Paolo Sorrentino ritorna ai Golden Globe Awards 2022. Il suo nuovo film “È stata la mano di Dio” è tra i candidati per il miglior film in lingua straniera.

Dopo il grande successo ottenuto con “La grande bellezza” nell’edizione del 2014, Sorrentino riporterà l’Italia ai Golden Globe Awards. Ma vediamo insieme quanto è importante un premio di questi livelli per una produzione cinematografica.
Film italiani ai Golden Globe Awards
Il cinema italiano è stato un ospite abbastanza frequente durante i festival internazionali più importanti. È difficile dimenticare la scena memorabile dell’edizione degli Academy Awards del 1999, quando Sophia Loren consegnò l’Oscar a Roberto Benigni vincitore con “La vita è bella” per il miglior film in lingua straniera. La categoria dei Golden Globe Awards “Best Foreign Language Film” nasce nel 1948, ed il primo capolavoro italiano ad aggiudicarsi il premio, nell’edizione del 1950, fu “Ladri di biciclette”. Dopo il grande Vittorio De Sica, sono state circa 35 le nomination italiane per questa categoria: l’ultimo vincitore è stato proprio Paolo Sorrentino nel 2013 con “La grande bellezza”. Durante il corso del tempo i criteri di elegibilità per questo premio sono stati cambiati più volte per adattarsi ai mutamenti della realtà cinematografica. Al momento, per esserne insigniti, è necessario che il film duri più di 70 minuti, che il 51% dei dialoghi sia in una lingua diversa dall’inglese e che la pellicola sia stata distribuita nei 14 mesi che vanno dall’1 Novembre fino al 31 dicembre di ciascun anno. Gli italiani non hanno vinto Golden Globes solo per miglior film straniero, anzi, diversi attori, attrici e cantanti possono vantare nominations e vittorie nelle loro carriere. L’esempio più recente è Laura Pausini che ha vinto il premio per la migliore canzone originale nell’edizione 2021.
Il successo di Sorrentino
Che Paolo Sorrentino sia un regista di successo e di particolare spicco nel panorama italiano contemporaneo non si può mettere in dubbio. Comunque, ricevere premi e candidature ai maggiori festival internazionali ha, in qualche modo, dato un ulteriore marchio di qualità al suo lavoro. Durante il 2014, ad esempio, il suo film “La grande bellezza” ha ottenuto 16 nomination e 19 premi. Tra questi ha portato a casa 9 David di Donatello, 1 BAFTA, 1 Oscar e 1 Golden Globe. Questa produzione, in collaborazione tra Italia e Francia, ha riscosso così tanto successo all’estero che le presenze nelle sale internazionali hanno rappresentato quasi il 60% di quelle totali ed il film è stato distribuito in 40 paesi. Il suo nuovo film “È stata la mano di Dio” ha già iniziato a collezionare premi durante quest’anno: infatti, ha già ricevuto un Leone d’argento alla Mostra del Cinema di Venezia. Pur non avendo vinto nulla durante gli European Film Awards, è stata annunciata la candidatura per i Golden Globe Awards e i Critics Choice Awards.
Il valore dei premi
Il cinema, come la televisione, sono settori molto complessi da analizzare. All’interno di queste “industrie”, infatti, bisogna conciliare il lato artistico e culturale dell’arte con l’aspetto economico. Produrre un film rappresenta una vera e propria scommessa perchè non si avrà mai la certezza di guadagno nel finanziare un progetto, fino a quando il prodotto finito non sarà presentato agli spettatori. I Festival del cinema, grandi o piccoli che siano, ricoprono quindi una grande importanza in questo mondo. Poniamo il caso che un qualsiasi cittadino di media cultura decida una sera di andare al cinema: si tratta di un investimento del suo tempo e anche del suo denaro. Quando, quindi, un film ha ottenuto determinati premi, ha un cast di attori famosi o ha ottenuto una grande visibilità dopo i festival, le possibilità che quel cittadino decida di vedere quell’opera sono molte di più. Si tratta, ovviamente di un discorso ipotetico perchè non è prevedibile con certezza cosa potrebbe influenzare le scelte di una persona in questo ambito. I grandi festival, però, influenzano molto le scelte di registi, produttori e distributori perchè offrono molta visibilità, permettono di raggiungere un pubblico internazionale e rappresentano un momento importante per la ricerca di finanziamenti. Anche il cinema, quindi, è un’industria a suo modo, ma questo non toglie nessun valore artistico o culturale. Continueremo sempre a restare meravigliati, commossi, divertiti davanti alle storie del grande schermo.