Il Superuovo

“Franca: Chaos & Creation”: conosciamo il giornalismo di moda dalla storia ai lungometraggi

“Franca: Chaos & Creation”: conosciamo il giornalismo di moda dalla storia ai lungometraggi

Tutti immaginiamo la figura della direttrice di giornali di moda come Miranda Prisley nel film Il diavolo veste Prada. Nel settore molti l’hanno associata a Anna Wintour, direttrice di Vogue America. In Italia questa figura è stata rivestita per un ventennio da Franca Sozzani: pioniera e innovatrice nell’editoria italiana. 

Il documentario sulla vita della direttrice di Vogue Italia è stato diretto proprio dal figlio Francesco Carrozzini. Uscito il 2 settembre 2016, il regista-fotografo ha voluto rendere omaggio alla madre poco prima che morisse a causa del cancro. Oltre al lato lavorativo che ha tenuto una mamma spesso lontana dal figlio traspare la storia di vita di una donna che non si è mai arresa, sia nel lavoro che nella vita.

Dove e quando hanno inizio le prime riviste di moda

Nel Settecento abbiamo le prime pubblicazioni pubblicitarie di abiti sui giornali ma la parte visiva ne era ancora esclusa: parte fondamentale per questo settore. Solo verso la fine del secolo compaiono  le prime stampe e immagini disegnate. Queste sono state le antenate delle riviste patinate. Le prime pubblicazioni erano riviste tascabili, molto piccole e con poche immagini, semplicemente per indicare cosa era alla moda e cosa no. Dal 1760 iniziano a diffondersi prima in Inghilterra e poi anche in Francia e in Italia le prime riviste con immagini grandi sulla moda di Londra e Parigi. In Italia la  moda ha avuto una forte diffusione proprio grazie ai rotocalchi femminili: da sempre si era in lotta con la Francia sulla supremazia della moda e grazie alle riviste anche l’Italia iniziò ad emergere e a farsi notare. Nel 1919 nasce la rivista Lidel fondata da Fortunato Albanese e Lydia De Liguoro: l’obiettivo era incentivare gli artisti a creare una moda italiana. Da li nacquero molte altre riviste italiane quali La Donna, Cordelia, Vita femminile, Dea che si rivolgevano ad un pubblico più modesto. Le donne abbienti continuavano a procurarsi riviste d’oltre oceano come Vogue, Harper’s Bazaar e Marie Claire.

Franca Sozzani e Vogue: innovazione ed inclusione nella moda

Franca Sozzani è nata a Mantova nel 1950. Ha iniziato la sua carriera nella moda dopo la laurea lavorando per Vogue Bambini. Da li ha inizio la scalata  fino a diventare la direttrice del lato italiano di Vogue oltre che direttrice editoriale per l’Italia di Condè Nast. Ha portato idee innovative e anche discordanti nel mondo della moda e del giornalismo come quando nel 2008 fece uscire il numero di luglio: il Black Issue. Questa è stata la prima volta in Italia in cui su un giornale veniva messa in copertina una modella nera e inoltre in tutti i servizi in esso contenuti modelle e designer erano africani. Ha fatto riecheggiare il  il problema della crisi ambientale facendo vestire le modelle con abiti in vinile nero intrappolate con reti da pesca che vomitavano bile e piume. Altro tema toccato grazie a lei sulla rivista è stato la violenza sulle donne: modelle in abiti di alta moda mostrano teste fratturate e macchie di sangue. Cose mai viste sulle riviste di moda. Ha dato vigore anche alle innovazioni tecnologiche lanciando nel febbraio 2010 il sito internet Vogue.it. I suoi editoriali migliori sono stati raccolti in un libro intitolato I capricci della moda: i post del direttore. 

Oltre all’alone mistico anche la forza di una madre

Francesco Carrozzini racconta sua madre, non solo la direttrice della bibbia della moda. Non è un racconto smielato anche se una lacrima sia scesa a molti. Il regista utilizza immagini sfuocate quasi per rendere evanescente la figura della madre. Il documentario è un racconto-intervista tra madre e figlio: è la stessa Franca che si racconta seguendo le domande di Francesco. Intervengono a raccontarla molti personaggi famosi del mondo della moda tra cui Naomi Campbell e Valentino Garavani. Emerge la figura di Franca come giornalista, una persona che non si fa scoraggiare dal pensiero altrui ma porta avanti le proprie idee senza compromessi. E’ come se il figlio volesse catturare l’immagine di una madre sfuggente seppure a suo modo sia stata presente per lui nonostante il lavoro pieno di impegni. Tra le strade di New York immerse nella neve conosciamo la figura emblematica di una donna che ha portato la moda oltre le frivolezze. Siamo riusciti ad avvicinarci al piedistallo e a scoprire che oltre il lato lavorativo c’è stata una persona reale con dubbie e paure ma che ha sempre perseguito i suoi obiettivi. Questo obiettivo è stato raggiunto: avvicinare la moda al mondo e il mondo ad essa. Ha utilizzato un mezzo considerato frivolo per dare rilievo a temi scottanti e di rilevanza mondiale.

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