“Friends” compie 25 anni: vincerà la recente battaglia contro il politicamente corretto?

La serie tv “Friends” compie il suo 25esimo compleanno e continua il suo incredibile successo attraverso Netflix. Ma l’indimenticabile gruppo di amici vincerà le ultime polemiche sul “politicamente scorretto”?

Lo storico divano della serie

Quando si parla di “Friends”, si tratta della sitcom per antonomasia. Un telefilm che ha segnato una generazione di ragazzi e continua a divertire grazie alle repliche sui network e all’acquisto dei diritti da parte di Netflix. Proprio gli utenti di quest’ultimo, hanno suscitato una forma di disapprovazione nei confronti dello show, giudicandolo sessista e omofobo, e quindi troppo “polemicamente scorretto”. Ma è davvero così o si rischia di affossare nella noia una serie, che ha semplicemente nell’ironia il suo punto di forza?

La serie che ha caratterizzato una generazione

Il 22 Settembre del 1994 fa il suo ingresso nel panorama televisivo americano, e di conseguenza mondiale, la sitcom “Friends”. Da quel momento in poi nacque una serie “cult”, che fece il record di ascolti per un telefilm (52,5 milioni di persone videro l’episodio finale della serie) e divenne un simbolo degli anni a cavallo tra la fine dei 90 e l’inizio dei 2000, e di un’intera generazione cresciuta parallelamente ai sei protagonisti. Questi ultimi, all’epoca attori semi-sconosciuti, probabilmente non consapevoli del fenomeno mediatico e di marketing che stavano realizzando, e che dura ancora oggi. La trama è molto semplice, sei amici trascorrono le loro giornate a New York, tra lavoro, amori e soprattutto chiacchierate al Central Perk, bar e luogo di ritrovo quotidiano. Ogni personaggio ha una caratteristica particolare che lo contraddistingue. Rachel Green, interpretata dalla bellissima Jennifer Aniston, un po’ superficiale, proveniente da una ricca famiglia, determinata ad allontanarsi dalla posizione da figlia privilegiata e viziata in cui si è sempre ritrovata, Monica Geller (Courtney Cox), chef, precisa, con un’ossessione per la pulizia e maniaca della perfezione in tutte le sue forme(irresistibile nel voler avere ragione a tutti i costi), Phoebe Buffay (Lisa Kudrow) la più divertente e stravagante del gruppo, con i suoi modi di fare alternativi, vegetariana, aspirante cantante e con un’infanzia senza genitori alle spalle, Ross Geller (David Schwimmer), paleontologo, fratello di Monica (con la quale si trova in una perenne ed esilarante competizione), disastroso nelle numerose relazioni amorose avute e da sempre innamorato di Rachel, Joey Tribbiani (Matt Le Blanc), aspirante attore di origine italo-americana, il don Giovanni del gruppo, ingenuo e grande amante del cibo, in particolare della pizza, ed infine Chandler Bing (Matthew Perry), impiegato, chiave ironica del gruppo, anche lui, come Phoebe, ha trascorso un’adolescenza difficile, molto impacciato con le ragazze ma dotato di un incontenibile sarcasmo.

Le critiche e accuse ricevute recentemente

Con il suo ingresso, nel 2018, nel catalogo Netflix UK, la situation comedy è stata oggetto di numerose critiche, fatte prevalentemente da giovani utenti del Regno Unito, che la accusano di omofobia e sessismo, riscontrati in particolare nelle condotte di Joey e Ross. Il primo, difatti, è un incallito corteggiatore e le critiche derivano proprio dal suo atteggiamento rispetto alle ragazze con cui si approccia, giudicato offensivo perchè non rispettoso nella considerazione del genere femminile. Commenti negativi che sono stati rispediti al mittente dallo stesso Matt Le Blanc, interprete di Joey, ritenendosi in “totale disaccordo con le voci che si sono scagliate contro Friends” e di come preferisce non parlare più della vicenda per “non entrare troppo nel merito della questione”. Un altro biasimo che viene attribuito alla serie è appunto quello dell’omofobia. Ross infatti viene lasciato dalla moglie, che decide di cambiare orientamento sessuale, di conseguenza sono state considerate inopportune, dai  binge watchers, alcune battute fatte in merito alla loro separazione e sull’omosessualità in generale. Stesso discorso vale per i continui scherzi fatti a Chandler, per i suoi comportamenti giudicati poco mascolini, e per il fatto che suo padre abbia divorziato dalla moglie a causa di un altro uomo, fatto di cui anche lo stesso Chandler fa molta autoironia. Ma davvero quando si parla di “Friends” si pensa alla serie offensiva e retrograda descritta dai teenagers inglesi?

Una serie politicamente scorretta?

In realtà, al contrario di ciò che le nuovi generazioni ci vogliono far credere, “Friends” non è affatto una serie antiprogressista. Ma anzi, si tratta di un prodotto molto all’avanguardia, soprattutto per l’epoca in cui è stata girata. Vengono infatti affrontati temi di estrema delicatezza, senza sfociare mai nel ridicolo o nell’insulto, ma facendo invece uso di un umorismo intelligente. Si passa da argomenti, come appunto l’omosessualità, nel totale rispetto di essa, anche se magari discussa in chiave ironica, senza mai banalizzarla, ma anzi in un certo senso valorizzandola. Ovviamente non mancano le situazioni discutibili, come nel caso della maternità surrogata di Phoebe per far nascere i figli del fratello e della più anziana compagna, oppure della decisione della ex moglie di Ross, di crescere il loro bambino, insieme alla nuova compagna. Ma tali vicende hanno segnato un importante punto per la battaglia di certi diritti (in quel periodo considerati molto un tabù), aldilà di come la si possa pensare in merito. “Friends”, in realtà, è una serie che tende a demonizzare ogni tipo di discriminazione e per farlo usa le armi più efficaci ovvero quelle del sarcasmo e dell’ironia. Come quando il terrore assale Ross alla vista del figlio piccolo che gioca con le bambole, paura che viene, puntualmente, ridicolizzata dalla sorella Monica che gli ricorda che lo stesso Ross tendeva a vestirsi da donna quando era ragazzino. Sono questi i passaggi in cui la serie ci fa capire come certi argomenti devono essere trattati in maniera più tranquilla e quotidiana, senza troppe polemiche e senza mai cadere però nello squallido. Ed è per questo che possiamo definire, in qualche modo, questa serie politicamente scorretta, perchè se non lo fosse non potrebbe parlare di temi come questi, senza troppi indugi, senza battute e specialmente senza risate. E ciò forse la renderebbe fin troppo “corretta”, ma probabilmente anche molto noiosa.

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