Fumo e dipendenza: Zeno Cosini avrebbe smesso di fumare se avesse usato la sigaretta elettronica?

La dipendenza dal fumo: da Zeno Cosini ai ragazzi di oggi, similitudini e differenze.

Negli ultimi anni il verbo “svapare” è diventato sempre più di uso comune, sia fra i giovani che i meno giovani, a causa della larga diffusione della sigaretta elettronica, che sembrava voler sostituire e rimpiazzare la tradizionale sigaretta di tabacco, anche se, come abbiamo potuto notare, la sua diffusione e vendita si è drasticamente ridotta negli ultimi anni. Molti, addirittura, la utilizzano come un’alternativa a quella tradizionale, alternandole, anziché rimpiazzare la tradizionale.

Il fenomeno

L’anno di boom di diffusione dell’e-cig in Italia fu il 2012, in cui furono aperti circa 3000 negozi, che ebbero un fatturato totale di circa 350 milioni di euro. Il nuovo dispositivo si presentava come una sorta di “ancora di salvezza” per i fumatori incalliti che non sapevano come smettere di fumare, magari spinti da mogli e fidanzate, o da problemi di salute.

Fu davvero così?

Da recenti studi, è stato scoperto che circa il 10% degli utilizzatori della sigaretta elettronica sono riusciti a smettere di fumare, ma il restante 90% non ce l’ha fatta. Come mai?

Di sicuro molti sono i vantaggi dell’utilizzo sigaretta elettronica: si può utilizzare all’interno di molti spazi chiusi, anche se non tutti, non rilascia odori sgradevoli, non contiene sostanze cancerogene, bensì ciò che viene aspirato è per lo più vapore acqueo, arricchito da aromi e nicotina, la sostanza che crea dipendenza. Perché la sigaretta elettronica sia utile nella lotta contro la dipendenza dal fumo, il quantitativo di nicotina deve essere diminuito di volta in volta, fino a “svapare” solo aromi e vapore acqueo.

Quindi la sigaretta elettronica è utile o no?

Zeno Cosini: un esempio di scarsa forza di volontà

“Penso che la sigaretta abbia un gusto più intenso quand’è l’ultima. Anche le altre hanno un loro gusto speciale, ma meno intenso. L’ultima acquista il suo sapore dal sentimento della vittoria su sé stesso e la speranza di un prossimo futuro di forza e di salute.”

Questa citazione è tratta dal celebre romanzo psicoanalitico scritto da Italo Svevo, “La coscienza di Zeno”, che parla di un uomo, Zeno Cosini, che dice di voler smettere di fumare ma in realtà non ha mai la forza di volontà necessaria per farlo, continua a dire che la sigaretta che sta fumando è l’ultima, ma poi ne fuma un’altra, e un’altra ancora, non smettendo mai.

La forza di volontà è cruciale nella lotta contro le dipendenze di qualsiasi tipo, che siano da persone, da sostanze stupefacenti o da azioni: quando siamo dipendenti da qualcosa o da qualcuno agiamo con sfrontatezza, facciamo di tutto per mantenere viva quella dipendenza, senza accorgerci che in realtà ci sta consumando.

Zeno, come tanti fumatori “seriali”, fuma molto e non si rende conto che ogni sigaretta lo avvicina sempre di più alla morte, ogni suo pensiero è rivolto al fumo, in ogni momento pensa alla sua “ultima sigaretta” che non diventerà mai l’ultima. Zeno non riesce a distogliere il suo pensiero dalle sigarette e dal piacere che il fumo gli dà, non riesce a vedere nient’altro, non riesce a godersi la vita appieno.

“Sono colto da un dubbio: che io forse abbia amato tanto la sigaretta per poter riversare su di essa la colpa della mia incapacità? Chissà se cessando di fumare io sarei divenuto l’uomo ideale e forte che m’aspettavo?”

Zeno riversa i fallimenti della sua vita sul fumo, senza accorgersi che, in realtà, questi sono dovuti al fatto che non ha mai reagito, non ha mai preso in mano la sua vita e le ha dato una svolta. Egli utilizza la sua dipendenza come scusante per non incolparsi di non essere diventato l’uomo “ideale e forte” che sognava di essere.

Spesso utilizziamo scusanti per non fare fatica, per ottenere tutto più facilmente, ma non è questo il modo di affrontare i problemi: adagiarsi porta solo ad ulteriori rimpianti e rimorsi per ciò che avremmo dovuto fare ma che non abbiamo fatto. Zeno, infatti, si lamenta di continuo della sua vita, ma non fa nulla per migliorarla, continuando a rimuginare sugli errori che ha fatto, ma che non vuole riconoscere, incolpando la sua dipendenza.

Il parallelismo

Il 90% delle persone che non sono riuscite a smettere di fumare con la sigaretta elettronica assomigliano, almeno in parte, a Zeno, che è la rappresentazione estremizzata della scarsa voglia di mettersi in gioco: per il 10% di fumatori la sigaretta elettronica ha portato dei benefici, ma è certo che ciò che ha fatto la differenza sia stata la loro determinazione con il fine di smettere di fumare.

Quel 10% avrebbe smesso di fumare anche usando altri metodi? Probabilmente sì, ma l’e-cig è stata il mezzo con il quale hanno deciso di “tagliare i rapporti” con la loro dipendenza, per vivere in modo più sano e preservando la loro salute.

La sigaretta elettronica quindi è un metodo efficace per smettere di fumare? Sì, ma solo se tu vuoi smettere.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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