Il Superuovo

Il senso dei colori: riscopriamo “La La Land” con il cerchio cromatico

Ciò che si vede in un film è la storia, ciò che lo compone è il sottile legame tra energie in cui i colori possono accompagnare, svelare o raccontare una trama.

 Il famoso film del 2016 svela il legame che si instaura tra due giovani, Mia e Sebastian. Lei, con il sogno di diventare una famosa attrice, lui, con quello di aprire un pub in cui far riscoprire alle persone il Jazz. Tra incontri e scontri, le due vite si legano e slegano su quel filo che sarà, forse, l’intreccio più significativo di ambedue le vite.

I contrasti tra caldi e freddi oscillano in ogni parte del racconto

La prima scena, in piena luce, è composta da macchie di colore che danzano tra una fila di auto colorate. Colori puri si muovono nella città inebriata dal possibile, infinite strade pronte per essere imboccate senza alcun protagonista si svelano ai nostri occhi. Ed è qui, nella Hollywood squillante invasa dai colori, che i due protagonisti si scambiano il loro primo sguardo. Ma sarà nella scena più nota del film, nella quale Mia danza con un abito giallo tra le braccia di Sebastian, che le loro vite si annoderanno indissolubilmente. Il giallo è un colore fragile, possiede il più alto grado di luminosità ma basta un contatto con il nero o con il bianco per spegnerlo. Ma ora l’alba li abbraccia in quella danza, il giallo è eccentrico e la saturazione alta. Neanche il nero della notte li può avere. Questo giallo ci apre al loro domani, è un’energia nuova pronta a rimanere viva di fronte ad ogni tipo di colore. Il nuovo “noi” che fino a poco prima era un “io” ci si rivela sgargiante e attivo. Ma nonostante l’abito, il Rosso e il Blu sono i colori dominanti, che accompagnano la trama e la figura di Mia, in tutte le sue dualità. Non solo il rosso può essere il sinonimo della sua ambizione e del successo, ma è il contrasto con il blu, colore sognante e notturno, a darci l’effetto caotico della sua anima. Mia aspira a diventare un’attrice e inevitabilmente si scontra con i suoi fallimenti. Il contrasto caldo-freddo ci racconta la voglia di crescere in un mondo ostile e rosso in opposizione alla purezza di un blu sognante. È lo scontro tra l’essere parte di un flusso e sentire nel silenzio la propria unicità. E se lei, nel suo percorso, oscilla tra passioni e contrasti, circondata da emozioni forti, spesso la palette di Sebastian è sporcata da nero o bianco, che tolgono lucentezza. Per lui il sogno è vivo nel compromesso, nella mescolanza. Rinuncia a vivere ora il suo sogno e attende, scegliendo di proporre musica che non ama, nell’attesa che il percorso si riveli pronto.

I contrasti complementari: nel cerchio il rosso vive nel punto opposto al verde

Dopo i vari incontri l’amicizia sboccia, volta a divenire qualcosa di più grande. Mia, sentendo musica jazz, posa il tovagliolo sul tavolo dove stava cenando con il suo attuale fidanzato e corre da Sebastian. Piena di conflitti e sogni si precipita al cinema dove si erano dati appuntamento. In queste scene scure, si stagliano i due colori complementari che ci trascinano nel pathos della situazione. Rosso e verde sporchi si esaltano vicendevolmente. La storia nasce. La saturazione è alta, tra sogni e speranze i due giovani attendono il loro futuro. Ma verde e rosso ricompaiono. Sedili vuoti e rossi giacciono sullo sfondo, la figura di Mia, abbracciata da un abito verde, si erge su di un palco. Nonostante lo sforzo di Mia, il suo monologo si rivela un fallimento. I contrasti complementari generano conflitto, si esaltano a vicenda, non c’è nessun protagonista, ma il solo scontro tra parti che insieme non sanno essere maestre. Sebastian arriva in ritardo allo spettacolo. Qualcosa si rompe tra loro. Mia torna a casa dai suoi, senza più ambizioni, ma l’ultima occasione le bussa alla porta. Sarà solo grazie a Sebastian, che la sprona a credere in se stessa, che lei riuscirà a fare un provino e poi partire per Parigi.

Il grado di purezza dei colori: la luce che le tinte hanno solo in assenza di nero

Dalla prima scena diurna, dove i colori erano composti da soli primari o dalla loro unione, la saturazione cala. I colori tendono a schierarsi in opposizioni e a sporcarsi nel corso del racconto, ad essere tagliati da luci che li contaminano e spengono. Hollywood, dopo il successo che Mia ha avuto a Parigi, è cosparsa dalle immagini del suo volto ma non è più la stessa città. Ora, di sera, un cielo grigio si specchia in una lunga colonna di auto nere, senza alcun colore. Mia indossa il nero, composto dall’assenza di luce. Insieme ad un uomo, il suo nuovo marito, si muove in un’atmosfera priva di saturazione. Per l’ultima volta, la musica la avvolge. Entra nel Seb’s pub, il locale che Sebastian era riuscito ad aprire. La nota musicale che lei gli aveva disegnato è sull’insegna, immortalata in un sogno blu nostalgico. Le loro strade si incontrano ancora, insieme ai sogni realizzati e ai colori insaturi. Stralci di una vita in cui i due avrebbero potuto stare insieme, tra volteggi di contrasti e colori, ci appaiono come fossero possibili. Finché il colore si annulla definitivamente nel bianco e nero. Tra la lucentezza assoluta senza alcuna sfumatura, e l’assenza di luce nel teatro delle ombre.

Le ultime palettes sporche nascondono tra le ombre le loro le energie

Ma il pub di Sebastian non è buio e la casa di Mia e del marito ha colori pastello. Nell’ultima scena sporcata dai neri del locale, non c’è che un tiepido contrasto simultaneo. Contrasto in cui i colori poco saturi si influenzano a vicenda.
Non più tensioni, non più complementari, non più caldi opposti a freddi. Una luce giallastra si incrocia con delle fredde luci a neon azzurre, il rosso purpureo si fa tenue. La musica è docile, i colori cauti, senza più conflitti. Le loro vite saranno legate per sempre anche senza convergere, in quella palette che rimanda a tutti i colori della trama senza più alcuna lucentezza, senza alcun rancore. L’eccentricità dei colori è morta, proprio in quanto distanti e spenti i colori non combattono più.
Si spogliano malinconici della loro lucentezza, e come Mia e Sebastian, si scambiano l’ultimo malinconico sorriso.

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