Filosofia, magia ed esoterismo: come può la chimica moderna essere una loro discendente?

Prima dell’avvento della scienza moderna le risposte alle grandi domande erano fornite dalla filosofia, dalla magia e dall’alchimia.

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Nella ricerca delle verità (sia empiriche che spirituali) suno mette in dubbio l’importanza del pensiero filosofico. Eppure, com’era ovvio che fosse, con il solo ragionamento e in assenza delle adeguate apparecchiature, gli scienziati del passato non sono giunti immediatamente a quelle che sono le attuali conoscenze del modo che ci circonda. Si può dire che la loro indagine sia stata deviata da false piste e influenzata dalle credenze che si sono diffuse nel corso dei secoli. Ma come si è giunti a quella che oggi definiamo “la chimica moderna“?

La magia: il primo antenato della chimica

Tutto ebbe inizio a causa del primordiale e irrefrenabile desiderio dell’uomo di poter controllare  la natura. I primi stregoni (o sciamani) erano convinti di poter manipolare le forze spirituali mediante oggetti empirici a cui attribuivano significati allegorici. Resisi conto dell’inutilità e dell’inefficacia di queste pratiche pensarono che il dominio della natura fosse un’esclusiva di alcune entità superiori: gli dei. Fu così che la magia si evolse: gli stregoni divennero oracoli responsabili di interpretare i messaggi delle divinità e con la capacità di invocarle. Il pensiero dualistico dello scontro tra bene e male influenzò ulteriormente questa visione della realtà al punto che la magia si divise tra quella nera e quella bianca. La prima si occupava di maledizioni, sortilegi, invocazioni demoniache, vudù,… mentre la seconda era impiegata per avere buoni raccolti, fertilità, previsione del futuro,…

Ancora oggi questo tipo di pseudoscienza è molto diffuso tra le comunità indigene. Non bisogna credere, tuttavia, che a noi sia del tutto estraneo: chi crede nella cartomanzia, negli oroscopi, nella scaramanzia e in pratiche simili, di fatto si affida a quanto sia rimasto delle antiche credenze popolari. Un altro significato attribuito oggi alla parola “magia” è quello dell’illusione: la maggior parte di coloro che si lasciano chiamare maghi sono illusionisti. Si tratta, come ben sappiamo, di persone dotate dell’abilità di far sparire gli oggetti sotto i nostro occhi, di far fluttuare oggetti,… ma, a differenza dei cartomanti e degli astrologi sono i primi ad ammettere che si tratta semplicemente di scienza mista a tecnica.

Al di là di quanto detto, che sia davvero efficace o meno, la magia affascina chiunque ed è per questo che difficilmente sarà rimossa dai nostri cuori. Basti pensare ad esempio alla famosissima saga di Harry Potter, che dal 1995 affascina i lettori di tutto il mondo.

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L’alchimia: una scienza filosofica

Chi ha visto l’anime o letto il manga di Fullmetal Alchemist sa già cosa sia l’alchimia. Per coloro che non l’avessero mai sentita nominare, si tratta in parole povere di una pseudoscienza il cui intento principale era quello di giungere alla creazione della pietra filosofale. Questo sistema di pensiero scientifico-filosofico venne adottato fino al XVIII secolo in tuta Europa, al punto che persino Isaac newton si occupò di alcune ricerche basandosi sulle conoscenze alchemiche.

Un’altra caratteristica da attribuire a questo metodo di ricerca è l’esoterismo. Esso si espresse attraverso il linguaggio di svariate discipline come la chimica, la fisica, l’astrologia, la metallurgia e la medicina lasciando numerose tracce nella storia dell’arte. Ed è infatti attraverso simboli e significati allegorici che gli alchimisti si illudevano di giungere all’onniscienza: ogni cosa racchiudeva in sè un frammento delle verità universali, da ricercare attraverso l’interpretazione “oggettiva” dei segni che la natura ci da.

L’indagine del mondo naturale attraverso un metodo quasi empirico ha fatto sì che l’alchimia venisse riconosciuta come l’antenata della chimica moderna, in quanto la lavorazione dei metalli e lo studio delle loro proprietà erano all’ordine del giorno nella vita di un alchimista.

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L’avvento della chimica moderna

La perfezione e la bellezza del mondo in cui viviamo può essere compresa soprattutto attraverso lo studio della chimica. Si tratta, infatti, della scienza che studia la composizione della materia ed il suo comportamento. La chimica è anche definita come “la scienza centrale” dal momento che connette le altre discipline scientifiche naturali, come l’astronomia, la fisica, la biologia e la geologia.

L’elemento centrale nello studio della chimica è il concetto di atomo, la cui esistenza venne già ipotizzata dal filosofo greco Democrito, il quale sosteneva che la natura fosse formata da corpuscoli indivisibili (gli atomi) che si uniscono e si separano in uno spazio vuoto. Da allora abbiamo fatto passi da gigante, fino alla teorizzazione dell’attuale modello a orbitali e alla stessa “visione” di un atomo attraverso particolari microscopi. A differenza dell’alchimia e della magia, la chimica moderna non ha uno scopo preciso. Infatti, è più corretto dire che, resisi conto della vastità delle conoscenze ottenibili, gli studiosi preferiscono andare avanti mossi dalla curiosità e senza obbiettivi specifici al di là di quelli necessari.

Le basi per lo sviluppo della chimica moderna vennero poste nel XVII secolo, con la prima definizione delle reazioni chimiche e il graduale sviluppo del metodo sperimentale. Lo spartiacque simbolico tra alchimia e chimica può essere considerato l’anno 1661, con l’uscita del libro di BoyleIl chimico scettico“, in cui vengono introdotti i concetti di elemento e composto chimico.
Successivamente il lavoro di Antoine Lavoisier, che enunciò per primo la legge della conservazione della massa e confutò la teoria del flogisto, segnò il definitivo superamento dell’alchimia.

Nel 1869 Dmitrij Mendeleev e Julius Lothar Meyer ordinarono gli elementi chimici sistemandoli all’interno della tavola periodica, disposti ordinatamente in base al loro peso atomico. Nel 1937 l’italiano Emilio Segrè scoprì il tecnezio, primo elemento chimico artificiale, e negli anni seguenti verranno sintetizzati artificialmente molti altri nuovi elementi che andranno ad arricchire la tavola periodica e le conoscenze relative al mondo che ci circonda.

Giunti a questo punto nessuno sa cosa ci rimane da scoprire, possiamo solo immaginare l’orizzonte che ci attende, l’unica certezza che abbiamo è quella di non sapere quasi nulla in confronto alle conoscenze che ci attendono.

Fotografia di un atomo (supercurioso.com)

 

 

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