Filosofia e religione hanno più in comune di quello che pensiamo. Entrambe sono pratiche di vita, al pari del Bushido.

L’opposizione tra filosofia e religione può talvolta sembrare acerrima. Ma le due hanno più in comune di quello che sembra. Se la religione mira alla salvezza, anche la filosofia può essere vissuta come una pratica che coinvolge tutta l’esistenza. Proprio come avviene con i valori del Bushido, che vediamo attraverso il film “L’ultimo samurai”.
Filosofia o religione: questo è il dilemma
Oggi vediamo la filosofia come qualcosa di opposto alla religione. Si può essere “cristiani” o “buddisti”, ma non “filosofi” nel senso di appartenenti ad una dottrina. La filosofia è un passatempo, o un lavoro. Come pratico il jogging la sera, la mattina posso dedicarmi a leggere qualche testo di qualche pensatore, e restarne completamente indifferente. In questo senso si, vi è una differenza rispetto alla religione, in quanto pratica che mira alla salvezza. Ma in origine la filosofia era un qualcosa di più, simile piuttosto al Bushido. Si tratta del codice etico e comportamentale della classe guerriera giapponese dei samurai. Un guerriero giapponese non fa di lavoro il samurai, ma lo è con tutto lo spirito. Tutta la sua vita è modellata secondo quei principi, sia quando è in guerra, quando dorme e quando sta cucinando. Il Bushido è un esempio di come la filosofia possa avvicinarsi ad essere una religione, in quanto pratica totalizzante.
Il bushido come pratica totalizzante
Bushido è un termine giapponese formato da tre parti, BU, SHI e DO, che significano rispettivamente funzionario, guerra e via/percorso. Funzionario e guerra significano “guerriero”, l’intera parola significa quindi via del guerriero. È una dottrina che si sviluppa in Giappone a partire dal XV secolo circa e adottata dai guerrieri samurai. Un paragone può essere fatto con JU–DO, che significa via della flessibilità o cedevolezza. “Percorso” da l’idea di un movimento, di un cammino, e infatti quello del samurai è un esercizio continuo, uno spostarsi. È una pratica che si sviluppa nel suo metterla in pratica, vivendola. Si sviluppa a partire dal XV sec. e si basa su sette valori, tra i quali il coraggio, la cortesia e l’onore. Insomma, un qualcosa che riguarda tutti gli aspetti comportamentali, anche al di fuori della guerra. In particolare c’è un film che apre una finestra su questo mondo, si tratta di “L’ultimo samurai”.

“L’ultimo samurai” apre una finestra sul Giappone della tradizione
Nathan Algrem è un ex-militare americano che, in seguito ad un trauma, si reca in Giappone per addestrare il nuovo esercito regolare dello stato. In Giappone al tempo, siamo nel 800’, vi è la tensione tra l’invasione dei nuovi valori occidentali, e la resistenza della tradizione. La cosa sfocia in una guerra tra questo nuovo esercito appena formato, guidato dalle forze occidentali, e i guerrieri samurai, che difendono la tradizione. Durante una prima battaglia Algrem viene fatto prigioniero dai samurai, che lo portano nel loro villaggio. Qui scopre una nuova realtà, e piano piano entra a contatto con i valori di questo popolo. Tutto gira intorno ai sette valori del Bushido, tra cui quello della guerra, della bella morte e dell’onore. L’intera vita, ogni singolo gesto, è agito con consapevolezza e finalizzato al raggiungimento di uno stato di perfezione. Questa disciplina, e questa fedeltà ai valori colpiscono a affascinano Algrem, che si integra completamente tra di loro. Alla fine una cruenta guerra decisiva tra l’esercito statale e i samurai chiamerà in gioco tutte le loro forze. Il nemico è potente, ma i valori del Bushido accompagnano e danno forza ad Algrem e agli altri samurai fino alla fine.

La filosofia diventa religione
Il Bushido sembra una filosofia, ma nella misura in cui chiede una adesione totale da parte dell’individuo può essere assimilato ad una religione. Potremmo dire lo stesso di altre pratiche spirituali ed esistenziali, tra le quali il buddismo. La linea di separazione tra filosofia e religione è molto più flebile di quello che possiamo pensare, e anzi l’idea del Bushido, in quanto pratica spirituale ed esistenziale, può darci uno spunto su un nuovo modo di vivere la filosofia oggi. Non un lavoro o un passatempo ma una pratica che, se vissuta come esperienza totalizzante, può portare alla pienezza.