtà dei beni culturali, tra infinita bellezza e infelice depravazione.

Fonte: https://altreconomia.it/cederna/

Ieri 6 ottobre Ansa.it riporta la triste notizia di un nuovo colpo avvenuto nel Parco Archeologico di Pompei, piaga che affligge l’intero patrimonio culturale italiano e battaglia combattuta dall’allora presidente dell’associazione “Italia Nostra”, Antonio Cederna.

La scoperta del furto

Il 4 ottobre scorso il personale della Soprintendenza del Parco Archeologico, ha scoperto la mancanza di un chiusino in marmo dalla circonferenza di 20 cm, rimosso dalla Domus di Sirico e databile al I secolo a.C. Le prime ricostruzioni fanno pensare che l’atto illecito sia avvenuto tra il 30 settembre e Lunedì 4 ottobre, ma sono tuttora in corso le dovute verifiche di videosorveglianza per ricostruire come siano andate le cose e chi sia il colpevole. La Domus dell’accaduto era regolarmente aperta al pubblico, in cui sono attualmente in corso degli interventi di manutenzione che vedono lo stesso chiusino come oggetto della messa in sicurezza. Solo nelle prossime settimane riusciremo a scoprire cosa realmente sia successo, con la speranza che il reperto possa essere riportato al suo luogo di origine.

Fonte:https://www.quotidiano.net/napoli/furti-a-pompei-sparito-un-reperto-dalla-domus-di-sirico-aperte-le-indagini-1.6886408

“Pompei non smette di stupire”, una storia di furti e scoperte

Il caso di Pompei può essere visto come un pendolo che oscilla tra nuovi fantastici ritrovamenti e una serie di tristi atti illeciti che vanno a danneggiare quel patrimonio storico che tutto il mondo ci invidia. La citazione del titolo di questo paragrafo è del Ministro della Cultura Dario Franceschini, in vista di una delle ultime scoperte avvenute a Pompei nell’agosto scorso. Durante gli scavi presso la necropoli di Porta Sarno, è stata ritrovata una tomba monumentale, risalente agli ultimi decenni di vita della città, con tanto di resti umani mummificati.Si tratta di Marcus Venerius Secundio, uno schiavo pubblico e custode del tempio di Venere, che una volta liberato aveva raggiunto un certo status sociale ed economico, come testimoniato dalla sua tomba. E come dimenticare lo scalpore mediatico del ritrovamento nel dicembre 2020 di un vero e proprio fast food ante litteram. In gergo viene chiamato termopolio, per intendersi una tavola calda in cui era possibile consumare pasti completi, conservati in giare incassate nel bancone in muratura, riccamente decorato con scene mitologiche e di nature morte.

Tuttavia, uno dei furti più clamorosi è accaduto nella notte tra il 20 e il 21 ottobre 1975, dei ladri su commissione entrarono nel Antiquarium, museo che ospita i reperti provenienti dall’antica città romana. Le refurtiva ammontava a tredici monete d’oro, trecento monete d’argento, quaranta tra spille, collane e orecchini per un valore complessivo di 30 miliardi delle vecchie lire. Un colpo che condannò il museo alla chiusura per mezzo secolo, vedendo le proprie porte riaprire solamente il 25 gennaio 2021. Le parole di Franceschini in casi come questi, e in luce di quanto successo di recente, non possono che assumere un significato ambivalente sia in senso positivo che negativo, “Pompei non smette di stupire”.

Fonte:http://www.arte.it/notizie/napoli/l-ultima-meraviglia-di-pompei-riemerge-per-intero-il-fast-food-della-regio-v-17887

Antonio Cederna e la tutela del patrimonio culturale

Cederna (1921-1996) è stato un giornalista e dal 1980 presidente dell’associazione “Italia Nostra”, vicina alla tutela e alla promozione del patrimonio storico, artistico e naturale del nostro paese. Da sempre attento a temi di questo tipo, si è battuto a suon di macchina da scrivere tramite campagne di stampa che riuscissero a sensibilizzare l’opinione pubblica. Facendo sua questa problematica, denunciò apertamente i furti e gli scempi dettati dalle attività speculative ai danni dei beni culturali, specialmente dell’Appia antica, filo rosso della sua carriera a cui dedicò ben 140 articoli.

Non mancò di concedere tempo al caso di Pompei, in particolare nella seconda metà degli anni ‘70. Con parole dure descrive la situazione del Parco Archeologico, alla luce del famoso furto del ‘75 e di altri successivi, che seppur di minor valore, rappresentano una grave mancanza in termini di tutela. “Siamo all’anno zero”, così il giornalista in un articolo uscito sul “Corriere della sera” l’11 giugno 1978, giudica l’attenzione italiana al suo inestimabile patrimonio storico. Il 15 marzo dello stesso anno, sulla medesima testata giornalistica, Cederna riporta il seguente titolo “In diecimila fotografie la Pompei da salvare”. Una colossale opera di documentazione per un catalogo quantitativo e qualitativo, per ovviare anche ai più piccoli furti che andavano facendosi sempre più abituali. A questo va aggiunto un metodico lavoro di recupero e restauro paradossalmente permesso dal furto del ‘75, tappa di svolta per la legislazione dei beni culturali con la promulgazione della prima Legge Speciale per Pompei, finanziata con 3 miliardi per la tutela del Parco Archeologico.

Oggi si sono sicuramente fatti dei passi avanti in merito, ma è certo vero che molto c’è ancora da fare, basti ricordare che nonostante il nostro paese detieni il record di 58 siti UNESCO, spende solo il 2,9 per mille in cultura, contro il 4 per mille della media europea, attestandosi al 23° posto su 28. Un risultato che lascia dell’amaro in bocca, è necessaria una nuova sensibilizzazione pubblica, è necessario un nuovo Cederna.

Fonte:http://www.archiviocederna.it/pdf//articoli/654/00654_05_001.pdf

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